I contenuti di una sfida affascinante e tremenda

Tra poche ore Foggia-Alessandria, playoff di Lega Pro

GenoaGrigi

 

Tra poche ore i Grigi dovranno assolutamente dimenticare la TimCup, ma sarà necessario nello stesso tempo che ritrovino quello spirito che li aveva fatti belli nelle notti di Coppa. Ridurre una stagione fatta di lavoro e scontri domenicalmente complicati alle imprese della TimCup non sarebbe corretto. Pensare che la stagione dell’Alessandria sia già positiva per il cammino fatto in quelle partite, non è aderente alla realtà, tanto che pur essendo un “testacoda” la sfida dello “Zaccheria” è probabilmente la più incerta delle quattro gare ad eliminazione diretta. La squadra di Gregucci è l’avversario peggiore per il concetto calcistico di De Zerbi.

Foggia

Squadra che basa tutto sull’organizzazione e l’aiuto tra i reparti, con una rosa piena zeppa di calciatori esperti con più di una apparizione in categorie superiori. Un 4-3-3 che difficilmente si sbilancia, la difesa alta è un concetto presente ma non abusato e il possesso non vuole mai scadere nello stucchevole. Davanti c’è una punta strutturata come Marconi, il resto è tecnica al servizio della squadra. Iocolano è il colpaccio del mercato invernale, lui con Bocalon o Fischnaller sono gli uomini della giocata imprevista. Il giocatore chiave? Per noi potrebbe essere Gianluca Nicco. Intermedio sinistro di tecnica e visione di gioco, con capacità tattiche rilevanti e capace di strappi decisivi. Non solo singoli, anzi, l’Alessandria è un complesso fatto di intesa e velocità nelle scelte. Un punto in comune col Foggia è dietro, il rischio è calcolato ma pur sempre alto.

Zaccheria

A Foggia ne sono convinti: “Se non fosse stato per quel rigore fuori area su Ciciretti”. Rimpiangono ancora quella decisione dello scorso 30 gennaio, quando con i rossoneri in vantaggio e padroni del campo vennero raggiunti dal penalty di Mazzeo. Da quel momento la squadra di De Zerbi cominciò a scricchiolare.

Mocca

SanSiro

Il secondo posto è figlio di un finale orgoglioso e ben interpretato dal tecnico bresciano, capace di cambiare un modulo che sembrava intoccabile. Abbandonato il 4-3-3 per un 3-4-3 con Coletti a dirigere l’orchestra e tanta libertà in più ad Angelo. Forse un placebo, perché il suo Foggia di calcio ben giocato ne aveva fatto vedere, e non solo in questa stagione.

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Spesso però le squadre hanno bisogno di uno scossone, ed anche il solo abbassare di qualche metro un riferimento centrale, Coletti appunto, può fare la differenza nella testa dei giocatori. Dall’altra parte c’è la squadra che tutta Italia ha tifato in preda all’ebbrezza da retorica calcistica, l’Alessandria di Angelo Gregucci. La cavalcata in Coppa Italia, interrottasi in semifinale contro un mediocre Milan, ha acceso la speranza di chi sogna di raccontare qualcosa in grado di lasciare il segno ad ogni costo. Nessuna favola però, semplicemente Mister Gregucci lavora e lo fa seriamente.

BocalonSpezia

Un gruppo di calciatori che in Lega Pro non si sa cosa facciano, nomi come Bocalon sarebbero buone per tante realtà di serie B, se si aggiungono Iocolano, Morero, Loviso, Nicco, Marras e Marconi allora si comprende che il livello del girone A, dove l’Alessandria è arrivata solo quarta, è davvero molto alto. La sfida quindi si presenta come quella più affascinanti, e non inganni la vittoria del Foggia in Coppa Italia di Lega Pro contro il Cittadella (vincitrice proprio del girone A), perché le differenze geografiche non esistono se alla base c’è il lavoro.

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Angelo Gregucci per la sua Alessandria di solito sceglie un 4-3-3 intelligente, tanta organizzazione e seconde palle. Le profondità delle panchine saranno decisive, quasi quanto i quasi 17 mila previsti allo Zaccheria.

Mario Bocchio

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