Quei favolosi anni Ottanta (sesta puntata)

1984-85 (4)La “rosa” dell’Alessandria 1984-’85: non c’è già più il tecnico Mari.

 

La delusione per la mancata promozione al termine del torneo 1983-’84 – quando i Grigi sono solo terzi dietro il Livorno e l’Asti – viene digerita con difficoltà. I Calleri non vogliono però rassegnarsi e nel mercato estivo, su scelta del ds Carlo Regalia, riescono ad accaparrarsi il forte difensore Massimo Carrera e quello che sarà destinato a diventare un idolo, l’attaccante Franco Marescalco. Ma ancora una volta alla fine tutti sono delusi.

1984-85 con MariLa foto dell’Alessandria Calcio all’inizio dell’annata 1984-’85. L’allenatore – il terzo seduto da sinistra – è Mari. al centro, il terzo sempre da sinistra, è Teodoro Rino Lorenzo, poi dato in prestito all’Orbassano. Accanto a lui Gregucci con la chioma bionda.

 

Stranamente gli stessi fratelli Calleri non sono amati dalla piazza. La diffidenza della tifoseria è palpabile: la presenza nel consiglio direttivo di due figure di Alessandria come Cerafogli e Iacampo non garantiscono la considerazione che invece i Calleri gradirebbero. Provano con l’assunzione di un direttore sportivo di grande qualità ed esperienza come il citato Regalia e di un allenatore considerato l’astro nascente tra i trainer di terza serie: il romano Alberto Mari. La squadra viene rinforzata con notevole acume: arrivano Massimo Carrera, giovane destinato ad una grande carriera, Marescalco goleador di provata esperienza, CesaroDa Re, Saporito, Marchetti, tutti giocatori di categoria estremamente interessanti ed affidabili.

 

Alcuni dei protagonisti

1984-85 (2) Franco Marescalco.

 

Foto-4Partendo da sinistra: ancora “Cicciogol” Marescalco, Massimo Carrera e Angelo Gregucci.

 

SgarbossaEugenio Sgarbossa.

 

Grigi 1984-85 (1)Sempre da sinistra: Giancarlo Camolese, Paolino Scarrone e Gigi Manueli.

 

 

I conti sono stati fatti, però senza … l’oste! L’allenatore Mari, purtroppo, non ha la tempra per gestire una squadra piena di tante personalità. Non va dimenticato infatti che erano stati riconfermati i vari Manueli, Scarrone e Camolese. Si torna al cincinnato alessandrino Antonio Colombo, aiutato dall’altro alessandrino Carletto Tagnin. La situazione sembra compromessa. Alla boa del girone d’andata l’Alessandria ha otto punti di distacco dal Prato e sette dalla sorpresa Derthona.

 

Il tifo

1984-85

1984-85 (2)

1984-85L’esodo del tifo grigio allo stadio “Braglia” di Modena per lo storico spareggio contro il Prato.

 

Dopo le prime due giornate di ritorno le cose addirittura peggiorano a causa del pareggio interno con il Pontedera e della sconfitta di Imperia. Come d’incanto la squadra però si ritrova. Conquista quindici punti in otto partite e si prepara con rinnovato entusiasmo ai due match difficilissimi di Tortona e in casa con il Prato.

Marescalco contro Derthona Uno dei due goal realizzati da Marescalco nel derby contro il Derthona.

 

1984-85 (2)Un fotogramma dello strepitoso successo contro il Prato al “Moccagatta”.

 

“Cicciogol” Marescalco

 

Così sulla stampa

1984-85Da “La Stampa” di domenica 5 maggio 1985.

 

1984-85 (1) Da “La Stampa” di martedì 7 maggio 1985.

 

Saranno due vittorie strepitose che porteranno i Grigi allo spareggio di Modena contro il Prato per centrare la promozione in C1 in compagnia del Siena giunto primo. In un caldissimo pomeriggio di giugno davanti a 15.000 spettatori di cui la metà di fede grigia, l’Alessandria conosce però l’ennesima amarezza della sua storia. Finisce 3-2 per i toscani. La sconfitta sarà molto indigesta per tutti, ma soprattutto per i Calleri che decidono di abbandonare.

1984-85 (3)Un undici dei Grigi nel campionato 1984-’85, serie C2.  In piedi da sinistra: Gregucci, Marchetti Giancarlo, Carrera, Cesaro, Beccari, Marchetti Maurizio. Accosciati: Sgarbossa, Saporito, Marescalco, Camolese, Da Re.

 

Grigi 1984-85Amichevole Alessandria-Juventus del 1984. I due capitani Camolese e Tardelli prima del match.

 

Quel derby contro il Derhona che brucia ancora adesso

2 dicembre 1984

Alessandria –   Derthona   1 – 3 (1 – 1)        

RETI:

44′ rig. Marescalco F. (A)

37′ Signoroni (De) , 73′ Cenci (De) , 78′ Cappellari (De)

1984-85-alessandria-derthona-1-3Da Re stretto dai difensori tortonesi (foto www.nsderthona.org).

 

1984-85-alessandria-derthona-1-3-enrico-signoroni-0-1Leoncelli in goal con Signoroni (foto www.nsderthona.org).

 

1984-85-alessandria-derthona-1-3-cenci-gol-1-2Cenci trafigge Beccari ((foto www.nsderthona.org).

 

Lo spareggio di Modena

1984-85 (1)Da “La Stampa” di domenica 16 giugno 1985.

 

Così ha scritto Giulio Accatino su “Stampa Sera”:

In C1 passa il Prato, mentre l’Alessandria sta piangendo sui suoi errori di tattica e sulla sua scarsa condizione atletica. E’ indubbio che nel 2-3 che ha chiuso questo spareggio è entrata anche un po’ di sfortuna, ma bisogna convenire che il primo quarto d’ora della ripresa è stato per l’Alessandria un autentico quarto d’ora di follia. Due gol in 4′, ed il terso gol dopo 10′ appena. Reclamare dopo tutto quello che è successo sarebbe inutile. E pensare che la squadra alessandrina era andata in van taggio molto presto, al 21′. Il gioco era stato, fino ad allora monotono e strano. Nessuno aveva dimostrato di meritare, ma l’azione dei piemontesi era rapida ed efficace. Avanzava G.C. Marchetti che serviva Marescalco. Il tiro rapido del centravanti non lasciava scampo.Ciccio gol Prato I pratesi accusavano il colpo. Sarebbe stato sufficiente insistere. La disorganizzazione dei toscani era tale che tutto pareva facile per i grigi. Ma, invece di affondare, gli alessandrini si concedevano una manovra prolissa e inuti le. Poco dopo il gol, Scarrone avanzava solo, seminava due avversari, ma in piena area invece di calciare con decisione tentava di appoggiare in rete permettendo al portiere Vettore di intervenire. L’Alessandria, in quel momento, dominava il campo. I rossi (chissà perché era stata abbandonata la tradizionale maglia grigia) parevano avere facilmente ragione dei rivali. Sarebbe stato il momento di insistere, ma invece di correre gli alessandrini passeggiavano. Ritornavano così le speranze del toscani che, prima della fine del tempo, creavano un’occasione valida per pareggiare. Ferretti serviva lungo Ravot, Sgarbossa era inopinatamente superato. E Ravot si trovava solo, palla al piede, davanti a Beccari: il tiro di piatto sinistro falliva la mira incredibilmente. Ma il disastro alessandrino doveva compiersi in tutta la sua intensità nel primo quarto d’ora della ripresa. Era il 47′: il Prato (sotto un undici di quella stagione) aveva subito poco prima il rischio del raddoppio, ma Vettore, il migliore pratese in campo, respingeva. Prato 1984-85Nasceva un contropiede che sorprendeva scoperta la difesa piemontese. Ferretti dava a Ravot, la palla doveva essere presa di Beccati che tentava l’uscita, poi tornava indietro senza, però, toccare la sfera. Ravot di lesta metteva in rete. Passavano quattro minuti. Il Prato attaccava ancora anche se con disordine. Ceccaroni calciava alla meno peggio, respingeva un difensore con affanno. Riprendeva lo stesso Ceccaroni che sorprendeva il mal piazzato il portiere alessandrino. La frittata era fatta, ma non bastava ancora. Dieci minuti dopo, infatti, si sviluppava una manovra in contropiede dei toscani: Esposito serviva Ravot sulla sinistra, pareva che il centravanti pratese fosse in fuorigioco, ma l’attaccante continuava e batteva ancora Beccari questa volta incolpevole. Sul 3-1 la partita prendeva una fisionomia particolare: attaccavano in forza gli alessandrini, ma era un gioco ricco di affanni e di errori. E quando i rossi non sbagliavano provvedeva il portiere Vettore a sbrogliare ogni pericolo. Batti e ribatti arrivava anche il secondo gol dei piemontesi. Era Camolese a servire Da Re che rasoterra infilava Vettore (82′). L’assalto finale non dava esito. Mancavano i collegamenti, ognuno agiva per conto suo. L’Alessandria deve così rinunciare ancora una volta alla promosione. Certamente deve lamentare la sfortuna. Ieri a Modena è andato tutto storto. Delusione, amarezza negli spogliatoi, con il massaggiatore Sergio Viganò che non riesce a trattenere le lacrime. Commenta il direttore sportivo Carlo Regalia: «Della squadra devo dire tutto II bene possibile, hanno giocato tutti, non posso muovere alcuna accusa, ma purtropo abbiamo perso. Dieci minuti hanno rovinato quanto si era costruito in un intero campionato». Allontanatosi dal campo un quarto d’ora prima della conclusione, quando il risultato era di 3-1 per II Prato, il presidente Gianmarco Calieri non si fa vedere negli spogliatoi. C’è, invece, Il fratello Giorgio. Resteranno i Calieri alla guida dell’Alessandria? «Slamo troppo amareggiati, In questo momento Impossibile dare una risposta. Vedremo nei prossimi giorni», commenta. «Non abbiamo ancora digerito questo colpo», aggiunge il vicepresldetne Mario Jacampo, mentre al suo fianco l’altro vice, Nando Cerafogli, non ha neppure la voglia di parlare. E i giocatori? Per tutti parla, il volto tirato e la delusione evidente per il mancato gol del raddoppio, capitan Paolo Scarrone: «Quei due gol all’inizio del secondo tempo, quei dieci minuti di fuoco del Prato hanno rovinato tutto», dice il bravo capitano. Di più non aggiunge, si lascia soltanto sfuggire un «calcio maledetto». Ben diversa l’atmosfera nello spogliatolo del Prato: interviste, abbracci, gioia per una vittoria e una promozione che sembrava dovesse sfuggire dopo un campionato al vertice della classifica. Erano «In tanti a darci favoriti, sin dall’inizio, se non avessimo vinto questo spareggio avremmo deluso troppa gente», commenta felice Maurizio Bruno, mister del lanieri.

1984-85 (4)Da “Stampa Sera” di lunedì 17 giugno 1985.

 

Questo invece, quanto scrisse il compianto Franco Marchiaro su “La Stampa”:

Niente da fare per l’Alessandria. Opposta al Prato nello spareggio per decidere chi delle due squadre dovesse salire in C1 assieme al Siena, già promosso domenica scorsa, ha avuto uno sbandamento all’inizio del secondo tempo e, subiti tre gol in un quarto d’ora, ha perso la grande occasione. Amaro pomeriggio quindi per migliaia di tifosi alessandrini – erano almeno cinquemila – che avevano seguito nella trasferta in terra emiliana gli orsacchiotti grigi convinti di poter festeggiare la tanto attesa promozione in C1. Alle 19 circa, quando l’arbitro Baldas ha fischiato la conclusione dei 90 minuti di gioco, i tifosi, riposti striscioni e stendardi, hanno lasciato amareggiati il  «Braglla» di Modena. Musi lunghi, sorrisi amari e tanta delusione. «La stupenda rimonta dell’Alessandria, che nel girone di ritorno aveva rosicchiato ben dieci punti al Prato, ci aveva fatto sperare. Qui a Modena siamo venuti convinti di una vittoria, invece ancora una volta è mancato l’appuntamento con la promozione», commentavano in molti. Il riferimento ai troppi pareggi casalinghi, a certe sconfitte dovute alla scarsa convinzione di qualcuno, al girone d’andata, insomma, che aveva fatto precipitare la squadra partita con l’obiettivo promozione a metà classifica, è evidente. «Troppi errori del mister scelto dai dirigenti all’inizio del campionato, troppo tempo perso per affidare la formazióne al bravo e modesto Antonio Colombo, artefice della rimonta, dimostratasi purtroppo Inutile», era lo sfogo dei più scatenati tifosi. Di quelli che mai avevano disertato gli appuntamenti con i grigi.  La squadra di Colombo e di Tagnin è letteralmente naufragata in una serie di sbagli che nulla hanno a che vedere con il calcio vero. Vinceva 1-0, e di fronte alla pochezza dei pratesi sarebbe stato necessario insistere per arrotondare il bottino e chiudere l’incontro. Invece si è giocato un calcio utilitaristico pur sapendo di avere una difesa e un portiere piuttosto vulnerabili. Il Prato va in C1, l’Alessandria rimane in C2. Speriamo che la lesione serva. A Modena abbiamo ascoltato voci di dimissioni del presidente. Sarebbe un altro errore. Di fronte alle difficoltà del momento bisogna stringere le fila e non rinunciare.

1984-85 (3)Da “La Stampa” di martedì 18 giugno 1985.

 

Il campionato ai raggi X (clicca per leggere partita per partita)

STATISTICHE 1984-85

 Mario Bocchio

Marcello Marcellini

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