Carlo Tagnin, il mandrogno vinci tutto con l’Inter del “Mago” Helenio Herrera

herrera_inter_vignettaVersione satirica della Grande Inter. Tagnin è il primo accosciato, partendo da sinistra.

 

La sfida tra il Monza e l’Alessandria ci riporta alla nostra attenzione un giocatore che ha vestito entrambe le maglie, Carlo Tagnin, che giocò in Brianza dal 1954 al ’57: 78 presenze e 3 gol. Fusasi con la A.S. Simmenthal del presidente Sada, il club lombardo divenne nel 1955 A.S. Simmenthal-Monza.Tagnin (2)

Tagnin fece il suo esordio in serie A con il Torino, nella stagione 1953-‘54, dopo un anno trascorso con i Grigi in prestito in serie C. Avversario di Tagnin in quella partita, a Genova contro la Sampdoria, fu un altro mandrogno, ormai quasi alla fine della carriera: Aristide Coscia. Nel Monza, successivamente, disputò tre campionati ad alto livello, per poi tornare in maglia grigia nella stagione 1957-‘58. Il campionato successivo venne ceduto alla Lazio di Bernardini, dove contribuì alla conquista della ripristinata Coppa Italia.TagninPubblicità  Melchionni stagione 1957-’58. In piedi da sinistra: Pedroni, Nobili, Boniardi, Traverso, Tagnin. Accosciati: Castaldo, Giacomazzi, Vitali, Manenti, Marcellini, Savioni.

Venne quindi dirottato al Bari, dove disputò due campionati culminati con una retrocessione in serie B. Poi il triste periodo del 1962: una squalifica federale lo tenne lontano dal calcio per un anno. Quando al termine della carriera sembrava tutto finito, ecco la grande occasione a trent’anni: il “Mago” Helenio Herrera lo volle all’Inter e fu il suo primo scudetto. Girò l’Europa affermandosi in Coppa dei Campioni come implacabile marcatore, instancabile e grintoso sugli avversari più pericolosi sino alla consacrazione nella prima Coppa dei Campioni conquistata dall’Inter nell’indimenticabile notte del “Prater” di Vienna, il 27 maggio 1964, contro il Real Madrid di Di Stefano, Puskas e Gento.

Tagnin (1)Inter-Alessandria 1-1 campionato 1957-’58. Nella foto si vede Tagnin che sarà protagonista nella grande Inter qualche anno dopo.

Herrera assegnò a Tagnin il compito più arduo, fermare l’immenso argentino Alfredo Di Stefano: l’alessandrino lo svolse alla perfezione, cancellando la fonte del gioco madridista, entrando così nella storia del calcio mondiale. L’Inter vinse l’incontro 3-1. Il 26 settembre 1964 al “Santiago Bernabeu” di Madrid Tagnin, sempre con l’Inter, conquistò la Coppa Intercontinentale, superando nel terzo incontro decisivo gli argentini dell’Independiente di Avellaneda con il risultato di 1-0, con realizzazione di Mariolino Corso. Ancora una stagione in quella che è considerata la Grande Inter e secondo scudetto. Tagnin chiuse la carriera nella sua Alessandria in serie B, con la fascia di capitano, disputando 28 incontri al fianco di ex grandi del calcio nazionale come Lojacono e Nicolè.

Mario Bocchio