Siamo ancora qui a parlare del drammatico spareggio di Modena

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La puntata de “L’Orso in diretta” di ieri, è stata soprattutto dedicata al famoso spareggio del 16 giugno 1985 a Modena contro il Prato. Sono intervenuti in studio (regia di Mauro Bavastri) Mario Bocchio, Marcello Marcellini, Sergio Giovanelli e Antonio “Toni” Colombo, mitico capitano dei Grigi, il più presente in assoluto nella storia del club con oltre quattrocento partite ufficiali. È poi intervenuto in diretta telefonica “Cicciogol” Marescalco.

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Così scrisse Giulio Accatino su “Stampa Sera”:

In C1 passa il Prato, mentre l’Alessandria sta piangendo sui suoi errori di tattica e sulla sua scarsa condizione atletica. E’ indubbio che nel 2-3 che ha chiuso questo spareggio è entrata anche un po’ di sfortuna, ma bisogna convenire che il primo quarto d’ora della ripresa è stato per l’Alessandria un autentico quarto d’ora di follia. Due gol in 4′, ed il terso gol dopo 10′ appena. Reclamare dopo tutto quello che è successo sarebbe inutile. E pensare che la squadra alessandrina era andata in van taggio molto presto, al 21′. Il gioco era stato, fino ad allora monotono e strano. Nessuno aveva dimostrato di meritare, ma l’azione dei piemontesi era rapida ed efficace. Avanzava G.C. Marchetti che serviva Marescalco. Il tiro rapido del centravanti non lasciava scampo.ciccio-gol-prato I pratesi accusavano il colpo. Sarebbe stato sufficiente insistere. La disorganizzazione dei toscani era tale che tutto pareva facile per i grigi. Ma, invece di affondare, gli alessandrini si concedevano una manovra prolissa e inuti le. Poco dopo il gol, Scarrone avanzava solo, seminava due avversari, ma in piena area invece di calciare con decisione tentava di appoggiare in rete permettendo al portiere Vettore di intervenire. L’Alessandria, in quel momento, dominava il campo. I rossi (chissà perché era stata abbandonata la tradizionale maglia grigia) parevano avere facilmente ragione dei rivali. Sarebbe stato il momento di insistere, ma invece di correre gli alessandrini passeggiavano. Ritornavano così le speranze del toscani che, prima della fine del tempo, creavano un’occasione valida per pareggiare. Ferretti serviva lungo Ravot, Sgarbossa era inopinatamente superato. E Ravot si trovava solo, palla al piede, davanti a Beccari: il tiro di piatto sinistro falliva la mira incredibilmente. Ma il disastro alessandrino doveva compiersi in tutta la sua intensità nel primo quarto d’ora della ripresa. Era il 47′: il Prato (sotto un undici di quella stagione) aveva subito poco prima il rischio del raddoppio, ma Vettore, il migliore pratese in campo, respingeva. Prato 1984-85Nasceva un contropiede che sorprendeva scoperta la difesa piemontese. Ferretti dava a Ravot, la palla doveva essere presa di Beccati che tentava l’uscita, poi tornava indietro senza, però, toccare la sfera. Ravot di lesta metteva in rete. Passavano quattro minuti. Il Prato attaccava ancora anche se con disordine. Ceccaroni calciava alla meno peggio, respingeva un difensore con affanno. Riprendeva lo stesso Ceccaroni che sorprendeva il mal piazzato il portiere alessandrino. La frittata era fatta, ma non bastava ancora. Dieci minuti dopo, infatti, si sviluppava una manovra in contropiede dei toscani: Esposito serviva Ravot sulla sinistra, pareva che il centravanti pratese fosse in fuorigioco, ma l’attaccante continuava e batteva ancora Beccari questa volta incolpevole. Sul 3-1 la partita prendeva una fisionomia particolare: attaccavano in forza gli alessandrini, ma era un gioco ricco di affanni e di errori. E quando i rossi non sbagliavano provvedeva il portiere Vettore a sbrogliare ogni pericolo. Batti e ribatti arrivava anche il secondo gol dei piemontesi. Era Camolese a servire Da Re che rasoterra infilava Vettore (82′). L’assalto finale non dava esito. Mancavano i collegamenti, ognuno agiva per conto suo. L’Alessandria deve così rinunciare ancora una volta alla promozione.spareggio-reggio-emilia-con-il-prato-2

 

Certamente deve lamentare la sfortuna. Ieri a Modena è andato tutto storto. Delusione, amarezza negli spogliatoi, con il massaggiatore Sergio Viganò che non riesce a trattenere le lacrime. Commenta il direttore sportivo Carlo Regalia: «Della squadra devo dire tutto II bene possibile, hanno giocato tutti, non posso muovere alcuna accusa, ma purtropo abbiamo perso. Dieci minuti hanno rovinato quanto si era costruito in un intero campionato». Allontanatosi dal campo un quarto d’ora prima della conclusione, quando il risultato era di 3-1 per II Prato, il presidente Gianmarco Calieri non si fa vedere negli spogliatoi.

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C’è, invece, Il fratello Giorgio. Resteranno i Calieri alla guida dell’Alessandria? «Slamo troppo amareggiati, In questo momento Impossibile dare una risposta. Vedremo nei prossimi giorni», commenta. «Non abbiamo ancora digerito questo colpo», aggiunge il vicepresldetne Mario Jacampo, mentre al suo fianco l’altro vice, Nando Cerafogli, non ha neppure la voglia di parlare. E i giocatori? Per tutti parla, il volto tirato e la delusione evidente per il mancato gol del raddoppio, capitan Paolo Scarrone: «Quei due gol all’inizio del secondo tempo, quei dieci minuti di fuoco del Prato hanno rovinato tutto», dice il bravo capitano. Di più non aggiunge, si lascia soltanto sfuggire un «calcio maledetto». Ben diversa l’atmosfera nello spogliatolo del Prato: interviste, abbracci, gioia per una vittoria e una promozione che sembrava dovesse sfuggire dopo un campionato al vertice della classifica. Erano «In tanti a darci favoriti, sin dall’inizio, se non avessimo vinto questo spareggio avremmo deluso troppa gente», commenta felice Maurizio Bruno, mister del lanieri.

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Al termine c’è stato anche il tempo per ricordare- con Paolo Toccafondi –  la rivincitaEnnesimo spareggio, questa volta a Reggio Emilia. Vinsero i Grigi per 3-2.

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