A “L’Orso in diretta” il replay di Emanuele Dotto

Dotto 3

 

“L’Orso in diretta” – la trasmissione radiofonica di Museo Grigio dedicata all’Alessandria Calcio – andata in onda venerdì 4 novembre nel consueto palinsesto del venerdì, ha riservato non poche emozioni.

Si è incominciato a parlare della sfida tra la Racing Roma e l’Alessandria, novità assoluta vista la giovanissima età della compagine laziale, tuttavia dalle statistiche di Sergio Giovanelli i radioascoltatori hanno potuto conoscere tutte le cifre riferite agli scontri tra i Grigi e la formazioni capitoline, a cominciare da Roma e Lazio.

È poi intervenuto in diretta proprio il presidente della Racing Roma, Antonio Pezone, intervistato da Mario Bocchio e Marcello Marcellini.

 pezone

Che obiettivo avete per la stagione del debutto?

“Vogliamo salvarci tranquillamente il prima possibile. La nostra squadra è formata in prevalenza da giovani, cercheremo di mettere in vetrina i nostri ragazzi che in gran parte sono giocatori dal futuro roseo. Spero che il campo confermi le nostre impressioni visto che abbiamo chiesto il ripescaggio per permettere ai nostri calciatori di disputare campionati nazionali di alto livello. E poi giocare con i giovani aiuterà ad avere quei contributi che ci permetteranno di rientrare dalla spesa di poco più di trecentomila euro che spendiamo per pagare tutti gli stipendi ai nostri giocatori”.

La scelta sul personaggio del passato, ma legato in qualche maniera al presente, è caduta su Roberto Petricone, cresciuto calcisticamente nella Lazio, che ha vestito la maglia grigia e che ora vive e lavora a Roma, al Ministero della Giustizia,

Petricone (4)

Ancora Bocchio e Marcellini: cosa ricordi della tua esperienza ad Alessandria?

“Ho giocato solo un campionato, quello 1986-’87 e feci il mio esordio in maglia grigia al ‘Moccagatta’ in occasione della nostra vittoria sul Sorso per 2-0. Andammo in vantaggio con Manueli e poi segnai io. Fu quindi un debutto da ricordare”.

Quella di Petricone in grigio – dove ritrovò il compagno Piconi – fu però tra le stagioni più tristi di tutta la storia calcistica alessandrina.

“Non so e non spetta a me dire se il presidente Bertoneri volesse fare fallire il calcio ad Alessandria, ma la situazione era veramente delle peggiori. Eravamo un gruppo di ragazzini guidati da giocatori di esperienza quali lo stesso Manueli e Mocellin. I risultati furono inevitabilmente modesti. La stagione, dal punto di vista calcistico era però ampiamente compromessa: Ferretti venne sostituito da Colombo ma noi eravamo sempre nelle zone basse della classifica. Vennero poi alcuni risultati positivi con una sola sconfitta in undici giornate, e ad un certo punto ci parve che avremmo potuto fare il miracolo in extremis, ma un madornale errore tecnico con lo schieramento di un calciatore squalificato e la sconfitta interna ad opera della capolista Torres ci condannò all’Interregionale”.

Ed ancora, prima di interrompere il collegamento in diretta: “Vi ringrazio di cuore per aver pensato a me invitandomi alla trasmissione, è stato un gesto molto importante, perché avete dato un senso alla mia carriera. Scusatemi, ma mi commuovo, e permettetemi di ricordare il povero Andrea Cecotti, con il quale ad Alessandria dividevo l’alloggio. Lui non c’è più, un destino troppo crudele lo ha portato via proprio mentre faceva ancora il calciatore. Ciao Andrea, ciao, ciao, amico mio!”.

Anche in studio gli occhi diventano lucidi.

Dal dolore a quel brivido che fa comunque sempre commuovere chi, come noi, vive il calcio in maniera romantica e sentimentale.

Mauro Bavastri in regia si supera, mette in scena una presentazione apprezzata dallo stesso personaggio, introdotto da quella sigla che ha finito per legare tra loro diverse generazioni. Ci sembra di essere all’ascolto del vero “Tutto il calcio minuto per minuto”, parte immediatamente il collegamento con Emanuele Dotto. Immaginiamo che ad interloquire con lui ci siano Sandro Ciotti, Enrico Ameri e Riccardo Cucchi, coordinati in studio da Bortoluzzi e Provenzali. Loro sono stati e sono ancora la storia delle calcio vero. Ma poi scopriamo che Dotto è in linea proprio con “L’Orso in diretta”.

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Si percepisce la sua autentica passione per l’Alessandria.

“Non ci posso ancora credere, i Grigi mi hanno fatto un regalo grandissimo, che in pratica è come se desse un senso a tutta la mia carriera. Nella mia lunga militanza al seguito delle vicende di tantissime squadre, a La Spezia ho ottenuto – come radiocronista – quello che il mio animo di tifoso alessandrino inseguiva da una vita: poter essere io a raccontare un’impresa dei Grigi!”.

Lui infatti non ha mai fatto mistero di essere tifoso grigio.

“Sono nato a Genova, ma mio papà era di Lerma e mia mamma di Orsara Bormida, in provincia di Alessandria. Da piccolo mi portavano al ‘Moccagatta’, sono ancora riuscito a vedere la serie A, e così l’Orso mi ha conquistato”.

Dotto era al “Picco” per Spezia-Alessandria. Nel sentirlo come è intervenuto per segnalare il raddoppio dei Grigi, ci ha fatto tremare tutti dentro.

Diavolo di un Dotto, vuoi vedere che sta pensando di tirarci un colpo basso?

Infatti prima di salutarci, si ferma un attimo. Un breve silenzio e poi… “Scusate, intervengo da La Spezia, ha segnato Bocalon! B o c a l o n !”.

Che bel regalo ha fatto a tutto il popolo grigio. È vero, non può esserci mai futuro se non ci si confronta quotidianamente con il passato.

Da quella rabbiosa interruzione del supertifoso Dotto al ritmico scioglilingua della Curva Nord il passo è stato proprio breve: “Din don, din don, din don … intervengo da La Spezia… ha segnato Bocalon!” .

Il dolce soffio del presente è il vento che ci sveglia dal sogno. Ma poi è inevitabile essere immediatamente sconfitti e ritornare a volare con la fantasia. In fondo diventiamo tutti bambini quando chiudiamo gli occhi per pensare a queste nostre maglie uniche al mondo. “Museo grigio” – che può piacere o non piacere, ma che è sempre più una realtà vera e non di plastica – ci culla. Chissà. Magari domani sarà ancora Dotto a svegliarci per annunciare che il caro e vecchio Orso Grigio è tornato grande.

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