Calciomercato, ecco l’esterno Tentoni dell’Atalanta, esploso a Carrara

Prestito temporaneo per un anno. L’Alessandria ha chiuso positivamente la trattativa per Tommaso Tentoni, classe 1997, esterno destro molto duttile. Scuola Atalanta – proprietaria del cartellino – proviene dalla Carrarese. Giovane esperto, aveva giocato anche nel Forlì

“Sogno di tornare all’Atalanta. Con Baldini sono cresciuto”

Un inizio di stagione strepitoso, in un ruolo non propriamente suo; la trafila nelle giovanili dell’Atalanta, scuola di calcio e di vita. A Carrara è letteralmente esploso e ha fatto parlare di sé anche in ottica cadetteria.
Grinta, senso tattico e una buona tecnica, uniti a una corsa fulminante hanno fatto di Tommaso Tentoni il miglior terzino destro del girone d’andata delle toscane di Serie C. Il 7 azzurro si era raccontato così a “La Voce Apuana”.

Come era nata la trattativa per venire a Carrara?

“L’annata precedente a Forlì era stata deludente perchè siamo retrocessi ma dal punto di vista personale posso dire che nei due anni che sono stato lì, sono cresciuto molto e quindi li reputo positivi. In estate avevo molte richieste ed insieme al mio agente e all’Atalanta abbiamo deciso di fare un ulteriore step; la squadra che mi ha cercato con più insistenza è stata la Carrarese e mister Baldini ha dimostrato di avere molta fiducia in me così io ho accettato subito”.

A Carrara hai trovato calciatori importanti come Coralli, Marchionni e Tavano che ruolo hanno per i più giovani?

“Appena arrivato mi ha colpito il loro profilo umano. La loro umiltà non è una cosa comune, soprattutto se pensiamo alle loro carriere ma sin da subito hanno cercato di aiutare i più giovani con molti consigli. Per me sono un esempio dentro e fuori dal campo. Sono importanti anche durante le partite, la loro presenza ci aiuta molto”.

Ti hanno inserito nella Top 11 del girone di andata, riservata ai calciatori delle toscane come miglior terzino destro, come ti stai trovando in questo nuovo ruolo? Ti aspettavi un impatto così?

“Per me è un ruolo praticamente nuovo, ho giocato da terzino solo in tre occasioni il primo anno di D con il Forlì quindi all’inizio ho dovuto lavorare molto sulla fase difensiva, è stato molto difficile ma l’ho fatto volentieri perché credo che sia una cosa positiva riuscire ad imparare a coprire più ruoli”.

Provieni dal vivaio dell’Atalanta, uno dei migliori a livello italiano, cosa puoi raccontarci della tua esperienza a Zingonia?

“In Italia è il migliore, ho passato quattro anni bellissimi. Ho lasciato casa a quattordici anni e a Zingonia sono cresciuto velocemente sia dal punto di vista tecnico che morale. Da persone come Mino Favini non puoi far altro che imparare, sono maturato ed ho imparato molto seguendo i suoi consigli. Poi insieme alla società abbiamo deciso di uscire dalla Primavera un anno prima, anticipando l’entrata nel calcio dei grandi. L’annata in D è stata positiva, iniziare prima il percorso formativo post settore giovanile per me è stato un vantaggio”.

Dopo l’Atalanta quindi D e C a Forlì e ora la Carrarese. Il tuo sogno è quello di tornare un giorno a Bergamo?

“Sicuramente per ogni ragazzo uscito dall’Atalanta, l’obiettivo è quello di tornare alla base più forte, dopo un proprio percorso di crescita come è già successo con altri calciatori. Io in questi anni sto dando il massimo in ogni singolo allenamento e in ogni partita per farmi trovare pronto, poi sarà il campo a dire se potrò tornarci e soprattutto quando”.

A Bergamo hai incrociato Kessié, ti aspettavi che arrivasse così in alto? Bastoni sarà invece il prossimo gioiello messo in mostra?

“Kessié è arrivato a gennaio, scendeva in Primavera per darci una mano e si vedeva che aveva i colpi, doveva solo ambientarsi con il calcio italiano. C’è riuscito in fretta perché dopo il prestito al Cesena in B, ha fatto subito bene in A sia con l’Atalanta che ora al Milan. Con Bastoni ci siamo incrociati poco, credo comunque che sia quello più pronto ma la nidiata dei ’99 ha molti calciatori interessanti”.

A quale calciatori ti ispiri in campo e qual’è stato il tuo idolo da bambino?

“Mi ispiro a Florenzi. Estetica a parte, visto che molti mi dicono che gli assomiglio, siamo entrambi giocatori di fascia. Lo osservo molto, studio i suoi movimenti perché ricopre più ruoli, è molto duttile, quello che sta succedendo a me qui a Carrara. Da bambino il mio idolo era invece Kaka, mi piaceva il suo personaggio anche fuori dal rettangolo verde”.

Mario Bocchio

La foto sotto il titolo è fornita dall’Ufficio stampa dell’Alessandria Calcio.

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