L’Orso va al mercato: obiettivo salvare il soldato Bellomo!

 

L’Alessandria ha ufficializzato l’arrivo di Nicola Bellomo, con il trequartista che ha firmato un contratto biennale con il club piemontese.

Finire nel mirino di Roma e Inter, per poi ritrovarsi quasi sempre a scaldare la panchina; il tempo che ti scorre davanti agli occhi, le occasioni che passano, ciò che poteva essere e (almeno fino ad ora) non è stato. Lui è Nicola Bellomo, (ex) grande talento del calcio italiano, affacciatosi alle luci della ribalta alcuni anni fa quando vestiva la casacca biancorossa del Bari, la squadra della sua città. Nato a Bari vecchia, come Cassano, 26 anni fa sembrava destinato a spiccare il volo verso una carriera ricca di soddisfazioni e invece adesso di lui si sono quasi perse le tracce…Perso, speriamo non definitivamente, come tantissimi ragazzi in questi anni; tra equivoci tattici tipici del nostro calcio e problemi caratteriali, di personalità forse.

Dopo le due ottime annate nel Bari di Torrente,  l’occasione della serie A con il Torino e con un tecnico da sempre molto bravo nel lanciare ragazzi giovani, anche con poca esperienza. L’apice in una sera di ottobre, quando proprio l’Inter (il club che più di tutti l’aveva cercato, salvo poi virare su Kovacic) assaggiò il suo piedino e fu raggiunta in pieno recupero nel rocambolesco 3-3 finale. Sembrava potesse essere l’inizio di qualcosa di importante dopo un inizio difficile, invece è stato forse l’inizio del declino per questo ragazzo pieno di talento e dalle ottime qualità; il Toro a gennaio lo lascia andare a La Spezia, dove sotto la guida di Mangia, disputa un ottima seconda parte di stagione fino a sfiorare i playoff. Prandelli lo convoca addirittura in Nazionale per uno stage a marzo. In estate il Parma del suo amico Cassano sembra voler puntare su di lui, ma alla fine di un lungo tira e molla la trattativa non si concretizza e Nicola resta a Verona, sponda Chievo (squadra proprietaria del suo cartellino); il nuovo e affascinante progetto tecnico dei clivensi sembra poter coinvolgere anche lui finalmente ma è solo un illusione. Qualcosa va storto, per Bellomo ci sono soltanto scampoli di gara e tanta panchina; Corini non lo vede e a questo punto ci si interroga anche sulle eventuali responsabilità del giocatore, visto che sulla carta nel centrocampo schierato a più riprese dal tecnico bresciano, Bellomo ci starebbe alla grande.

Sulla panchina del Chievo siede poi Rolando Maran, eppure anche nell’ultima gara casalinga persa con il Genoa per Bellomo non c’è stato spazio. L’equivoco continua, Bellomo in panchina, Bellomo in naftalina. Per quanto tempo ancora?

Il giocatore passa in prestito al Bari, tornando a vestire la maglia biancorossa dopo 2 anni. Il 19 settembre 2015 firma per l’Ascoli in prestito per una stagione con diritto di riscatto. Si trasferisce poi al Vicenza in prestito biennale, con la maglia dei berici colleziona nella prima stagione in Veneto 9 presenze. In estate viene riscattato dall’Ascoli e disputa nella stagione seguente con i biancorossi 40 gare andando a segno in 5 occasioni che però non bastano a salvare i vicentini dalla retrocessione in Serie C che avviene all’ultima giornata.

Urge stimolare e ritrovare il suo talento, non è giusto bruciare così l’ennesimo ottimo prodotto del nostro malandato calcio; salvare il soldato Bellomo è una missione, chissà che l‘ambiziosa Alessandria non decida di abbandonare i pregiudizi e puntare su di lui.

Mario Bocchio

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