Archivio della categoria: Racconti da Grigi

Quella maglia di Rivera con il n. 8

Gianni Rivera in Grigio

Ultima Serie A, campionato 1959-’60: Gianni Rivera usò in alcune partite il 10, in alcune il 9 e in altre il numero 8.

Rivera: foto con autografo

Questa maglia fu prima regalata da Rivera al compianto Gino Armano e poi finì a Giuseppe Ferretti, che dopo averla conservata per trent’anni anni, qualche giorno fa l’ha ceduta a Museo Grigio.

Va a fare compagnia alla n. 10 già presente nella nostra collezione.

La maglia di Rivera con il n. 10

La camicia era prodotta da “Roman”, Romano Anfossi, ditta cittadina, ha i polsini e le pence nelle maniche come una vera e propria camicia e gli spacchi laterali. 

Il debutto di Rivera in Serie A

I bottoni (colletto e polsini) sono tutti diversi in madreperla e presenta parecchi rattoppi in quanto all epoca le maglie usate in un campionato erano una massimo due: subendo parecchi lavaggi, anche lo stemma è rimasto un po’ scolorito.

Roma-Alessandria
Rivera prima della partita Napoli-Roma

Come detto, molte furono le partite in cui Rivera usò il numero 8: tra queste le trasferte di campionato a Napoli e a Roma.

Ciro CassanetiLeggi >

Tutti ci siamo chiesti come sarebbero state quelle immagini a colori. Museo Grigio le presenta in esclusiva

Questa del 1927-’28 è stata la più forte formazione dei Grigi di tutti i tempi.
Lo Scudetto ci è sfuggito per un soffio.

Restaurare le fotografie più rappresentative della storia lontana, e gloriosa, dell’Alessandria. Ma soprattutto migliorarle applicando il colore, per renderle più spettacolari. Museo Grigio in questi giorni di lockdown sta operando un’opera di restyling del vasto archivio che va dalla fondazione del club sino agli anni Cinquanta. E lo fa con l’ausilio di un autentico specialista del settore, Claudio Ciancarini di Roma.

Dopo lo spareggio di San Siro i Grigi tornano in serie A. In foto la formazione del 1957-’58.
In piedi da sinistra: Tagnin, Stefani, Vonlanthen, Traverso, Savioni, Pedroni. Accosciati: Castaldo, Marcellini, Giacomazzi, Vitali, Nardi.

“Mi fa piacere che piace quello che faccio spiega Ciancarini – . In realtà, per me è un hobby ma un hobby programmato. Ho lavorato una vita senza sosta, il mio vero lavoro era il commercialista. Fortunatamente, dopo aver incontrato un mio vecchio amico d’infanzia, sono andato a lavorare da lui, senza stress e con un po’ di tempo libero in più. In parte sono in questo settore grafico, siamo una gran bella entità da molto tempo sul mercato: produciano card, tessere magnetiche e badge. Mi diverto perché quando ci chiedono di produrre card dove c’entra lo sport – quindi palestre, centri sportivi, abbonamenti a squadre di calcio – diventano cose mie”.

L’Alessandria del 1946-‘47 sfida l’Inter a San Siro. Difficile per i Grigi tenere a bada il
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Addio ad un Grigio che ha speso la sua vita per il calcio giovanile


La “rosa” della Juniores scudettata.  Rolando è il capitano (quarto da destra, in piedi)

Il mondo dello sport e della scuola piangono la scomparsa di Vincenzo Rolando, figura conosciutissima ad Alessandria. Ex calciatore, insegnante di educazione fisica, è morto all’Hospice il Gelso dove era ricoverato da alcuni giorni. Aveva compiuto da poco (era nato il 31 gennaio 1953) i 67 anni.
Fu il capitano della formazione Juniores dei Grigi che il 18 giugno 1972 a Rimini vinse lo scudetto di categoria battendo in finale 2-1 il Giulianova di Renato Curi. In quella squadra che era allenata da Tinazzi, militavano tra gli altri anche Manueli e Di Tommaso.
Dopo il periodo nel settore giovanile dell’Alessandria Rolando vestì le maglie di Nicese, Asca, Acqui, Felizzano, Ivrea e Savigliano.
Diventato allenatore ha lasciato il segno nei settori giovanili di numerose società dell’Alessandrino la stessa Asca, Novese e Valenza, solo per ricordarne alcune).
Splendide le parole che il coordinatore regionale della Figc Luciano Loparco ha pubblicato sul sito ufficiale del Piemonte:
“L’amore per il gioco del calcio e l’attenzione per la crescita dei bambini attraverso lo sport, dimostrate da Vincenzo giorno dopo giorno, saranno l’esempio da seguire per tutto il mondo del calcio giovanile“

Sergio GiovanelliLeggi >

Il presidente Di Masi: “Dopo il Coronavirus in C rimarranno sì e no una ventina di club”

Luca Di Masi (foto www.museogrigio.it – Mario Bocchio)

Sul tema della ripresa del campionato di Serie C ha parlato ai nostri microfoni il presidente dell’Alessandria Luca Di Masi.

“Mi sono sempre schierato con Gravina, che ha avuto il coraggio di accettare un’eredità onerosa nella Figc: ma dico che la sua proposta di una C d’élite a 20 squadre e una sorta di C2 a 40 non sarà percorribile, semplicemente perché dopo il coronavirus in C resteranno sì e no una ventina di club e gli altri abbasseranno le serrande. Questa è la percezione reale, meglio non creare false illusioni”.

Uno dei momenti più belli per Di Masi, la vittoria della Coppa Italia

Il numero uno dei Grigi si sposta, poi, sul tema del taglio degli stipendi. Auspichiamo la cassa integrazione per chi guadagna meno di 50mila euro lordi all’anno, in ogni caso credo sia corretta una normativa per tutte le società,evitando che ognuna agisca individualmente”.

Intervista a Luca Di Masi ad oltre un mese dalla sospensione dei campionati

Abbiamo fatto il punto, ad oltre un mese dalla sospensione dei campionati, con il presidente dell' Alessandria Calcio, Luca Di MasiProduzione www.museogrigio.it, coordinamento giornalistico Mauro Bavastri

Pubblicato da Museo Grigio su Lunedì 6 aprile 2020
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“Anche nei momenti più bui c’è una luce da seguire”

Angelo Gregucci al Moccagatta (foto www.museogrigio.it – Mario Bocchio)

Angelo Gregucci, allenatore dell’Alessandria, ha fatto il punto della situazione nell’emergenza causata da CoViD-19 ai microfoni di Museo Grigio. “In questo momento il primo pensiero che mi viene è la tutela di tutti gli esseri umani e in particolare dei nostri concittadini italiani, visto che siamo uno dei paesi più violentemente colpiti dal coronavirus. Il primo obiettivo è tutelare la salute di tutti, il secondo è dare sostentamento agli eroi della prima linea di questa guerra: medici, infermieri e tutto il sistema sanitario”.

Gregucci in panchina (foto www.museogrigio.it – Mario Bocchio)

Lo sport può dare l’esempio – ha proseguito il tecnico – attenendosi ai decreti ed alle regole. Il rispetto delle regole è l’elemento fondamentale per uscire da questa crisi. Perciò mi accodo al messaggio di restare a casa, mantenere le giuste distanze interpersonali”. Mister Gregucci, poi, giustamente non si è sbilanciato sul futuro prossimo.Dovremo rispettare scrupolosamente le indicazioni e solo quando saremo fuori da questa crisi gli enti preposti a decidere, dalla Lega Pro alla FIFA, dovranno sedersi attorno ad un tavolo per prendere le decisioni con responsabilità e lucidità. In questo momento non considero ipotesi e previsioni che cambiano giorno dopo giorno. Nessuno può dire quali saranno gli scenari, non solo nel mondo dello sport, ma sicuramente cambieranno molti dei nostri modi di intendere la vita. I parametri saranno azzerati ed il mondo sarà un po’ diverso”.… Leggi >