Archivio della categoria: Racconti da Grigi

Su “L’Orso in casa” i 90 anni del “Mocca”

Prosegue la storia dello stadio Moccagatta

“L’Orso in casa” è  il magazine dell’Alessandria Calcio con i contributi di Museo Grigio.

La copertina del secondo numero, in occasione di Alessandria-Pontedera

Nel del secondo numero della stagione, uscito in occasione di Alessandria-Pontedera, prosegue il racconto dei novant’anni dello stadio Moccagatta.

Le pagine curate da Museo Grigio

Scopri anche che cosa lega, calcisticamente, Alessandria e Pontedera.

L’altra pagina curata da Museo Grigio

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Ritorna “L’Orso in casa”

Il magazine che parla dei Grigi

Riveduto nella grafica e aumentato nella foliazione (tornata a 24 pagine) – in occasione della gara con la Giana – è ritornato “L’Orso in casa” , il magazine dell’Alessandria Calcio con i contributi di Museo Grigio.

Le pagine scritte da Museo Grigio

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Il pres Di Masi ha alzato l’asticella

Il corsivo di Mario Bocchio

Il presidente Di Masi, Mister Scazzola e il diesse Artico (foto www.museogrigio.it)

L’ultima parola nel calcio non deve essere mai pronunciata prima del tempo. Con l’arrivo di Fabio Artico come direttore sportivo la svolta potenzialmente epocale, il punto di rottura che tutti i tifosi speravano, è arrivato. La parola che lega la sfida playoff di Vercelli dello scorso campionato all’attualità è rilancio. Cerchiatelo e sottolineatelo in rosso per tre volte – proprio come l’arrivo di tre icone dell’immaginario Grigio come Artigol, Cristiano Scazzola e Marco Martini –  perché è un termine che diventerà sempre più familiare nei prossimi mesi. Tutto grazie ad un uomo, il presidente Luca Di Masi, e alla sua voglia matta di continuare con forza a scrivere il libro di storia Grigia sino a vergare una lettera, la B, con una penna indelebile. Il nuovo corso ha ridato forza all’ambiente e non sono le parole a testimoniare la ritrovata voglia di fare calcio ad alti livelli, ma i fatti concreti che hanno caratterizzato le operazioni di calciomercato.

Marco Martini e Fabio Artico (foto www.museogrigio.it)

Si è consumato l’ evidente rialzo dell’asticella che ha dato il via ad una serie di operazioni straordinarie, come quella di Ciccio Cosenza. Abbiamo assistito ad un cambio radicale di mentalità, per poi veder ricreare un movimento di spessore intorno al Moccagatta. La mano del nuovo Di Masi la si vede dalla tempestività nell’aumentare il valore assoluto della rosa. Dal portiere Valentini ai … Leggi >

Ci ha lasciati Angelo Volpato, portando con sè la gioia per quella promozione in B con i Grigi

Angelo Volpato in azione

La notizia è parsa liquefarsi nella calura di queste ultime settimane: lo scorso 4 luglio ci ha lasciati Angelo Volpato, uno degli artefici dell’ultima promozione in Serie B dei Grigi.

Era nato ad Azzano San Paolo, nel Bergamasco, nel 1943: crebbe nelle giovanili dell’Azzanese, dove esordì in prima squadra nel campionato di Seconda Categoria. Il suo talento di centrocampista offensivo emerse immediatamente, tanto che il Varese lo acquistò ancora minorenne facendolo esordire in Serie C. Con il Varese conquistò una doppia promozione che lo proiettò in Serie A nel campionato 1964-’65. Da lì un lungo girare per l’Italia nei campionati professionistici con una lunga parentesi nel Catania, per finire la propria carriera in provincia, nel Villa d’Almè, nel 1980.

Giunse in Grigio nel 1973, in tempo per far parte di quella squadra che al termine di quella stagione ottenne la promozione in Serie B, l’ultima nella storia dell’Orso. rimase in riva al Tanaro anche nel campionato successivo.

Come ha sottolineato Marco Boffa su “BergamoPost, era un giocatore d’altri tempi, quando ancora l’essere professionista non portava ai guadagni odierni, ma che ha permesso a Volpato di aiutare la famiglia. Coi primi guadagni riuscì a comperare casa ai genitori e si dedicò ai suoi fratelli.

In un undici dell’Alessandria Calcio nella stagione 1974-’75.
Volpato è quello con il pallone

Ci ha colpiti un commento su Facebook: «Ciao Angelo, tu per la nostra generazione sei stato un modello, per noi eri Rivera, Pelé.

Volpato in azione

Quando eri Leggi >

Quella volta che i Grigi espugnarono Monza in Coppa Italia

L’Alessandria 1959-’60, edizioni Lampo

Il 6 settembre 1959 si giocò il primo turno di Coppa Italia, edizione 1959-60. Per la prima volta parteciparono solamente le formazioni di Serie A e B a causa della creazione della Lega Nazionale di C.  La formula rimase ad eliminazione diretta. Alla giornata inaugurale presero parte le 18 squadre cadette e 10 di Serie A abbinate con criteri di vicinanza geografica. 

Una “rosa” del Simmenthal Monza

All’Alessandria toccò il Simmenthal Monza, formazione di B abbinata alla nota azienda di carne in scatola (il cui proprietario, Sada, era anche presidente della squadra). Teatro della sfida il Città di Monza, stadio poi intitolato allo stesso Sada. Alle 16,30 di una domenica soleggiata, agli ordini dell’arbitro De Marchi scendono in campo le seguenti formazioni:

Monza: Covacich, Copreni, Grassi, Frascoli, Tellini, Dalio, Brambilla, Fraschini, Carminati, Gagliano, Mattavelli. All.: Kossovel Attilio.

Alessandria: Stefani, Boniardi, Giacomazzi, Forin, Pedroni, Girardo, Oldani, Filini, Maccaccaro, Migliavacca, Tacchi. All.: Pedroni Franco – Robotti Luciano.

Sul Corriere dei Piccoli

L’Alessandria parte favorita ma la partita la fa il Monza, almeno nelle battute iniziali.  A metà del primo tempo si infortuna ad una mano il portiere grigio Stefani sostituito (in Coppa Italia era consentito un cambio) dal giovane Arbizzani, che sarà protagonista della gara con le sue parate

Secondo Giulio Accatino, inviato de La Stampadi questo ragazzo, pescato in tutta segretezza a Bondeno (IV Serie) per la modica cifra di un milione e mezzo, si potrebbe senz’altro usare la parola rivelazione: prontissimo Leggi >