Archivio della categoria: Racconti da Grigi

Con il Siena c’è una storia che comincia nel 1939

Il drammatico incidente capitato al portiere dei Grigi Alessandro Lazzarini (foto Nicola Natili)

Quella contro i bianconeri senesi è una storia fatta di 31 partite finite con 7 vittorie alessandrine e 13 toscane, 70 reti in totale delle quali 27 messe a segno dai Grigi. Tra i precedenti ne ricordiamo in particolare due.

La prima venne giocata l’11 dicembre 1988 a Siena. In panchina Renzo Melani mentre su quella senese sedeva Ferruccio Mazzola I Grigi erano in testa alla classifica mentre i bianconeri vivacchiavano a metà del guado. La partita si svolge su un unico tema tattico: Siena avanti e Alessandria coperta pronta a sfruttare le occasioni in contropiede.

Marco Guerra in porta al posto di Lazzarini

Al 71’ la svolta: Carrara scalcia a freddo Restelli e viene cacciato. Il Siena comincia a spingere alla ricerca del gol e a sei minuti dalla fine in una mischia in area il portiere grigio Lazzarini viene colpito e si rompe il naso. In porta, a cambi esauriti ci va Guerra.

I tifosi dei Grigi sull’allora curva-pratone del “Rastrello” di Siena

I furibondi tentativi della squadra di casa si infrangono però sul muro predisposto dai nove giocatori in campo. Finisce 0-0 ed in questo caso è veramente un punto guadagnato.

Andiamo al 30 ottobre 2016: fischio d’inizio alle 18,30 giornata grigia e nebbiosa. I Grigi di Braglia partono subito all’arrembaggio ed al quarto d’ora sono sul 2-0 grazie alle reti di Marras e González. Nella seconda parte del … Leggi >

Tutte le volte dei Grigi nei playoff

Alessandria-Lecce (archivio www.museogrigio.it)

Nella stagione 1993-’94 la Serie C introdusse i playoff.  L’Alessandria vi ha preso parte otto volte: tre per la promozione dalla C2 alla C1 e cinque dalla C alla B.

Dario Serra contro il Meda

L’esordio dopo la C2 1999-2000. L’Alessandria seconda affronta il Meda che supera grazie al miglior piazzamento. Le due gare finirono in pareggio: 0-0 in Lombardia, 2-2 al Mocca. Poi la finale: il 3-2 del Giglio di Reggio Emilia che vendicò lo spareggio (non play-off) perso al Braglia di Modena.

Angelo Montrone, il vero protagonista della finale di Reggio Emilia.

Di nuovo playoff di C2 nel 2002. I Grigi affrontano la Sangiovannese con il vantaggio del ritorno in casa e della posizione di classifica. Vincono in Toscana 1-0 e basterebbe perdere con un gol di scarto per passare il turno. Ma non sarebbe da Grigi: che infatti cadono al Moccagatta per 3-0!

Si arriva al 2008-’09. Dopo un buon terzo posto in C2 il playoff propone la sfida con l’Olbia. In Gallura i bianchi vincono 1-0 ed al Mocca un “Eurogoal” di Briano sblocca la situazione e regala il passaggio di turno ai grigi. Che perdono il doppio decisivo confronto con il Como.

Nel 2010-’11, dopo una stagione terribile contrassegnata dalle malefatte del presidente Veltroni, l’Alessandria si piazza al terzo posto e per la prima volta si gioca la promozione in B. La Salernitana all’Arechi è costretta al pareggio dai ragazzi di Sarri. Questa volta è Leggi >

I Grigi vincono la prestigiosa Coppa Coni

La formazione dell’Alessandria che all’andata pareggiò a casa del Casale
(foto archivio www.museogrigio.it)

La grande paura della stagione precedente fa si che nell’annata 1926-’27, la compagine grigia, voglia prendersi delle belle rivincite su sè stessa. Mancato per un soffio il diritto a partecipare al girone finale del campionato i Grigi vincono la Coppa Coni affermandosi altresì come la squadra più giovane, più volitiva, più fresca. Ritornati da Napoli Carlo Carcano e Giovanni Ferrari, al primo viene affidata la conduzione tecnica della squadra mentre il secondo diviene il titolare della maglia numero 10 (in senso figurato visto che i numeri sulle maglie verranno introdotti solo nel 1939) che onorerà con prestazioni assai valide. Dalla Valenzana giunge l’ala destra ungherese Koszta. L’opera sagace e la preparazione altamente competente imposta da Carcano da’ frutti immediati. Terminato il girone eliminatorio del campionato al quarto posto dietro Torino, Milan e Bologna (le prime tre vengono ammesse al girone finale) i Grigi affrontano l’impegno della Coppa Coni

Nel campionato 1926-’27 la Fortitudo Roma disputò il suo ultimo campionato prima di confluire nella neonata A.S. Roma (dall’archivio di www.museogrigio.it)

Grazie a vittorie sonanti e a prestazioni mirabili l’undici mandrogno ottiene il lasciapassare per disputare la finale contro il Casale vincitore dell’altro girone. La finalissima è giocata con gare di andata e ritorno. Nella città del cemento i Grigi riescono a pareggiare su calcio di rigore, ma sul campo degli Orti la vittoria per 2-1 è degli alessandrini che conquistano in tal modo l’ambitissimo trofeo. … Leggi >

Il dubbio della combine nel campionato più bello

Casale-Alessandria 5-0, 1927-’28. La clamorosa sconfitta con i Nerostellati nel girone finale pregiudica la vittoria dello scudetto ai Grigi

L’Alessandria sul finire degli anni ’20, esattamente nella stagione 1927-’28, sfiorò lo scudetto, sfuggito per un’inspiegabile sconfitta a Casale Monferrato. Uno 5-0 nel derby che spense i sogni tricolori dei Grigi. Un tracollo troppo brutto per essere vero. Era il primo luglio. Il giorno seguente Mario Curti (foto sotto), il portiere che quella domenica si chinò cinque volte nella rete, lasciò Alessandria.

Dissero che aveva preso soldi dal Torino, la concorrente per il titolo. Nessuno seppe mai la verità. Ma Curti il 2 luglio salutò, chiudendo la porta alle sue spalle. Se il giorno prima avesse protetto quella di Casale, sarebbe stato un eroe.

Proprio quella stagione fu densa di soddisfazioni. La squadra alessandrina valente esponente del calcio provinciale giunge così addirittura a sfiorare la conquista del titolo di campione d’Italia. Solo la sconfitta di Casale non consentì all’undici di Carlo Carcano di dire una parola importante nella volata finale per la conquista del titolo. Il Torino così in virtù dell’inopinata sconfitta dei Grigi riuscì a distanziare la compagine alessandrina che malgrado l’exploit costituito dalla vittoria sui Granata ottenuta nella terz’ultima giornata non ce la fece più a riagganciarsi ed anzi sfiduciata cedette anche la seconda piazza perdendo l’ultima partita a Genova.

Un undici dei Grigi in qual campionato

Per i ragazzi di Carcanofu un campionato veramente di soddisfazioni: basti pensare che nel girone finale … Leggi >

È davvero questo che vogliamo: allenamenti venduti per calcio vero?

Il corsivo di Mario Bocchio

Lo stadio “Moccagatta” al tempo del Coronavirus (foto di Ilaria Cutuli)

Ma come si farà a ricominciare? Almeno in Serie C. Il calcio sta dando il peggio di sé e per una volta tanto ci tocca dare ragione a Silvio Berlusconi che ha sottolineato come proprio il calcio non sia “un’ urgenza: meglio riparlarne dopo l’estate”. Noi tutti amiamo lo sport e quindi non saremo noi io a sottovalutare il valore del calcio, ma non crediamo che riaprire il campionato sia una soluzione, giocare a porte chiuse è triste e comunque c’è il contatto fisico dei giocatori. Il calcio è certamente una passione importante per gli italiani, ma anche un’attività economica che muove capitali e da lavoro a tante persone, non solo ai giocatori, ma adesso ci sentiamo di dire che il calcio non è un’urgenza. Ci sono molte attività più indispensabili del calcio che sono ferme. Se il Consiglio federale – che ha sancito un’evidente frattura tra i presidenti della Figc Gabriele Gravina e della Lega Pro Francesco Ghirelli – ha  deciso così, avrà i suoi perché, dettati dalle leggi di mercato dei profitti. Ma per noi non sta in piedi. Bisogna rendersi conto che ci sono società che fanno estrema fatica e che adesso dovrebbero ricominciare a giocare con calciatori da quasi tre mesi non si sono più allenati. Vogliamo vedere come si farà a rimetterli in forma quando mentalmente hanno già staccato. Poi vogliamo vedere come si faranno … Leggi >