
In qualche occasione i numeri si smentiscono tra loro. Alessandria ed Asti hanno avuto storie molto differenti, tanto è vero che in 82 anni (partendo dalla prima partita giocata una contro l’altra) ci sono stati solo 25 incontri.
Questa differenza presuppone che anche gli scambi di giocatori tra le due società siano ridotti: niente di più sbagliato. I calciatori con un passato sia con i Grigi che con i Galletti sono ben 98, un numero decisamente spropositato.
Il racconto dei doppi ex comincia addirittura prima delle fondazioni ufficiali delle due squadre perché il 14 aprile 1907 la neonata FC Astense affrontava in amichevole con la formazione dell’Istituto Leardi di Casale. In quella squadra giocava anche Amilcare Savojardo che l’anno dopo approdò alla Forza e Coraggio di Alessandria e fu uno dei fautori della nascita dell’Alessandria FBC, ne diventò giocatore, tecnico e dirigente e successivamente progettò il campo del Littorio, l’attuale Moccagatta.
Saltiamo al periodo a cavallo della seconda Guerra Mondiale: il centroattacco più famoso dell’Alessandria è Carlo Stradella, astigiano di origine e di formazione calcistica. Giocò cinque anni nei Grigi segnando 42 gol, cifra che lo pone ancora oggi al settimo posto (con Robotti) tra i bomber dell’Orso.
Tra i doppi ex due che sono stati campioni d’Italia: Emilio Bonato, cresciuto ad Alessandria, vincitore con la Novese del titolo FIGC del 1922, poi protagonista negli Astigiani e Giuseppe Marchetto, uno dei giovani torinisti che sostituirono i caduti di Superga nelle ultime partite del 1948-49.
Vogliamo ricordare in queste righe un giocatore che, forse, non sarebbe mai diventato un campione ma che non ha avuto il tempo di dimostrarlo: Luciano Eco (FOTO). Cresciuto nell’Asca e poi nell’Alessandria giocò 3 volte tra il 1964 e il 1966 in serie B con i Grigi. A novembre 1966 venne ceduto in prestito all’Asti MaCoBi in D. 11 presenze e ritorno ai Grigi nel frattempo scesi in C. Dopo 12 presenze la cessione al Savoia. L’11 luglio 1970, tornato ad Alessandria per le vacanze, presenziò alle partite del torneo estivo al Don Stornini, dove aveva mosso i primi passi calcistici. Entrato negli spogliatoi per salutare gli amici ebbe un malore fatale. Il torneo, da allora, è diventato “Luciano Eco”.
Veniamo ai giorni nostri: la sfida di Serie D del settembre 2026 è ricca di ex.
Emanuele Gatto, Kleto Gjura, Lorenzo Pellegrini vantano un passato più o meno recente nei Grigi, mentre Robert Carakcjev, Luca Emanuele Mazzucco ed Enea Milaqi senza esordire in prima squadra hanno militato nelle giovanili.
Dall’altra parte Stevo Chillemi, Badara Diagne, Modou Diop e Diego Larotonda, ex astigiani.
Tanti incroci anche a livello di allenatori: Francesco Buglio guida l’Asti ma è stato tecnico dell’Alessandria nel 2009-10 mentre Marco Sesia, tra il 2023 e il 2025 allenava l’Asti.
Prima di loro Guido Capello, Renato Cattaneo (allenatore e giocatore di entrambe), Raffaele Cuscela, Mirko Ferretti, Ermanno Tarabbia e Luigi Vitto.
Neanche con i dirigenti si scherza: il fenomeno Asti Ma.Co.Bi. fu creato dall’imprenditore Bruno Cavallo che costruì, da intenditore di calcio, una formazione in grado di salire fino alla Serie C arrivando a “soffiare” alle grandi squadre un giocatore come Giancarlo Antognoni. Nel 1977, Cavallo rilevò l’Alessandria rimanendo fino al 1980. Con lui i Grigi videro giocatori come Contratto, Pileggi, Vagheggi tutti destinati a un fulgido avvenire in Serie A.
E oggi? Due doppi ex, come Picone e Isoldi, dopo essere stati giocatori di entrambe le squadre occupano ora incarichi dirigenziali. Picone nell’Alessandria, Isoldi nell’Asti, di cui è addirittura presidente.
Sergio Giovanelli
