Il corsivo di Mario Bocchio
“Ci sono momenti che arrivano perché li hai voluti e li hai cercati. Li prendi e te la giochi”.
Guarda come è stata costruita di volta in volta la nostra favola (clicca qui)
Non poteva essere più azzeccato di così lo slogan usato dall’Alessandria Calcio per presentare la nostra partita di questa sera contro il Milan.
È vero: insieme per scrivere la storia. Comunque vada. E a ben guardare, noi dell’Alessandria la storia l’abbiamo già riscritta, rinverdendo i fasti passati, quando era consuetudine andare a giocare a Milano contro i rossoneri e l’Inter, a Torino contro la Juve e il Toro, oppure a Roma contro i giallorossi e la Lazio.
I sogni sono fatti per essere vissuti. Sognare in fondo non costa nulla e – come abbiamo già avuto modo di dire – l’Alessandria se la potrà giocare a viso aperto nella certezza di non avere nulla da perdere.
Alessandria e lo storico “Moccagatta” sono piazze difficili, troppi anni di cocenti delusioni hanno fatto diventare le persone esigenti, sin troppo, per cui sono in tanti sul piede di guerra per l’inatteso rallentamento dei Grigi in campionato.
Come al Real Madrid, i processi diventano immediati, feroci e si è costantemente alla ricerca di capri da far espiare le colpe. Ha dovuto intervenire in prima persona il presidente Di Masi per mettere ordine, ribadendo che lui i soldi per fare la squadra li ha spesi, per cui adesso tocca all’allenatore e ai giocatori. Per precisare che per lui non c’entra nulla la Tim Cup nella flessione dei Grigi in Lega Pro. Al contrario, l’approdo in semifinale ha significato un introito economico non trascurabile (si parla del doppio dell’ordinario fatturato annuale del club) e una ribalta nazionale e internazionale altrimenti inimmaginabile, che se tradotta in termini di marketing, per realizzarla avrebbe implicato un budget veramente consistente. Invece è arrivata gratis.
Dopo 80 anni e come 80 anni fa sulla strada per la finalissima c’è il Milan. Nell’annata 1935-‘36, l’Alessandria approdò al penultimo atto della Coppa Italia e vinse 1-0 in casa contro il Diavolo, conquistando una clamorosa finale, dove poi perse contro il Toro.
La storia si è ripetuta. Con la formazione guidata in panchina dal lazialissimo Angelo Gregucci chiamata ad un’altra storica impresa.
Tutto pronto, dunque. Per un incontro dal sapore speciale, che nel primo atto – all’Olimpico di Torino davanti a oltre ventimila spettatori – aveva riservato un epilogo beffardo, con il Milan vincente per 1-0 (rigore di Balotelli) che chiuse il match in forte affanno, per non dire timoroso, davanti ad un Orso feroce.
Non ci è piaciuta la frase di Magalini
È davvero un appuntamento con la storia per l’Alessandria, che dà seguito a una cavalcata incredibile iniziata lo scorso 2 agosto con Beppe Scienza in panchina: facile 2-0 all’Altovicentino (serie D) nel primo turno. Da quella vittoria, una scalata memorabile. Con l’Alessandria che ha eguagliato il Bari, unica formazione di Lega Pro – prima dei Grigi – ad accedere alla semifinale di Coppa Italia nella stagione 1983-‘84.
Ecco perché non ci è piaciuta l’affermazione del direttore sportivo Giuseppe Magalini, che in una intervista radiofonica, cercando di interpretare l’attuale momento no in campionato, ha detto che se fosse per lui oggi a San Siro manderebbe i giovani della Berretti.
È stata un’uscita infelice, veramente infelice, anche se il presidente Di Masi ha cercato di porre rimedio spiegando che era stata solo una provocazione.
Infelice e irriguardosa per tutti coloro che si sono messi in coda per acquistare il tagliando della gara e che si metteranno in viaggio per l’esodo del popolo grigio. Che mette i brividi.
Irriguardosa perché offende le nuove generazioni di tifosi che non hanno potuto vedere da vicino la leggenda dei Grigi, che di fatto terminò proprio a San Siro al termine di quel maledetto spareggio perso contro la Reggiana nel 1975, che segnò la nostra ultima serie B. Poi solo illusioni e delusioni, ma sempre con l’amore più sincero e viscerale per questi colori che sono unici al mondo. E allora come si è potuto dire che questa sera, proprio in questo stadio che per noi ha sempre voluto dire il successo contro il Brescia e la serie A, dovrebbero giocare i giovani Orsacchiotti?
Naturalmente i favori del pronostico sono tutti per la formazione di Mihajlovic. Ma nello scontro tra Davide e Golia gli unici ad aver qualcosa da perdere sono i rossoneri. Lo ripetiamo anche a quel cretino (sì, cretino, per non dire altro) che in questi giorni ha invaso le bacheche facebook, dicendosi sicuro e felice che il suo Milan batterà “quelle merde” dei Grigi, semplicemente una misera squadra di Lega Pro.
Il tecnico serbo si affida ancora una volta a Mario Balotelli, all’ennesima prova d’appello, mentre Gregucci punterà tutto su Riccardo Bocalon, ex Inter primavera e uomo della storia grazie a quella doppietta nei minuti finali contro lo Spezia che ha permesso all’Alessandria di approdare in semifinale. Comunque vada, per i Grigi sarà un successo. Favole come queste vanno la pena di essere raccontate e vissute. Almeno una volta nella vita.
L’immagine è tratta da www.alessandriamagazine.it
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