Quando i tifosi in protesta hanno assaltato il pullman del Foggia

Verso Foggia-Alessandria, playoff di Lega Pro

Tifofoggiano

 

Da sempre è noto come il tifo calcistico nelle piazze del Sud sia  passionale sì, ma nello stesso tempo intransigente, tanto da generare episodi molto volte di autentica e pura violenza. Quando vinci ti amano e ti esaltano a dismisura, ma se perdi – sopratutto al cospetto di certi avversari storici o mal digeriti nel nome del campanilismo -, allora sono veramente grossi problemi.pullman-aggressione-foggia

Lo scorso mese di maggio,è stato roppo duro da digerire il pesante passivo portato a casa dal Foggia n trasferta contro la Fidelis Andria,dell’ex allenatore grigio Luca D’Angelo e dell’ex portiere dell’Alessandria Giacomo Poluzzi.

Così  i tifosi hanno deciso di  protestare contro i giocatori, colpevoli di giocare poco e male, e contro il mister Roberto de Zerbi, giudicato leader nei proclami, ma allora in difficoltà a far coincidere le parole ai fatti.

E cosi un migliaio di tifosi ha aspettato il pullman dei Satanelli, di rientro dalla triste trasferta, assaltando letteralmente il mezzo e danneggiandolo pesantemente. I giocatori e il mister sono riusciti a guadagnare la fuga solo grazie alle forze dell’ordine che hanno scortato il veicolo in un luogo sicuro, lontano dai tifosi inferociti.

Da allora. i Satanelli hanno – come si suol dire- messo la freccia per segnalare il cambio di corsia, e oggi si apprestano a giocarsi la serie B nei playoff contro l’Alessandria, in uno stadio “Zaccheria” che si preannuncia una bolgia. Con i tifosi … Leggi >

Foggia, alla scoperta del pianeta ultras

 Verso Foggia-Alessandria, playoff di Lega Pro

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Sarà una domenica di passione, una domenica che ci riporterà a respirare il profumo del calcio di una volta. Lo stadio “Zaccheria” di Foggia esploderà con il suo autentico muro di tifo assordante:  sia in campo che sugli spalti sarà battaglia vera. Battaglia per uomini veri, pronti a sacrificarsi, ognuno a suo modo, per la causa e per la propria gente. Alessandria è –  come affermano molti – una piazza del Sud piantata per errore nella nebbia padana. Bene, ora avremo nuovamente la possibilità di dimostrare che nulla può intimorire l’Orso Grigio. Con un autentico esperto del mondo degli Ultras in Italia,  Davide Ravan, riopercorriamo la storia dettagliata del tifo del Foggia.

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Nel cuore del tifo foggiano

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Gli albori del movimento Ultrà a Foggia si possono racchiudere nei nomi dei gruppi che si alternano, e talvolta convivono, tra le curve (a un piano) e la gradinata (in cemento dal 1974) dello “Zaccheria”: Commando ultrà, Panthers, Foggia club via Silvio Pellico, Inferno rossonero, Commandos. Siamo nell’ultimo scorcio dei Settanta, più precisamente nell’autunno del 1977. È un tipo di aggregazione che rispecchia quegli anni: comitive di quartiere che si dotano di fumogeni, confezionano bandieroni, aprono “club” in città. Dalla stagione 1978-‘79, poi, i gruppi si moltiplicano, occupando tutti i settori dello stadio: Yankees, Red-black fever, Fedelissimi, Boys, Gioventù rossonera. Nella primavera del 1979, sul neutro di Napoli, i ragazzi di Foggia si affrontano con i Leggi >

Viva Iemmello, principe di Foggia che rinuncia alla B per amore della maglia

Verso Foggia-Alessandria, playoff di Lega Pro

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Tra i protagonisti della sfida di domenica sera allo stadio “Zaccheria” ci sarà sicuramente il foggiano Pietro Iemmello. A Foggia è diventato un autentico idolo venerato dalla tifoseria. il perchè lo spiega con suggestione questo articolo di Gianni Vasso, pubblicato su www.barbadillo.it lo scorso 25 agosto. Buona lettura!

MBoc

Il ritorno di Mario Balotelli al Milan non ci entusiasma. Semplicemente perchè siamo stufi di parlar sempre delle stesse cose. Ultime occasioni, ragazzotti difficili, talenti che non si trovano più e pazienza persa. E perciò, se di ritorni per forza si deve parlare, parliamo di Pietro Iemmello. Tanto, più o meno, con i colori ci troviamo. E basta così però, perchè si tratta di due storie completamente differenti l’una dall’altra.iemmello-foggia

Iemmello ha 23 anni, fa l’attaccante e dopo la formazione pallonara nella primavera della Fiorentina, passa alla Pro Vercelli. Qui si fa notare e se lo compra l’eterno ambizioso Spezia che però inizia a darlo in prestito in giro. Prima lo manda a Novara e poi lo “restituisce” alla Pro fino a che Iemmello, che di suo è calabrese, ritorna al sud, a Foggia. L’annata è convulsa ma gli basta segnare a ripetizione, sedici volte in 34 partite, per conquistare la Daunia. Personalità ne ha da vendere, di lui – infatti – si ricorda un bel dito medio alzato in faccia ai tifosi del Taranto quando ancora giocava in Piemonte. Si scusò, come etichetta impone, ma l’episodio rimase e gli è servito Leggi >

Gol e miracoli del grande Foggia allenato negli anni Novanta da Zeman

Verso Foggia-Alessandria, playoff di Lega Pro

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Quando Zeman andava a cena con Moggi, il suo più grande nemico. Quando c’era l‘Inter a corteggiarlo. Quando insomma esisteva il grande Foggia, quello che sfiorò l’Uefa, inizio anni ’90: gol e miracoli ora raccontati in un documentario, “Zemanlandia”, prodotto da Showlab, regia dell’astigiano Giuseppe Sansonna. Zeman oggi è emigrato in Svizzera, al Lugano neopromosso nella massima serie: “Sono ancora contro le cose sbagliate, e ce ne sono tante”. Il 4-3-3 e le sue accuse mancano alla serie A. “Perché? Si vede che non c’è bisogno di allenatori…”.

ZEMANLANDIAPasquale Casillo (a sinistra) e Zeman: due dei principali protagonisti del grande Foggia.

 

Il documentario: 55 minuti, un racconto-intervista ai protagonisti di allora.

C’è il presidente, Pasquale Casillo, l’imprenditore del grano che gli offrì un contratto dopo averlo visto perdere 4-1, che gli pagò il primo premio partita dopo una sconfitta in casa col Sorrento, e che lo chiamava Sdengo, oppure Zemàn. Con l’accento sulla a.

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Uno taciturno, detto “il muto”. L’altro lussureggiante, per tutti “don Pasquale”. Nel documentario tutto è duetto. “Tu parlavi poco – accenna Casilloma facevi danni”. Una sorta di facciata B di Mourinho, ecco cos’era Zeman. Con Moggi nel mirino. Il calcio in farmacia, il doping, la Gea. “In giro sono rimasti molti moggini. Lui paga sempre quello”, giura Casillo, assolto nel 2007 dall’accusa di associazione camorristica, a … Leggi >

A Gregucci il compito di fare arrivare i Grigi nelle migliori condizioni, mentali e fisiche a Foggia

Gregucci a Padova

 

Mister Angelo Gregucci – prima dell’ultima partita della regular season a Padova -, aveva rilasciato queste dichiarazioni al giornalista di RaiSport: “Sono state fatte valutazioni, anche pensando a quella che sarà la partita della stagione per noi, domenica a Foggia. Oggi cercheremo di rappresentare al meglio la maglia e la città, cercando un atteggiamento corretto, aggressivo e intenso, aumentare il senso di appartenenza”.

Alla fine sappiamo com’è andata: Padova-Alessandria 4-0.

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Ancora il tecnico grigio durante la conferenza stampa, così come riportato dalla collega Mimma Caligaris de “Il Piccolo”: “Potevamo fare una partita migliore, avere un’ interpretazione diversa, sono il primo a riconoscere che l’atteggiamento è stato sbagliato. Però il campionato oggi finisce, anche se, per noi, in realtà era già finito prima di questa gara. Adesso inizia la settimana della nostra preparazione: conosciamo già l’avversario, dovremo lavorare sulla nostra testa per ritrovare uno spirito diverso. Dovremo capire bene le difficoltà oggettive da affrontare e superare. Saranno fatte valutazioni che servono per preparare – insisto – la partita della nostra stagione. Dobbiamo serrare i ranghi, perché andremo a giocare una gara senza lunedì e lo dovremo fare cercando di attrezzare al meglio testa e gambe”.

Nonostante una formazione largamente rimaneggiata, il passivo rimediato contro il Padova è però pesante: “Ripeto, non dovevamo offrire una prestazione come questa, ma un risultato diverso non avrebbe cambiato il nostro destinato”.

Già, domenica sarà già l’ora di vedersela contro il Foggia:Adesso l’obiettivo è arrivare nelle migliori condizioni, mentali Leggi >