Il tocco nitido dell’attaccante e il piglio del grande trascinatore

domenica, 03 Luglio 2022

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1925, il capitano Gandini, con Rangone, Brezzi e i suoi compagni, in attesa di ricevere un riconoscimento per il suo attaccamento ai colori grigi.

Giuseppe Gandini viene ricordato come un “tipico esponente della scuola piemontese di provincia che prima e dopo della Grande Guerra esprime un calcio grintoso, ruvido, molto concreto. […] Un combattente, sia pur con piedi discreti”. Nel corso della sua carriera rivestì diversi ruoli. Inizialmente, secondo Carlo Felice Chiesa, si affermò da attaccante interno per “notevoli doti fisiche e irruente agonismo”.Gandini

Quando fu spostato dall’allenatore dell’Alessandria Béla Révész sulla fascia sinistra nel 1923 e poi, dall’anno successivo, al ruolo di centrosostegno rivelò “il tocco nitido dell’attaccante e il piglio del grande trascinatore”.

Originario del sobborgo di Spinetta Marengo, iniziò a praticare il calcio nell’uliciana Liberi e Forti di Alessandria. In gioventù lavorò come operaio all’Ansaldo di San Pier d’Arena, per poi ritornare in Piemonte durante il servizio di leva e debuttare in massima serie con la Valenzana.

 Giocò nell’Alessandria per oltre un decennio. Interrotta improvvisamente la carriera nel 1932 per un infortunio patito in allenamento, lasciò il mondo del calcio e divenne impresario edile. Morì nel 1989, a 89 anni.

Mentre era alla Valenzana nel campionato 1920-‘21, venne notato da Augusto Rangone e passò al termine di quel torneo all’Alessandria. Giocò la sua prima partita in maglia grigia il 2 ottobre 1921, a Casale Monferrato, nel derby Casale-Alessandria 0-0Gandini (1).

Rimase tra i Grigi per undici stagioni, diventandone capitano e leader: in piena epoca fascista, veniva soprannominato dai tifosi “il Duce” per l’entusiasmo e il carisma che dimostrava in campo; titolare inamovibile per Carcano, che ricopriva il suo stesso ruolo da calciatore, rifiutò la richiesta dell’allenatore di seguirlo alla JuventusCon i Grigi vinse la Coppa Coni del 1927 e sfiòrò la vittoria dello scudetto 1927-‘28; in merito alla sua esperienza da calciatore dichiarò: “Giocavo con passione, per me era un divertimento, tanto che non sentivo neppure la fatica”.

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Una formazione dei Grigi negli anni Venti. Curti, BancheroI, Cattaneo, Bertolini, Viviano, Gandini, Costa, Chierico, Ferrari, Lauro, Avalle e in borghese Carcano.

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L’Alessandria a Milano l’ 11 febbraio 1923. Cattaneo in borghese, l’arbitro Mombelli di Casale, il massaggiatore Assandro, Gandini, Papa II, Carcano, Tosini, Brezzi, Banchero I, Bay I, Guerci (accompagnatore), Baloncieri, Freddi, Cagnina, Costa.

Il 6 dicembre 1931 disputò l’ultima gara della sua carriera, nuovamente a Casale; giovedì 10, durante la preparazione per l’imminente gara di campionato contro la Triestina, patì un infortunio ai legamenti del ginocchio, inizialmente catalogato come “leggera distorsione” e poi rivelatosi tanto grave da obbligarlo a chiudere la carriera. In un’intervista del 1989 commentò l’incidente, imputandolo al “freddo terribile” di quei giorni: “non è mai facile accettare un cambiamento radicale, anche se, in fondo, stavo già meditando di smettere perché, dopo dodici annate in A, anche giocare stava diventando pesante”.

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Grigi in borghese In borghese nel 1925, con il “Borsalino”: Viviano, Papa II, Lauro, Simoka, Gandini, Banchero, Ronza.

È ad oggi il sesto giocatore grigio per numero di presenze ufficiali (236, cui si aggiungerebbe lo spareggio Padova-Alessandria del 1923).

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Il “Guerin Sportivo” del 2 maggio 1928. Le caricature dell’Orso Grigio e di alcuni giocatori alessandrini tratteggiate dall’abile mano di Carlin.

In Nazionale non conobbe particolari successi: perse cinque delle sei gare giocate in totale. Debuttò il 14 giugno 1925, al Mestalla di Valencia, nell’amichevole Spagna-Italia 1-0, schierato dal suo pigmalione Augusto Rangone nel ruolo di mediano sinistro.

L’ultima gara (Portogallo-Italia 4-1 del 1928) fu invece anche quella dell’esordio nello stesso ruolo che aveva all’epoca all’Alessandria, quello di centrosostegno, normalmente riservato al titolare Fulvio Bernardini.

Mario Bocchio

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