Braglia: “Solo con il lavoro ed il sudore si potrà arrivare in alto”

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Se questa piazza tenta da due anni di andar via dalla Lega Pro senza riuscirci, ci sarà un motivo. Basta pensare al recente passato – la splendida favola della TimCup – e ai lontani trascorsi della serie A, bisogna lavorare nel presente, perché questo è un campionato difficile, dove non sempre vince chi è favorito ai nastri di partenza.

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Di questo ne è profondamente convinto Piero Braglia, il nuovo allenatore dell’Alessandria, presentato questa mattina al “Moccagatta”.

Nessuna sviolinata, niente frasi di circostanza per presentarsi ai giornalisti ed ai suoi nuovi tifosi. Questo è Braglia.

“Questa è una bella società, importante, dove stanno facendo le cose in maniera giusta. Ho visto il progettoe mi interessa, per cui farò di tutto per fare bene. Mi fido, qui c’è un gruppo di giocatori bravi, cercherò di sfruttarli al meglio. Non ne chiederà qualcuno in particolare se mi troverò d’accordo sui giocatori che mi proporranno. Non si può infatti vanificare tutto il lavoro di due anni. Non ce lo possiamo permettere. Ripeto, l’Alessandria ha un buon organico, per cui dovrebbero arrivare quattro o cinque calciatori di un certo livello”.

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Che cosa dovremo quindi aspettarci?

“Sarà importante soprattutto la mentalità. Contro di noi tutti vorranno fare la partita della vita, ed i miei giocatori dovranno essere abbastanza intelligenti da capirlo ed agire di conseguenza, mettendo in campo qualcosa che va oltre le qualità tecniche. Per me la serie B non è poi un traguardo impossibile, ci sono tutti i mezzi per poter vincere. Lo ribadisco: questa è una società che vuole vincere, meglio di così non potevo trovare. In fondo, lo ammetto, volevo proprio venire qui”.

Con noi di Museo Grigio, l’allenatore maremmano ha poi parlato della sua personalità e di chi lo ha ispirato maggiormente nel suo percorso.

Spesso mi descrivono come una persona antipatica e dura, ma la verità e che so semplicemente farmi rispettare. In questo, ma non solo, mi ha molto ispirato Mister Carlo Mazzone, che mi ha allenato a Catanzaro. Lui è famoso per avere un carattere molto forte, ma in verità è buono come il pane ed io in questo sono simile a lui”.

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Per concludere, Braglia ha espresso il suo parere sulla piazza e l’ambiente alessandrino.

“Dicono che questa sia una piazza difficile, ma a me non me ne frega nulla. Anzi, più pressioni ci sono, più io mi diverto. Penso comunque che se in due anni questa società non è riuscita ad andar via dalla Lega Pro, un motivo ci sarà. La gente deve capire che la Tim Cup ormai è andata, bisogna pensare solo al presente, e deve essere contenta se la squadra esce dal campo con la maglietta sudata. Perché solo con il lavoro ed il sudore si potrà arrivare in alto in campionato”.

Mario Bocchio

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