Addio a Biava, grigio serio e gentile

Dolore anche ad Alessandria per la morte di Raffaele Biava, 29 anni, ex calciatore morto in un tragico incidente nella notte tra venerdì e sabato

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Stava percorrendo l’A4 per tornare a casa, a Bergamo, quando la sua Audi Q3 è rimasta schiacciata tra due mezzi pesanti. L’incidente, avvenuto poco dopo la mezzanotte di venerdì sul tratto milanese dell’autostrada si è rivelato fatale per Raffaele Biava, un impiegato ventinovenne, con un passato da calciatore professionista. Il giovane, che era originario di Cenate Sotto e abitava a Bergamo, è morto sul colpo. Biava aveva cominciato la sua carriera nella Primavera dell’Atalanta, poi militato in squadre come l’Alessandria, la Vibonese e il Savona. Per un grave infortunio, aveva dovuto smettere. Lascia nel dolore i genitori e una sorella.

Cugino del più famoso Giuseppe Biava ex difensore della Lazio, era entrato in particolar modo nei cuori della Vibonese, dove era approdato nella stagione 2009-’10, trascorsa in C2 con Galfano allenatore.img1207Biava_Raffaele

Ma Biava ha anche calcato l’era storica del “Moccagatta”, anche se per una sola volta. Fece infatti il suo esordio in maglia grigia l’8 maggio 2001 in occasione delsuccesso dell’Alessandria sulla Spal per 2-1, sostituendo poco prima del triplice fischio finale Stefano Scappini.

Erano i Grigi di Mister Maurizio Sarri, protagonisti della storica sfida dei playoff contro la Salernitana, raggiunta nonostante la travagliata gestione del presidente Veltroni.

Biava seppe farsi apprezzare apprezzare per i suoi modi gentile e per l’alta professionalità mostrata indossando la maglia grigia, nonostante fosse una riserva.

Mario Bocchio