Quale Alessandria sarà? Lunedì incominceremo a scoprirlo

 

Si dovrebbe solo più attendere l’annuncio ufficiale per il nuovo allenatore dei Grigi, scelto nella figura di Cristian Stellini

Esattamente un anno fa, dopo la sconfitta nel primo turno dei playoff a Foggia, ci fu un lungo silenzio (errore) da parte del presidente Luca Di Masi, che poi chiamò uno per uno tutti i giornalisti per smentire categoricamente la vociferata volontà di ridimensionamento o di smobilitazione.

Questa volta si è deciso diversamente. Lunedì, quando saranno nove giorni dalla vittoria del Parma nella finalissima di Firenze, il patròn ha convocato una conferenza stampa per – come diffuso dalla società – illustrare le linee guida in occasione della prossima stagione.

Ancora una volta incompiuta: così può essere definita la stagione dell’Alessandria, che ha vissuto due fasi e due percorsi ben distinti. Esaltante quella del girone d’andata, deludentissimo – al limite dell’umiliazione – il successivo cammino, soprattutto per l’epilogo amaro della mancata promozione diretta in serie B. Peccato, perché ci eravamo illusi un po’ tutti e la società aveva fatto credere che l’agognata promozione in serie B sarebbe arrivata. Invece, in campionato i segnali di qualche crepa c’erano già stati anche quando si vinceva, ed erano proprio gli stessi segnali che si sarebbero riproposti successivamente in maniera letale. Ormai alla fine, si era imputata la disfatta a un allenatore tutto particolare come Piero Braglia, ma chi ne ha preso il posto – Bepi Pillon – ha fatto davvero bene nei playoff, salvo poi crollare con tutta la ciurma all’atto finale. Se il 2016-‘17 resterà comunque negli annali per il modo pazzesco con cui abbiamo perso il campionato, dovrà anche servire per far tesoro degli errori commessi. La terza serie continua ad essere una “brutta bestia”, non la si vince senza un allenatore capace di essere un buon mediatore, con un gruppo in campo e fuori che abbia un leader in grado di superare in blocco le difficoltà che periodicamente si incontrano sul cammino. Ma soprattutto con una vera società, nel senso che sappia fare calcio. Ai Grigi tutto ciò è purtroppo mancato.

Mario Bocchio

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