Alla scoperta del pianeta degli Ultras dell’Olbia

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Sull’onda lunga di quanto stava succendendo in Italia e in Europa, anche ad Olbia, Sardegna, da inizio anni ’70 s’inzia a sentire la necessità di un salto di qualità del tifo. A differenza però della maggior parte delle realtà italiane, tutti gli anni ’70 e buona parte degli ’80, ad Olbia saranno ancora ad appannaggio di un club che con il movimento ultras non ha nulla a che spartire, il club “Forza Olbia”, nato per aggregare tutti gli appasionati olbiesi, senza distinzioni tra curvaioli e gente di altri settori.
Fino al 1987 il tifo è “anarchico”, non esistono gruppi organizzati. Molto caloroso fino ad infuocarsi per i derby regionali, ma senza linee guida ben definite. Nel 1987 con la nascita delle Brigate Bianche cambiano però le cose, essendo questo il primo gruppo ultras a nascere nella città gallurese.

Il tifo inzia a seguire degli schemi ben precisi, ci si muove e si ragiona da gruppo e non più da singoli o da “cani sciolti” e in alcuni casi si riesce anche ad organizzare qualche trasferta (cosa non semplice visti i costi e i tempi per raggiungere il “continente” dalla Sardegna).
Sulla scia delle Brigate Bianche nascono anche altri due gruppi: gli Sbandati e i Boys 1992, che dopo un primo periodo segnato da piccoli screzi col gruppo dominante ma risolti quasi subito, vanno a formare lo zoccolo duro della tifoseria olbiese. I tre gruppi sono accomunati dall’amore per la maglia della propria città e per un’ideologia politica destrorsa, che in questo caso fa molto da collante e aiuta a non far degenerare gli screzi iniziali.

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Le Brigate negli anni della loro attività hanno organizzato diverse trasferte muovendo, relativamente ai problemi logistici già citati, buoni numeri, riuscnedo a non sfigurare mai negli stadi che li hanno visti presenti.
Il meglio di sè la tifoseria gallurese lo ha sempre dato nei derby regionali, soprattutto in quelli che l’ha contrappongono a Tempio e, in particolar modo, alla Torres, derby della Nord-Sardegna sentitissimo da entrambe le tifoserie. Negli anni non sono mai mancati screzi e scaramucce varie, fino ad arrivare al derby di ritorno della passata stagione (in serie D) vietato ai tifosi ospiti (della Torres) dal prefetto di Olbia. Questa decisione del prefetto fece infuriare entrambe le tifoserie e, cosa più unica che rara, la società Olbia prese le distanze dalla decisione dell’istituzione dello Stato, definendola “una chiara prova di incompetenza degli organi preposti alla sicurezza”, parole che fecero scalpore ma che delineano piuttosto bene la triste realtà italiana.

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Nel 2004 nacque il gruppo “Ultras Olbia 1905”, formazione nata con l’intento di riaccendere il tifo olbiese, fiaccato da alcuni anni a causa dei soliti problemi di ricambio generazionale e diffide. A dar vita a questo nuovo gruppo furono gli esponenti delle Brigate Bianche 1987 e dei Boys 1992.
Questo “esperimento” però durò soltanto un anno: troppe poche persone si ritrovarono unite dietro il nuovo nome, con alcuni membri delle Brigate Bianche che preferirono continuare a posizionarsi dietro alla propria pezza piuttosto che stare dietro ad uno striscione che a loro dire non gli identificava.

L’Olbia torna a giocare al Moccagatta dopo otto anni dalla semifinale play off del 2008-’09, semifinale che vide i Grigi uscire vittoriosi dal doppio confronto grazie al miglior piazzamento in campionato. In quell’occasione erano presenti in Torretta sud alcuni ultras sardi, che provarono ad incitare la squadra nella partita di ritorno ma che nulla poterono contro una delle Gradinate Nord più belle viste al “Mocca” negli ultimi 10 anni.

Davide Ravan

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