Archivio mensile:Giugno 2016

Baloncieri da Castelceriolo alla vittoria contro il grande Zamora

La Nazionale che batt´ al Spagna. Da sinistra, i dirigenti Pasquinelli e Zanetti, Gianni, Genovesi, Ferraris IV, Baloncieri, Bellini, Della Valle, Schiavio, Munerati, Bernardini, Levratto e il massaggiatore bolognese Amedeo Bortolotti; in ginocchio o seduti: Pastore, Burlano, Libonatti, Caligaris, Giordani, Magnozzi e Borgato.La Nazionale italiana che nel 1927 sconfisse a Bologna la Spagna. In piedi, da sinistra: Zanetti (dir.), Gianni, Genovesi, Ferraris IV, Baloncieri, Bellini, Della Valle, Schiavio, Munerati, Bernardini, Levratto, Bortolotti (mass.); in ginocchio: Pastore, Burlano, Libonatti, Caligaris, Giordani, Magnozzi e Borgato.

 

L’Italia che si giocherà l’accesso ai quarti di finale di Euro 2016 contro la Spagna, ci riposta in mente lo storico successo degli Azzurri contro “La Roja” nel 1927. Ecco un riassunto di quell’evento.

La sfida contro la Spagna diventa un avvenimento da propagandare come solo il regime sa fare e la partita diventa un evento mondano al quale partecipano il Re Vittorio Emanuele III, l’Infante di Spagna Don Alfonso, il Cardinale Nasalli Rocca e altre autorità in un tripudio di folla festante che in questo modo dimentica per un momento le difficoltà economiche in cui si dibatte.

Mussolini infatti ha deciso di adottare una politica economica tesa a rivalutare la lira nei confronti della sterlina che al momento è la moneta di riferimento. Ciò però comporta un brusco calo delle esportazioni e per riequilibrare la bilancia commerciale vengono bloccate le importazioni di materie prime.

baloncieri-640x420L’immenso Adolfo Baloncieri.

 

Proprio in questo contesto arriva la formazione iberica, avversaria al nostro livello con la quale si sono sempre disputate gare equilibrate e agonisticamente molto maschie. Per l’occasione il Cittì Rangone decide di dare spazio al blocco del Bologna facendo esordire dal primo minuto il portiere Mario Gianni, il mediano Giordani e richiamando Pietro Genovesi e Leggi >

Grigi, ma che cosa bolle in pentola?

bocalon.alessandria.lastampa.750x450 Riccardo Bocalon.

 

Rinnovata la fiducia nel direttore sportivo Giuseppe Magalini (legato da contratto ancora per un anno) e ingaggiato quale tecnico Piero Braglia – in sostituzione di Angelo Gregucci (andrà ancora a fare il vice di Mancini, questa volta all’Inter?) – per l’Alessandria è tempo di calciomercato.

Per quanto riguarda i cosiddetti “gioielli di casa” come Bocalon, Branca, Iocolano e Marras, dovrebbero tutti rimanere. L’Alessandria ha diversi giocatori legati da contratto e se li terrà stretti, anche perché sono giovani pieni di talento. Sarà attorno a loro che dovrà essere creato il giusto mix, riuscendo ad inserire elementi di assoluta esperienza, proprio come richiesto da Braglia. Si sono fatti i nomi del barbuto attaccante del Lecce Davide Moscardelli (ex del Bologna), classe 1980, e dell’esperto difensore del Pisa Andrea Lisuzzo (1981), considerato uno dei leader della retroguardia nerazzurro così come lo era stato di quella novarese, tanto da venire soprannominato dai tifosi “Il Sindaco”. Sono due false piste, come sembrerebbe indicare la stessa Alessandria? Staremo a vedere.

BragliaTecnicoPiero Braglia.

 

Michele Marconi è corteggiato dal Padova e dalla Feralpi, ma lo stesso Magalini ha detto chiaramente che è blindato.

Dopo aver salutato Roberto Sabato – accasatosi a Catanzaro -, la lista dei partenti dovrebbe infoltirsi con Sirri (Arezzo o Pordenone?), Terigi (Pistoiese?), Loviso (lo vuole a tutti i costi l’ambiziosissima Sambenedettese, appena ritornata in Lega Pro), con il prodotto del vivaio Picone (Fidelis Andria?) e il nipote d’arte Filippo Leggi >

Che cosa accomuna Claudio Ranieri a Piero Braglia?

Catanzaro

 

Entrambi sono allenatori, il primo ha appena compiuto l’impresa guidando il Leicester alla conquista della Premier League, il secondo è stato ingaggiato dall’Alessandria in sostituzione di Angelo Gregucci.

Ma è nel passato che dobbiamo ricercare il legame forte. E questo legame si chiama Catanzaro, se volete il Grande Catanzaro o più semplicemente la provinciale terribile.

Era la squadra di Palanca, il re dei gol “olimpici”, capace di segnarne tredici direttamente da calcio d’angolo, chiedere per credere alla Roma, era quella di Majo, Sabadini, Orazi e  Massimo.Mauro. Rispetto alla squadra che eera stata allenata da Gianni Di Marzio, quella successiva di Tarcisio Burgnich annoverò anche il portiere Zaninelli, il libero Morganti e il terzino Salvadori, per la prima volta lontano dalla sua Empoli, che il nuovo tecnico aveva notato l’anno prima in C1 quando allenava il Livorno, la mezzala Sabato, i due attaccanti De Giorgis e Borghi, che aveva appena portato il Catania in B. Era una squadra unita e trascinata da un entusiasmo che travalica i confini della Calabria e dell’Italia.

Ranieri_Catanzaro_01-638x425

“Sì, in effetti dovunque andassimo eravamo amati da tutti. Per due anni fummo invitati a disputare delle amichevoli in America e Canada e, anche lì, la gente correva per assistere alle partite del Catanzaro” ha ricordato Ranieri.

Fu proprio Ranieri,  al 39′ della partita Brescia-Catanzaro (quarta giornata del campionato 1980-’81), in proiezione offensiva, provò la conclusione. In area c’era Borghi, che solo la … Leggi >

Braglia: “Alessandria piazza importante. Lavorare qui è il sogno di tutti”

BragliaGrigi

 

L’ex allenatore del Lecce ha dichiarato sul sito ufficiale della società: “Qualche giorno di riposo ma già con le idee chiare. Abbiamo in mente il lavoro da fare col direttore Magalini e la proprietà il confronto sarà costante e continuo“.

Mister come è maturato il contatto con l’Alessandria?

“Erano due anni che ci provavo (ride) e finalmente ce l’ho fatta. Quando ci siamo visti col direttore, qualche giorno fa, a Modena, mi sono subito concentrato su questa nuova prospettiva. Alessandria è una piazza importante con una passione che tutti dicono contagiosa. Lavorare qui è il sogno di tutti quanti e sono già assolutamente carico e determinato.”

Una stagione, la prossima, che si preannuncia lunghissima con la nuova formula dei playoff. Che mercato bisognerà fare, Mister, anche in relazione a questa novità?

“La squadra ha un’ottima base con un’ossatura solida e di qualità per cui non è certo il caso di snaturarla. Faremo mosse oculate per costruire qualcosa di efficace e funzionale.”

Quindi interventi mirati per portare, come dice il presidente, anche carisma e personalità?

“E cattiveria, aggiungo, che è una dote che in questa categoria fa sempre la differenza, insieme alla cultura del lavoro e alla voglia di fare sacrifici per crescere e arrivare lontano. I giocatori li conosco, avendo studiato l’Alessandria in previsione dei play off. Ripeto, c’è un’ottima base di partenza. Il Direttore sa i miei orientamenti e lavorerà di conseguenza. Poi tutti insieme faremo scelte e prenderemo decisioni”.

C’era attesa per la scelta del Leggi >

Braglia è il nuovo allenatore dei Grigi

Braglia

 

Il nuovo allenatore dell’Alessandria ha finalmente un nome e un volto: si tratta di Piero Braglia, classe 1955, nativo di Grosseto, proveniente dal Lecce.

Nel suo passato da calciatore anche il Montevarchi e la Cremonese in serie C. È tornato quindi a Firenze dove ha esordito nella massima serie, con la maglia viola, il 20 marzo 1977 a Catanzaro, in Catanzaro-Fiorentina (0-1).

Dopo un anno da titolare in viola, nella stagione 1977-‘78, nell’autunno viene ceduto al Catanzaro neopromosso in massima serie. In Calabria disputa cinque stagioni in A e una in B.Bragliafigurina

Nel 1984, dopo la doppia retrocessione dei calabresi dalla A alla C1, passa alla Triestina in cadetteria, dove resta una stagione, quindi si trasferisce al Catania, dove disputa altre due annate in B, chiuse con la retrocessione della stagione 1986-‘87. Torna quindi in Toscana per chiudere la carriera di calciatore con la Rondinella.

In carriera ha totalizzato complessivamente 140 presenze in serie A e 113 presenze e 5 reti in serie B.

Come allenatore, vince un campionato Interregionale nella stagione 1990-‘91 (con la formazione della Colligiana, perdendo poi lo spareggio per l’ammissione alla C2 con l’Avezzano.

Nella stagione 1994-‘95 vince il campionato di C2 con il Montevarchi. Poi passato in C1, prima con il Chieti (con cui disputa due campionati sfiorando i playoff in entrambe le occasioni) e poi, nel campionato 2003-‘04 con il Catanzaro, riportando la squadra calabrese in B dopo quattordici anni. Nella stagione 2006-‘07 guida il PisaLeggi >