Archivio della categoria: Racconti da Grigi

Le 100 in Grigio di Gazzi

Alessandro Gazzi contro il Como (foto © Mario Bocchio)

Alessandro Gazzi nel recupero di mercoledì 20 gennaio 2021, perso con il Como, ha indossato la centesima maglia grigia della sua carriera. Il forte centrocampista cadorino è arrivato ad Alessandria nel 2017 proveniente dal Palermo. Ha esordito nella prima partita del campionato 2017-’18: Pontedera-Alessandria giocata allo stadio Mannucci di Pontedera il 27 agosto 2017. L’allenatore di allora, Cristian Stellini, lo sostituì con un attaccante, Bunino, al 65’, poco dopo che Pesenti aveva portato in vantaggio i padroni di casa. La partita terminò 1-1 grazie alla rete di Gonzalez a pochi minuti dal termine della gara.

Gazzi con la fascia di capitano (foto © Mario Bocchio)

Dopo di allora Gazzi, praticamente sempre in campo, costruì una diga a centrocampo e la sua presenza e sempre stata un punto di forza – e di debolezza la sua assenza – della squadra mandrogna. Sono così arrivate le 100 partite della quali 84 in campionato e 4 di playoff; ne ha totalizzate 12 in Coppa Italia, 4 in quella maggiore e 8 nel trofeo di categoria, compreso quello vinto nel 2018. Chi mette in campo Gazzi non lo fa certo perché si aspetta delle reti da lui: ne ha segnate 10 in tutta la sua carriera. Veramente con l’Alessandria un gol lo ha fatto anche se nella porta sbagliata. Una sua sfortunata deviazione ruppe l’equilibrio nella partita di playoff giocata a Vercelli il 12 maggio 2019; si era sull’1-1 e quell’autorete precluse … Leggi >

Due rigori sbagliati. Non è stata la prima volta

Il secondo rigore sbagliatio dalla Pergolettese (foto Us Pergolettese 1932)

I due rigori sbagliati dalla Pergolettese nella partita con l’Alessandria non rappresentano certo un record assoluto ma sono un evento non frequentissimo nel calcio. Per quanto riguarda i Grigi la ricerca di un precedente non ci ha fatto fare molta strada. L’ultima volta, infatti, risale al 21 aprile 2018, partita di Grosseto contro il Gavorrano. La curiosità consiste, semmai, nell’andamento molto simile tra le due partite. Confrontiamole. La sfida di Grosseto è cominciata al 32’ del primo tempo con il calcio di rigore concesso per l’atterramento di un giocatore toscano da parte di Lovric. Sul dischetto va Damonte e sbaglia tirando a due metri dai pali. La partita di Crema decolla con il calcio di rigore parato da Pisseri per fallo di mano di Di Quinzio dopo 6 minuti. Al 60’ i gol: di Bellazzini allo Zecchini, di Suljic al Voltini.

Uno dei due rigori falliti dal Gavorrano con l’Alessandria

Al 68’ il secondo rigore di Crema originato dal fallo di mano di Cosenza e spedito a lato da Panatti.Al 69’ penalty per il Gavorrano per fallo di mano di Barlocco. Vitiello si fa parare il tiro da Pop. La sequenza degli eventi (rigore, gol, rigore) è uguale, identico il minuto della marcatura, un rigore parato ed uno fuori nelle due partite. Soprattutto identico il risultato finale dell’incontro: vittoria dei Grigi in campo avverso per 1-0

Sergio GiovanelliLeggi >

Alessandria, cos’è successo?

Mister Angelo Gregucci (foto © Mario Bocchio)

Se lo saranno chiesto Mister Gregucci e i suoi giocatori, se lo sono chiesto i dirigenti, gli appassionati grigi incollati ai teleschermi privati dell’emozione del Mocca. Ce lo chiediamo noi, chiamati a condividere, seppur con l’obbligo dell’imparzialità, gioie e dolori della nostra squadra del cuore. Cosa è successo a questa Alessandria a corrente alterna che, dopo aver dimostrato un divario notevole nei confronti della generosa e combattiva Pro Sesto nel primo tempo, ha contrapposto una ripresa priva di personalità, di convinzione nei propri mezzi come se regnasse sovrana la confusione mentale?

Eusepi e Arrighini cercano di scardinare la difesa della Pro Sesto (foto © Mario Bocchio)

Questa analisi, nell’ottica di una squadra “normale” senza la primaria ambizione della promozione, non avrebbe nessun senso se non la spiegazione che sono normali black-out del mondo del calcio. Un incidente di percorso, una scivolata, più evidenti se si pensa che l’Alessandria, partita con pronostici e proclami vincenti della vigilia, costretta a rimontare un inizio di stagione cui gli errori e la sfortuna hanno contribuito, chiamata a vincere senza attenuanti contro la Pro Sesto (e ci stava meritatamente riuscendo) sia riuscita a dilapidare quanto di buono fatto nei secondi quarantacinque minuti di gioco.

Giuseppe Prestia cinturato (foto © Mario Bocchio)

Non si è perso, certo, ma non si è neppure vinta una partita alla portata che avrebbe permesso di rimare in scia alle prime della classifica. Una metamorfosi preoccupante perché arrivata nella ripresa di una … Leggi >

Cosenza: 400 da “pro”

Francesco “Ciccio” Cosenza lo scorso campionato, mentre sta per segnare al Lecco
(foto © Mario Bocchio)

Giocando la partita con la Pro Sesto, Francesco “Ciccio” Cosenza ha raggiunto quota 400 partite da calciatore professionista celebrata portando al braccio la fascia di capitano dell’Alessandria. Un lungo percorso per il difensore centrale originario di Locri.

Il guerriero si prepara alla battaglia (foto © Mario Bocchio)

Tutto iniziò al “Granillo” di Reggio Calabria il 29 settembre 2004. Partita di ritorno del secondo turno di Coppa Italia. L’Atalanta, che aveva già vinto l’andata per 4-1 conduce 3-1. Ad un quarto d’ora dalla fine Mazzarri fa uscire Ungaro per immettere l’esordiente diciottenne Cosenza. La partita finì 2-3.La prima partita di campionato (sarebbe il caso di parlare di primo minuto) arriva il 14 febbraio 2005 in Novara-Giulianova di C1.

In allenamento con Andrea Arrighini (foto © Mario Bocchio)

Entrato al 89’ per Rubino giocherà per la prima ed ultima volta con la maglia azzurra dei gaudenziani. A seguire tanta gavetta prima del rientro alla Reggina con la quale giocherà due stagioni condite dall’esordio in Serie A (contro l’Inter, anche qui un quarto d’ora e partita persa 3-2). È a Vercelli e a Lecce che ottiene i risultati migliori: con i Bianchi vince i playoff e riporta la Pro Vercelli tra i cadetti dopo 64 anni di assenza.

Francesco Cosenza con la fascia di capitano dei Grigi (foto © Mario Bocchio)

In Puglia, dopo la delusione patita nel 2017 per l’eliminazione dai … Leggi >

La vittoria del carattere. Voluta, cercata, anche ottenuta

Andrea Arrighini sta per calciare il pallone del secondo gol dei Grigi (foto © Mario Bocchio)

La vittoria del carattere. Voluta, cercata, anche ottenuta sfruttando gli errori degli avversari ma, si sa, si può vincere sbagliando meno. L’Alessandria ha sofferto contro la capolista rischiando il minimo possibile nell’arco dell’intera gara e proponendosi più degli avversari in fase offensiva. Gli episodi hanno fatto il resto, anche perché le due disattenzioni difensive che hanno generato i relativi calci di rigore avrebbero potuto cambiare le sorti dell’incontro se entrambi i penalty fossero stati realizzati, e qui ritorniamo a chi sbaglia meno.

Il portiere Matteo Pisseri (foto © Mario Bocchio)

Ma se nel primo episodio Macchioni può essere anche perdonato per l’inesperienza, sicuramente Casarini avrebbe dovuto mettere in campo l’esperienza per evitare tale situazione. Meno male per i Grigi che la “zona Cesarini” (per i nostalgici del calcio vintage) non ha sortito sorprese e la squadra di Gregucci può dormire sonni tranquilli e lavorare più serena in vista della trasferta di Lucca.

Umberto Eusepi (foto © Mario Bocchio)

Un Gregucci soddisfatto, ma che ha sobbalzato in panchina nella fase finale come se si materializzassero gli spettri di Novara e Grosseto. Il potenziale tecnico c’è, bisogna rimanere sempre attenti e concentrati perché in questa stagione il campionato è equilibrato e pieno di insidie per tutti. L’Alessandria ha battuto la capolista ma ha perso in casa del Renate, la nuova numero uno della classifica a dimostrazione che non bisogna lasciare nulla a nessuno.… Leggi >