Qualcuno ha già tirato in ballo la cabala, la maledizione che si porta dietro il titolo di campione d’inverno. Qualcun altro ha incominciato a storcere il naso, lasciandosi andare a critiche più o meno vibrate dopo il pareggio casalingo contro il Lumezzane.
Certamente la delusione c’è, perché non possiamo nemmeno pensare che questo gruppo – che comunque ha scritto una pagina veramente importante nella storia dei Grigi -, sia improvvisamente passato dall’essere un puledro di razza in un ronzino.
Ma troviamo inopportuno – oltre che poco elegante – vedere in tribuna chi solo un paio di settimane fa – sciarpato all’inverosimile di grigionero – osannava questi ragazzi definendoli eroi, mentre ieri omaggiava Mister Gregucci del “gentile” appellativo di cretino. Ma si sa, i bar italiani da sempre sono una delle più rinomate accademie di calcio, dove escono tutti con la qualifica di allenatore!
A noi invece, piace riconoscere la grande onestà intellettuale di Gregucci, che ha sempre catechizzato l’ambiente sostenendo che “se qualcuno pensava che si potesse vincere il campionato in carrozza si sbagliava di grosso”.
Lo diceva e lo pensa, unitamente alla necessità di tenere un profilo basso, umile.
Lo stesso tecnico ha riconosciuto come contro il Lumezzane sia “mancata anche un po’ di gamba per andare a riprenderci il risultato”.
Come già accaduto nel posticipo di Cremona – dove a parte i due grossolani e decisivi errori in difesa – l’Alessandria ha dominato gli avversari, anche ieri al “Moccagatta” abbiamo visto una squadra creare tantissimo e poi fallire clamorose occasioni in fase di finalizzazione, per chiudere definitivamente il match. La legge del calcio è spietata, lo sappiamo, per cui nell’unica occasione pericolosa capitata al Lumezzane, c’è stata la doccia fredda.
“Dobbiamo ritrovare la tranquillità e la serenità. Non è il caso di fare un dramma per un pareggio, anche se sono il primo a riconoscere che un punto solo, tra Cremona e oggi, è decisamente poco. Non ci sta – ha detto Gregucci nel dopo partita – . Nel primo quarto d’ora abbiamo creato quattro o cinque palle gol: in Lega Pro non si vede, credo in nessun campo. Occasioni che, un paio di mesi fa, erano gol e, invece, adesso, escono di poco o vanno a sbattere contro il portiere avversario. Solo con il Lumezzane almeno sette prima dell’intervallo e un paio nella ripresa”.
Ma cosa sta succedendo all’Orso Grigio?
“È un momento di appannamento, soprattutto sotto il profilo dei punti: la nostra risposta è il lavoero, la calma, la serenità, la convinzione, anche un po’ più di altruismo perché non conta chi fa gol, conta solo l’Alessandria che vince. Attenzione, però: non dimentichiamo mai la nostra dimensione, che è questa: la Lega Pro è un campionato complicato”.
Mario Bocchio
Il tabellino
Alessandria: Vannucchi, Celjak, Sabato, Mezavilla (C, dal 78′ Vitofrancesco), Sirri, Sosa (VC), Iocolano, Nicco, Bocalon (dal 57′ Marconi), Branca, Fischnaller (dal 74′ Boniperti).
A disposizione: Varesio, Guerriera, Morero, Terigi, Sperotto, Loviso, Vitofrancesco, Boniperti, Marconi. All.: Angelo Adamo Gregucci.
Lumezzane: Furlan, Rapisarda,Russu, Genevier (VC), Baldan, Belotti (C), Calamai, Mantovani (dal 93′ Tagliavacche), Sarao (dal 91′ Valotti), Cruz, Varas (dall’87’ Nossa).
A disposizione: Pasoti, Pippa, Sicurella, Nossa, Monticone, Tagliavacche, Sarr, Valotti. All.:Paolo Nicolato.
Arbitro: Andrea Morreale di Roma 1.
Reti: 41′ Iocolano (A), 76′ Mantovani (L).
Ammoniti: 20′ Varas (L), 34′ Sirri (A), 60′ Fischnaller (A), 63′ Rapisarda (L), 67′ Cruz (L), 75′ Celjak (A).
Espulsi: 91′ Celjak (A).
Calci d’angolo: 3-1.
Recupero: 4 minuti nel secondo tempo.
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