Ricordi Mondiali sottratti alla globalizzazione e restituiti a dimensione epica

 

“Speciale Mondiali”: cinque trasmissioni hanno costituito un viaggio dentro la passione che esplode nei giorni caldi della massima rassegna planetaria.

Il tutto pervaso da una logorante passione per il calcio dalla quale siamo incapaci di fuggirne:  è la scintilla che accende il desiderio di raccontare l’umanità celata dietro le quinte del pallone. Questo è sempre stato Museo Grigio, questo è la nostra muova creatura, Il Nobile Calcio di Provincia, che ha appena debuttato dilatandosi in una vera e propria dimensiona nazionale.

Le cinque trasmissioni sono andate in onda sulle frequenze radiofoniche di Radio Voce Spazio e in diretta web, dal 15 giugno al 13 luglio, con la partecipazione di campioni del presente, del passato, e di giornalisti e addetti ai lavori in ambito calcistico. Opinionisti fissi Darwin Pastorin e Gigi Maifredi.

 

Nelle nostre puntate sono affioranti ricordi, sogni, amarezze vissuti attraverso lo sguardo dei vari protagonisti. Da Josè Altafini ad Andrea Pirlo, passando per Angelo Domenghini, Giuseppe Sabadini, Claudio Sala, Geronimo Barbadillo, Marco Tardelli, Zico, Platini, Pedro Pasculli, Luigi De Agostini, Totò Schillaci, Luca Marchegiani e Lulù Oliveira.

 

Emozioni sospese fuori dal tempo, legate indissolubilmente a momenti entrati nella storia collettiva, come l’urlo di Tardelli nella notte del Bernabeu a Spagna ’82, oppure la Mano de Dios di Maradona. Quel Maradona che abbiamo cercato di capire (e di assolvere) come uomo-divinità, oltre gli eccessi, grazie ai contributi dello scrittore Marco Ciriello e del fotografo Sergio Siano.

 

Insomma, cinque trasmissioni per raccontare soprattutto quel calcio di cui rimane una lontana eco di bellezza. Argomenti ragionati in diretta con il nipote del Ct due volte mondiale Vittorio Pozzo, con i figli di due autentici assi – Silvio Piola e Luigi Bartolini – e con “El Gaucho” Juan Carlos Morrone.

Conclusa un’epoca di forti contrasti, nel flusso delle dinamiche globali si affievolisce l’espressione di un calcio autoctono e rappresentativo. Disperso lo stile di gioco delle diverse scuole nazionali, sradicato quel singolare patrimonio di tradizioni, scompare l’anima del calcio. Ne abbiamo parlato con Dario Hubner, Luciano De Paola, Roberto Sabato, Vedran Celjak e Beppe Accardi. Quest’ultimo nella doppia veste di ex calciatore e procuratore.

 

Alla ricerca dell’identità perduta il nostro viaggio – con le collaborazioni giornalistiche di Sergio Giovanelli, Mauro Bavastri e Matteo Serra – ha proceduto attraverso la storia del football, arricchito dalle incursioni di una delle più celebri “penne” del giornalismo sportivo, Italo Cucci.

La trasmissione ha reso omaggio alle squadre leggendarie, descritte nel loro contesto socioculturale, ai campioni che hanno segnato le generazioni a venire. Una sacralità di immagini e ricordi sottratti alla globalizzazione e restituiti a dimensione epica.

Mario Bocchio

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