Cosenza, la lunga storia di un Lupo che non muore mai

 

La prima comparsa del calcio a Cosenza avvenne nel 1912, quando grazie ad una società denominata “Fortitudo” si partecipa ad un campionato meridionale formato da 12 squadre.

Il colore iniziale fu il verde, assegnato per ricordare il verde dei boschi della Sila, mentre qualche anno dopo apparvero gli attuali colori sociali e cioè il rosso e il blu. Il campo di gioco si trovava in via Milelli, dove oggi sorge l’edificio postale.

Nel 1914, il Cosenza disputa il suo primo derby contro il Catanzaro, terminato in parità (1-1).

Campionato 1931-’32.

 

Nel 1929-’30, il Cosenza disputa il campionato di Seconda divisione e malgrado la squadra si piazzi a centro-classifica, viene ugualmente ammessa al campionato di Prima Divisione.

Nell’ottobre del 1931, in un’amichevole contro il Napoli (vinta dai Lupi per 2-1), viene inaugurato il nuovo stadio, denominato “Città di Cosenza”. Il nuovo impianto sorge su siale Roma, ed oggi al suo posto c’è una villetta comunale.

In futuro verrà cambiato il nome dello stadio, denominandolo “Stadio Emilio Morrone” per ricordare, appunto, un calciatore cosentino morto durante una partita disputata a Scalea (Cs). Lo stadio “Morrone” è un vero catino, con le tribune a ridosso del rettangolo di gioco, senza pista d’atletica. Può contenere circa 10.000 spettatori.

Campionato 1946-’47.

Negli anni 30 e 40, il Cosenza disputa prevalentemente campionati di serie C, e la prima storica promozione nei cadetti, arriva nella stagione 1945-’46, con allenatore Vignolini. In serie B il Cosenza disputa due soli campionati, ritornandoci nella stagione 1960-’61 quando l’allenatore era l’ungherese Giulio Zsengeller. In quell’annata il Cosenza si classificò al primo posto, lasciandosi il Trapani alle spalle, che lottò fino all’ultima giornata per agguantare i Lupi. In quella squadra militavano giocatori come Franco Rizzo (foto sotto, a sinistra) (cosentino purosangue,che poi arrivò in serie A ed in Nazionale), Lenzi, Ardit, Gallo, Trocini, Delfino e Sartori,.

In serie B il Cosenza disputa 3 campionati, prima di ritornare nuovamente in serie C. Nella prima stagione di serie C (1964-’65) si inaugura il nuovo stadio (San Vito), costruito a forma di ferro di cavallo e capace di ospitare 20.000 spettatori.

La prima partita al “San Vito” si disputa il 4 ottobre del 1964 contro il Pescara, dove il Cosenza vince per 2-1. La prima rete nel nuovo impianto venne realizzata dal rossoblu Giancarlo Ciabattari.

Quella stagione il Cosenza si classificò quarto, dopo essere stato per  tre qurti di campionato in vetta alla classifica; ma la promozione sfumò dopo aver perso proprio al San Vito alcuni scontri decisivi.

Lo stadio “San Vito” ospitò anche una partita del Campionato europeo della Nazionale italiana (foto sotto). Per la precisione la partita, che si disputò il 1 Novembre 1967, era Italia-Cipro (finita 5-0 per gli azzurri) in uno stadio “San Vito” stracolmo di gente (circa 25.000 spettatori).

Gli anni 70 sono anni bui, dove il Cosenza attraversa una forte crisi economica. Sono anni in cui la squadra alterna campionati di serie C a campionati di Quarta serie.

Nei primi anni 80 però le cose cominciano a migliorare e la società attraversa momenti floridi. Sono gli anni che danno il rilancio al calcio cosentino.

Stagione 1979-’80.

 

Nella stagione 1987-’88 arriva la tanto attesa promozione in serie B, dopo 24 anni di assenza. Fu una stagione fantastica, dominata dall’inizio alla fine e conclusasi al primo posto insieme al Licata. Quella squadra, allenata da Gianni Di Marzio, annoverava calciatori come Simoni, Marino, Castagnini, Giovannelli, Galeazzi, Bergamini, De Rosa, Urban, Lucchetti e Padovano,

In serie B il Cosenza disputa 9 campionati consecutivi, durante i quali sfiora addirittura la serie A per ben 2 volte (la prima volta con Bruno Giorgi nella stagione 1988/89, la seconda con Edy Reja nella stagione 1991-’92).

Nel frattempo, nella stagione 1993-’94, viene costruita la Curva Nord, portando la capienza totale dello stadio “San Vito” a 26.700 posti.

Nella stagione 1996-’97, il Cosenza sprofonda in serie C1, dove però vi rimane un solo anno.

Infatti nella stagione 199-’98 il Cosenza vince e domina il campionato ritornando in serie B con 68 punti totalizzati, lasciandosi alla spalle la Ternana.

L’allenatore di quella stagione fu Giuliano Sonzogni, mentre in squadra c’erano giocatori come Soviero, Malagò, Margiotta, Montalbano, Moscardi, Morrone, Tatti, e Fresta.

In serie B il Cosenza vi rimane per 5 stagioni, durante i quali sfiora ancora una volta la serie A nella stagione 2000-’01, con i rossoblu che però concludono all’ottavo posto con ben 60 punti totalizzati. L’allenatore di quell’annata fu Bortolo Mutti.

Annata 1981-82.

La stagione 2002-’03 (ultima di serie B) è l’anno più buio per i colori rossoblu. Infatti, durante la stagione, viene arrestato il presidente Pagliuso, col Cosenza che trovandosi già in zona retrocessione non riesce a salvarsi, sprofondando in serie C.

Ma per il Cosenza non si tratta di serie C, bensì di cancellazione da tutti i campionati professionistici.

In città si rischia di rimanere senza calcio. Si provano vari ricorsi in Lega, ma quando ti chiami Cosenza è tutto inutile. L’unico modo per riavere una squadra di calcio è quello di crearne una nuova: nasce così il Cosenza FC, costretto però a partire dalla serie D.

Si crede fortemente in questo progetto, e ciò lo dimostra la prima di campionato contro la Rossanese. Il” San Vito” esplode su tutte le testate nazionali: 12.000 persone ad assistere ad un match di serie D, un record! Esemplare è lo striscione esposto in curva sud in occasione di quella partita: “MEGLIO LIBERI ALL’INFERNO CHE SCHIAVI IN PARADISO”.

Purtroppo però l’entusiasmo che si era creato in città non viene ripagato dai risultati. Dopo alcuni mesi dall’inizio del campionato ci si rende conto che la promozione per quella stagione rimaneva solo un sogno.

Si arriva alla stagione 2004-’05 e si assiste alla partita più incredibile di tutta la storia del calcio: Cosenza – Cosenza. Ebbene si, i ricorsi presentati dal Cosenza Calcio 1914 sembrano avere esito. Si ottiene così la riaffiliazione alla Figc, molti credono in una riammissione almeno in serie C1, invece no, anche questo Cosenza militerà in serie D.

Trascorre così una stagione da dimenticare, con due squadre di nome Cosenza (FC e 1914), entrambe rappresentate da un lupo, entrambe con due soli colori: il rosso e il blu. La città di Cosenza non meritava anche questo!

2005-’06 – Sulle ceneri del Cosenza FC e sulle radici storiche del Cosenza Calcio 1914 nasce finalmente l’unica squadra cittadina: l’AS Cosenza Calcio. Questa squadra (sia pur partendo con le prime due partite di campionato perse a tavolino) arriva a disputare la finale play-off del girone, perdendola per 2-1 sul campo della Vibonese, con due rigori fischiati contro. L’anno dopo si arriva di nuovo ai play-off, anche questa volta senza alcun esito positivo.

2007-’08 – Anche l’AS Cosenza non ha vita lunga, si acquisisce così il titolo del Rende Calcio, appena retrocesso dalla serie C2. La famiglia Pagliuso acquista all’asta il vecchio marchio del Cosenza Calcio 1914 e lo dona alla nuova squadra che si è venuta a creare. Ritorna così il Cosenza Calcio 1914, a dimostrazione del fatto che “IL LUPO NON MUORE MAI!”

La stagione 2008-‘09 vide un’altra cavalcata vincente. Potenziata la squadra con elementi del calibro di Enrico Polani, Raffaele Battisti e Francesco Mortelliti, il Cosenza Calcio 1914 vinse il girone C della Lega Pro Seconda Divisione, sbaragliando la concorrenza di Gela e Catanzaro. La aritmetica promozione fu conquistata nella partita contro il Melfi terminata sul punteggio di 1-1, con rete di Enrico Polani, davanti a circa 16.000 spettatori. Questa fu la seconda promozione consecutiva, un record per la città di Cosenza.

Nel campionato di Lega Pro Prima Divisione, stagione 2009-’10, la rosa Cosenza Calcio 1914 fu ulteriormente rafforzata con gli acquisti dell’azzurro Stefano Fiore e dell’esperto attaccante Raffaele Biancolino. La stagione si rivelò, però, altalenante: l’allenatore Domenico Toscano venne esonerato a sei giornate dal termine del campionato. Al suo posto fu chiamato Ezio Glerean che non riuscì nell’obiettivo di portare la squadra nella zona playoff posizionandosi solo al dodicesimo posto in classifica.

La stagione 2010-‘11 (Lega Pro Prima Divisione) a causa di grossi problemi societari, che portarono una penalizzazione di 6 punti in classifica per inadempienze economiche, fu una vera e propria agonia. Vennero cambiati ben quattro tecnici (Domenico Toscano, Paolo Stringara, Mario Somma e Luigi De Rosa) ma la squadra non riuscì a evitare i playout che perse contro il Viareggio, retrocedendo in Lega Pro Seconda Divisione.

La società, a causa dei gravi problemi economici, non venne iscritta al campionato di Lega Pro Seconda Divisione e si avviò verso il fallimento dichiarato in data 11 settembre 2013 con la radiazione dalla Figcper fallimento.

Nell’estate del 2011 fu costituita una nuova società: la Nuova Cosenza Calcio S.r.l., presieduta dall’attuale presidente Eugenio Guarascio. La società si presentò al pubblico con un nuovo logo, un autentico segno di rottura rispetto alla travagliata storia recente del Cosenza Calcio.

Iscritta al campionato di Serie D per la stagione 2011-‘12 la Nuova Cosenza Calcio affidata all’allenatore Vincenzo Patania (sostituito nel corso del campionato da Tommaso Napoli) arrivò seconda nel girone I qualificandosi per la fase playoff. Il 10 giugno 2012 vinse la finale nazionale dei play off di serie D contro il SanDonà Jesolo disputata sul campo neutro di Arezzo (risultato finale 3-2). Tuttavia non venne ripescato in Lega Pro Seconda Divisione a causa del blocco dei ripescaggi.

Nella stagione 2012-‘13 la Nuova Cosenza Calcio con alla guida Gianluca Gagliardi, tecnico esordiente, ottenne nuovamente il 2º posto nel girone I della serie D qualificandosi per la fase playoff. Vinse i playoff del girone battendo allo stadio “San Vito” prima la Vibonese (1-0) e poi la Gelbison (3-0).- Negli ottavi di finale della fase nazionale dei playoff, la Nuova Cosenza Calcio si arrese alla Casertana ai calci di rigore (2-5, tempi regolamentari 1-1).

Il 5 agosto 2013, grazie al buon piazzamento nella graduatoria dei ripescaggi in quanto vincitrice dei playoff del Girone I, la nuova Cosenza Calcio ritornò nel campionato professionistico di Lega Pro, dopo appena due stagioni d’assenza.

La stagione 2013-‘14 inizia con la presentazione del nuovo logo societario per festeggiare l’anno del centenario nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione. Dopo un campionato che ha visto il Cosenza alternarsi con il Teramo in testa alla classifica e raggiungere per primo il traguardo dell’ammissione nella Lega Pro unica, nelle ultime quattro giornate di campionato colleziona ben tre sconfitte di fila, vedendo sfumare la prima posizione a favore del Messina ed attestandosi al quarto posto, ultima posizione utile per partecipare alla Coppa Italia Tim. Nella stagione successiva (2014-‘15), dopo un avvio sottotono, culminato con l’esonero del tecnico Roberto Cappellacci, la formazione ritrova continuità e risultati col nuovo mister Giorgio Roselli. Il Cosenza recupera posizioni e raggiunge la salvezza matematica con quattro giornate d’anticipo. Il 22 aprile 2015 arriva la conquista della prima storica Coppa Italia Lega Pro superando il Como sia nella finale di andata (1-4) che in quella di ritorno (1-0) al “San Vito” davanti a circa diecimila spettatori in festa. La vittoria rappresenta un primato sia per il club che per la Calabria, in quanto primo trofeo nazionale ad apparire nella bacheca di un club calabrese. Nella stagione 2015-‘16 il Cosenza disputa un ottimo campionato, veleggiando sempre nelle prime posizioni della classifica. I playoff però sfumano nelle ultimissime giornate e la squadra chiude al quinto posto, con 60 punti, ad appena tre lunghezze dalla zona spareggi per la serie B.

Nella stagione 2016-‘17 il Cosenza disputa un campionato fra alti e bassi. Iniziato con la storica vittoria per 0-3 allo stadio “Ceravolo” contro il Catanzaro, prosegue con diversi pareggi e sconfitte consecutive, che portano all’esonero del Mister Roselli a fine Dicembre 2016. Sulla panchina del Cosenza Calcio viene promosso l’allenatore in seconda, Stefano De Angelis. La stagione continua in modo altalenante e si conclude con la qualificazione della squadra silana ai playoff per la promozione in serie B. Dopo avere superato Paganese e Matera, il Cosenza si arrende nel doppio confronto contro il Pordenone, nei quarti di finale. Decisivo il goal subito al 97′ minuto nella gara di andata in terra friulana, chiusa sull’ 1-0, punteggio che non verrà ribaltato al “San Vito-Marulla” di Cosenza. Davanti ad oltre 11 mila spettatori, infatti, i rossoblù impattano 0-0, uscendo amaramente di scena.

Mario Bocchio

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