Alla scoperta del pianeta degli Ultras del Piacenza

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I prodromi del tifo piacentino si registrano intorno alla metà degli anni Settanta. Nel 1974 un gruppo di ragazzi soliti ritrovarsi presso l’allora Bar Lele fonda il COMMANDO ULTRÀ e l’anno dopo, con la promozione in B, arrivarono in curva anche gli ULTRAS e i BOYS. Nel ‘76/’77 questi gruppi si spostarono in curva Sud. Tre anni dopo tutti i gruppi preesistenti si sciolgono e rinascono sotto il nome di RED EAGLES.

Lo zoccolo duro dei primi ultras piacentini condivideva la provenienza quasi esclusiva dalla stesso quartiere: l’Infrangibile. A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta i pionieristici ultras piacentini erano orientati su posizioni di sinistra, forse anche per questo fu siglato il gemellaggio con le Brigate Gialloblu del Modena.

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Il tifo degli anni Ottanta è caratterizzato dalla mancanza di un gruppo trainante, con tante unità indipendenti, e spesso effimere, che popolavano la curva. Il trasferimento di tutti i gruppi in curva Nord si verifica nell’81, rappresentando un punto di svolta dopo una profonda crisi protrattasi per due anni. Della stagione ‘82/’83 sono da ricordare le due gare contro il Vicenza: a Piacenza ci fu l’invasione di campo da parte piacentina; al ritorno la trasferta nella città palladiana fu seguita da numerosi tifosi della lupa visto che in palio c’era la permanenza in C1. Addirittura il sindaco di Piacenza scese al fianco degli ultras sistemandosi in curva con loro. Nell’annata ‘83/’84 tutti i gruppi della Nord si fondono ne I RAGAZZI DELLA NORD. La stagione ‘84/’85 fu piuttosto sfortunata per il Piacenza che, dopo aver dominato il girone A di serie C1 insieme al Lanerossi Vicenza, vide sfumare la promozione in B dopo lo spareggio giocato a Firenze. Per l’occasione una rappresentanza di ultras viola con lo striscione C.A.V. accorse ad aiutare i piacentini giunti in quantità piuttosto numerosa.

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I berici vinsero per 3-1, ma solo l’anno seguente il presidente della formazione vicentina confessò di aver truccato l’incontro. A causa di ciò nacque l’odio nei confronti del team veneto e della sua tifoseria. Nello stesso anno si ricordano la coreografia inscenata contro la Spal in una partita sentitissima, i tafferugli e la sassaiola contro gli ultras bresciani, il velenoso derby col Pavia, gli incidenti di Legnano in cui venne ferito un radiocronista e gli scontri di Reggio Emilia nei quali un piacentino sparò con un lanciarazzi ferendo un sostenitore granata.

Nel frattempo un nuovo gruppo proveniente dal Basso Lodigiano vede la luce: gli HOOLIGANS CODOGNO.

Nell’85/’86 durante il derby del Ducato giocato a Piacenza fu “firmato” il gemellaggio con i crociati parmigiani, ma l’alleanza fu rotta al termine della stessa partita!

Nell’86/’87 muta l’assetto della Nord: I Ragazzi dell’Infrangibile cambiano nome in HELL’S ANGELS INFRANGIBILE e dalle ceneri de I Ragazzi della Nord viene costituita la LEGIONE GOTICA. Il gruppo ha rappresentato per un decennio la compagine trainante.

Il tifo raggiunse i massimi livelli in coincidenza col ritorno in serie B: tutte le trasferte ebbero un buon seguito e contro la Reggiana la Nord fu addobbata da migliaia di bandierine. Il campionato ‘87/’88 vede comparire in curva i CRAZY BOYS, formazione estintasi in un anno, e altri due gruppi provenienti dal quartiere “caldo” per eccellenza: i VIKING INFRANGIBILE e i RED SKINS INFRANGIBILE.

Nell’ 88/89 vede la luce un nuovo gruppo anch’esso proveniente dalla “provincia” e non da Piacenza città. Si tratta dei MODS BASSA PADANA che suppliscono allo scioglimento degli Hell’s Angels Infrangibile (il loro striscione ricomparirà però in gradinata qualche anno più tardi) insieme al NOISE GROUP. L’anno dopo nascono altri due nuovi gruppi, gli IRRIDUCIBILI e il COLLETTIVO, che nella stagione successiva si fonderanno dando vita alla BRIGATA FARNESE. Il gruppo, che poteva vantare due sezioni (Codogno-Lo e Rivergaro), era composto da ragazzi con un’età media piuttosto bassa. Affiancava la Legione e rappresentava insieme ai Mods Bassa Padana l’asse portante della Nord. La Brigata (valida alternativa alla Legione Gotica) si sciolse nel ‘92/’93.

A cavallo tra gli anni Ottanta e i primi Novanta gli ultras biancorossi erano visti come una tifoseria grezza, ruspante, basata su un esiguo numero di fedelissimi, ma sempre pronta allo scontro fisico.   Il campionato di B ‘91/’92 è rimasto nella memoria dei biancorossi quasi esclusivamente per il sentito match Piacenza – Brescia. Numerosissimi e stipati in una Sud che a stento li conteneva, i sostenitori delle rondinelle invasero il terreno di gioco e fecero il bello e il cattivo tempo nello stadio e nelle adiacenti vie del quartiere Galleana. Quell’anno nacque il GRUPPO DECISO che già dal nome denotava una particolare predilizione per gli scontri a viso aperto. Nel ‘92/’93 il gemellaggio col Modena viene infranto definitivamente.

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Un nuovo gruppo fa la sua comparsa in curva: la SPARUTA PRESENZA, fondato da tre ragazzi appartenenti alla Legione Gotica. Il gruppo da quel momento ha portato il proprio stendardo in ogni stadio in cui ha giocato il Piace. In una nebbiosa giornata autunnale che faceva da meraviglioso scenario al derby del Po, la Cremonese ci lasciò le penne. Il 29 novembre si registra quello che allora era il record assoluto di incassi (battuto qualche mese più tardi contro la Reggiana e successivamente contro la Fidelis Andria). La sassaiola contro il pullman della società rivale (fu ferito l’allenatore Simoni) e contro alcune automobili, il sequestro di 80 kg. di carote, spranghe, biglie d’acciaio e di una bara, i gradoni della Sud cosparsi di colla, la Nord celata dietro ad un misterioso sipario prima del fischio iniziale, la coreografia in ogni settore, i cori possenti, un’altra coreografia nel secondo tempo insieme alla torciata che fece avvampare tutto lo stadio, il pubblico in delirio, la vittoria per 3-2… una domenica indimenticabile per ogni piacentino.

Da quella domenica qualcosa cominciò a cambiare in meglio: nei quattro angoli della provincia non si faceva altro che parlare del team di Gigi Cagni che, partito dalla C1, conquistò la serie A nel giro di tre stagioni e l’interesse verso la squadra sembrava essere rinato.

Con l’inizio della prima stagione nella massima serie la Nord si rifece il trucco: furono aggiunte tre strutture metalliche per garantire una maggiore capienza e la Legione si presentò con un bellissimo striscione lungo quanto l’intera transenna.

Legione Curva Nord era la dicitura completa. Affiancata dalle sezioni di Codogno (Lo), San Fiorano (Lo), Stradella (Pv), Castel San Giovanni, Gossolengo, Cortemaggiore, Gotic Girls (precedentemente Legione Girls) e dai suoi gruppi satellite NASTY BOYS ALSENO e TUMULTEN BRIGADEN Fiorenzuola, la Legione mai sfigurò nel confronto con le altre tifoserie, anche con quelle più blasonate. L’apporto dei legionari, purtroppo, non fu sufficiente ad impedire una triste retrocessione.

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La vitalità della Nord non risentì comunque del breve passaggio in cadetteria. L’anno seguente il Piacenza era pronto a disputare un altro campionato nell’Olimpo del calcio. Prima della partita in casa della Juve nacque l’amicizia tra Official Supporters, Sparuta Presenza e i bianconeri dei Viking-N.A.B..

La Legione sembrava tentennare pur rappresentando ancora il punto di riferimento per tutti gli ultras. I problemi interni, il dualismo con gli O.S. ed il mancato ricambio generazionale indussero i capi ormai in apparenza demotivati a scrivere la parola fine una volta terminato il campionato. Si concluse così un’epoca d’oro per il fenomeno ultras di Piacenza. Scomparirono anche i Noise Group e i Mods Bassa Padana. La Nord accusò il colpo e tuttora manca un gruppo guida in grado di trascinare la folla come solo la Legione riuscì a fare.

Gli Official Supporters non godettero mai dell’appoggio condizionato del pubblico che alla domenica prende posto in curva. Una volta prese in mano le redini del tifo, questi ex legionari dissidenti si fecero notare per l’impostazione “politica” data alla curva: bandieroni neri, sventolio di bandiere con la croce celtica, striscioni con riferimenti alla destra estrema o mussoliniana… Nel ‘96/’97 alcuni liceali diedero il via all’esperienza della GIOVENTÙ BIANCOROSSA, coadiuvata dalla sezione Val Nure, dagli Ultras ‘97 (ovvero la sezione del Basso Lodigiano) e dai sottogruppi Shaken Group, Manipolo e Barera, tentando di colmare il vuoto lasciato dalla Legione alla quale si erano prefissi di assomigliare.

«Non mollate mai». Corteo ultras in via Roma ©ilPiacenza

La giovane età non impedì però alle nuove leve di seguire la squadra in ogni stadio, dando un prezioso contributo agli Official nell’allestimento del tifo. Lo spareggio per la permanenza in A giocato al San Paolo di Napoli contro il Cagliari pareva aver cementato la tifoseria nella difficile epoca del dopo Legione, ma al contrario il ‘97/’98 partì nel peggiore dei modi con decine di diffide che colpirono i gli esponenti principali della curva Nord. Ad esse se ne aggiunsero altre come conseguenza ai disordini scoppiati all’autogrill di Roncobilaccio. Quella domenica il Piacenza giocava a Roma mentre il Brescia a Napoli. Il pullman allestito da Official Supporters e Gioventù Biancorossa fu preso d’assalto dagli U.BS. A fine stagione i problemi del gruppo, la tradizionale indifferenza dei piacentini e la repressione, uniti forse all’inesperienza, spingono il direttivo a sciogliere la Gioventù dopo due anni di militanza sugli spalti.

Pochi superstiti confluiscono negli Official Supporters originandone la sezione giovanile, nota come Official Balilla. Cancellati formalmente dalla mappa del tifo anche i Boys, i Nasty Boys e i Tumulten Brigade, rimasero solo i ragazzi di SPARUTA PRESENZA a portare avanti la curva insieme agli Official.

Dopo anni di dilettantismo, il Piacenza torna nel calcio professionistico, e siamo curiosi di vedere come si presenteranno i suoi ultras all’appuntamento del Moccagatta!

Davide Ravan

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