Alla scoperta del pianeta degli Ultras di Viterbo

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E’ tornata quest’anno tra i professionisti dopo diversi anni d’assenza e si affaccia nuovamente nel “calcio che conta” con un nome (in parte) nuovo: Viterbese Castrense 1908.

Nell’estate del 2004, dopo aver sfiorato la promozione in B, la Viterbese dichiarò fallimento, ma grazie al Lodo Petrucci potè ripartire dalla serie C2 nella stagione successiva con il nome di A.S. Viterbese Calcio.

Nel 2013-2014 però arrivò una nuova mazzata: dopo nove anni d’esistenza anche la nuova società dovette alzare bandiera bianca e rinunciare ad iscriversi alla serie D (serie nella quale nel frattempo era finita).

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Fu un duro colpo per tutti gli appassionati di calcio di Viterbo, che vissero alcuni mesi con la paura di non vedere più calcio nella città laziale per diverso tempo. Arrivò però il colpo di scena: la Castrense, squadra di Grotte di Castro, venne trasferita nel capoluogo e diede vita ad una nuova compagine: la Viterbese Castrense 1908.

Vinsero subito il campionato di Eccellenza e al secondo tentativo ottennero anche la promozione più importante, quella che ha riportato Viterbo nel calcio dei grandi (vincendo anche lo scudetto di serie D, battendo sul neutro di Viareggio il Piacenza in finale).

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Come avrete potuto capire in queste poche righe, le vicende societarie a Viterbo sono state una vera e propria via Crucis negli ultimi 12 anni, e naturalmente tutto ciò ha inciso molto sui numeri della tifoseria: i numeri sono piccoli ma comunque uno zoccolo duro di ultras non ha mai abbandonato la squadra, venendo ripagati con la promozione della scorsa stagione per tutti gli sforzi fatti nel seguire la compagine laziale anche negli infimi campi dell’Eccellenza.

Fino a giugno 2015 il gruppo trainante della curva viterbese è stato il Q. D. S. (Questione Di Stile), che per 10 anni si è preso l’onere di non far morire la passione in città.

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Gruppo di stampo nazionalistico, con idee di destra molto spiccate, oltre a seguire la Viterbese era facilmente individuabile anche sugli spalti degli stadi che ospitavano le partite della Nazionale italiana. Tra il 2010 e il 2012 si è contraddistinto anche per la battaglia intrapresa contro la possibilità di ospitare in Italia l’edizione del 2016 degli Europei di calcio, giustificando questa presa di posizione con argomentazioni quali l’incapacità delle istituzioni di far fronte a tutto ciò che un evento del genere comporta, come questioni quali la sicurezza, l’adeguamento degli stadi, lo sperpero di denaro pubblico e così via.

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A questo gruppo si deve però riconoscere la capacità di compattare i ranghi della tifoseria viterbese negli anni più bui della storia calcistica della cittadina laziale, riuscendo a non far tramontare la passione e l’amore verso i colori gialloblu. Dal momento della nuova denominazione societaria però i Q.D.S. hanno intrapreso una battaglia a tutto campo contro la società, sottolineando più volte come loro siano gli ultras della Viterbese 1908 e che il nome Castrense non gli appartiene.

Colpito, come del resto l’80% dei gruppi ultras italiani, negli ultimi anni da una repressione sempre più forte, con diffide che continuavano a sommarsi all’interno del gruppo, i Q.D.S. a giugno 2015 hanno dichiarato il loro scioglimento congedandosi con uno striscione che recitava così: “A conti fatti siam giunti alla fine, ancora in piedi sopra le rovine”.

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Pochi giorni dopo lo scioglimento fu ufficializzato con un comunicato del quale riportiamo un breve passaggio: “…Considerando anche i nuovi palcoscenici che la Viterbese possibilmente si troverà a solcare in futuro, con relative maggiori restrizioni annesse per noi ultras, preferiamo morire in piedi piuttosto che a mezzo servizio. La curva continuerà ad essere guidata con altre sigle e modalità ritenute più opportune nel tempo. Un forte abbraccio va a chi ha sempre pagato e lo sta facendo tuttora, ai nostri fratelli ed amici, a chi ci è stato vicino ed a tutti coloro che negli anni hanno contribuito con il loro impegno a fare della curva di Viterbo la realtà che è oggi…”

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Per colmare il vuoto lasciato dai Q.D.S., nel settembre dello stesso anno è nato il nuovo gruppo trainante della curva viterbese, e per comprenderne la scelta del nome bisogna rileggersi lo striscione con il quale i Q.D.S. si sono congedati dalla scena ultras. Il nuovo gruppo prende il nome di “Noi Sopra Le Macerie 1908” (NSLM 1908) e si posiziona al centro della curva. Questo nuovo sodalizio ha la fortuna di nascere proprio nella stagione che vede tornare la Viterbese Castrense tra i professionisti e per tutta la scorsa stagione in serie D riesce a muovere buoni numeri, andando spesso a riempire i piccoli settori ospiti delle compagini avversarie del girone. Nel comunicato ufficiale che sancisce la nascita del gruppo si sottolineano due punti importanti: in caso di promozione in Lega Pro, gli ultras del NSLM 1908 avrebbero deciso se tesserarsi oppure smettere di seguire la squadra anche tra le mura amiche, ritenendo inutile dichiararsi contro la tessera e poi entrare in casa con il biglietto nominale; richiesta di tornare alla storica denominazione di U.S. Viterbese 1908, abbandonando il nome Castrense, in quanto non appartiene alla storia della compagine laziale.

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Ad oggi, cioè quattordici mesi dopo la nascita del nuovo gruppo possiamo dire (da esterni, e quindi sempre poco informati sui fatti) che la battaglia contro il nome Castrense continua partita dopo partita, con lo striscione centrale della curva a fare da testimone (nello striscione che tiene buona parte della curva è riportata l’antica denominazione societaria), mentre la battaglia contro la tessera non è la stessa dichiarata a settembre 2015: il gruppo ad oggi non è tesserato ma continua ad entrare quando la squadra gioca in casa e addirittura la segue in trasferta quando vi è la possibilità di usufruire della formula “1 più 1” (come successo per esempio nelle due trasferte a Piacenza), quindi credo ci sarà la possibilità di vederli anche nel settore ospiti del Moccagatta.

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I NSLM 1908 stanno cercando di dare continuità al percorso iniziato dai Q.D.S. , riprendendo lo stesso pensiero politico e rinsaldando i gemellaggi storici con Latina e Lucchese e l’amicizia con Siracusa (tutte e quattro le tifoserie sono accomunate dalla stessa ideologia politica).

A novembre 2014, alcune persone che gravitano attorno ai gruppi organizzati della curva viterbese si sono resi responsabili di un vero e proprio assalto ai danni dei tifosi dell’Ardita San Paolo, squadra di calcio popolare che milita nella Terza categoria romana.

Alla base di questo attacco sembra ci sia una discussione di qualche tempo prima avvenuta all’esterno di un bar della Garbatella, noto quartiere della capitale. Dopo qualche giorno è partita una vera e propria “spedizione punitiva” da Viterbo, che di domenica mattina ha raggiunto Magliano Romano, paese nel quale stava giocando la sua partita l’Ardita. Alcuni sostenitori della piccola squadra romana hanno riportato diverse ferite dovute ai colpi inferti con mazze e quant’altro dai viterbesi. Subito dopo l’aggressione il “commando” si è dileguato ma dopo poche ore nove di loro sono finiti agli arresti.

Tutti gli arrestati provengono dall’area dell’estrema destra laziale (uno di questi fu candidato sindaco con Casapound alle ultime comunali di Viterbo).

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Il fatto di per sé si giudica da solo e non vi è bisogno di aggiungere nulla alla cronaca di quel giorno, possiamo solo dire che oltre alla figuraccia fatta, agli aggressori va riconosciuto il merito di aver portato alla ribalta sulle cronache nazionali tutto l’universo del calcio popolare, piccolo fenomeno che però ogni anno cresce sempre di più in Italia, facendo così scattare la molla per la nascita di tante nuove piccole realtà popolari che si stanno ritagliando uno spazio sempre maggiore nelle categorie dilettantistiche italiane.

Davide Ravan

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