Quando Alessandria-Siena non fu una normale partita di calcio

fibbighidiniL’Alessandria nel campionato 1940-’41. In piedi da sinistra: Ghidini, Bulgheri, Bigando, Fibbi, Giuberti, Foglia, Ghezzi, Caligaris, Cavasonza, Cerutti, Rampini.

 

Sei ottobre 1940. L’Italia da quattro mesi è in guerra a fianco della Germania contro Francia e Gran Bretagna. L’attività calcistica ufficiale comincia oggi con la prima giornata dei campionati di serie A e B.

Il torneo cadetto vede ai nastri di partenza anche la squadra grigia allenata dall’ungherese Otto Krappan.

Il calendario oppone la formazione mandrogna al Siena: la partita si gioca al campo del Littorio di Alessandria con inizio alle 15,30.

Nel primo tempo le squadre danno vita ad un incontro piacevole con momenti di buon gioco. Decisamente meglio la squadra di casa che oltre alla rete del vantaggio segnata da Fibbi (foto sotto, a sinistra) al 21′ minuto crea diverse altre azioni che mettono a dura prova la resistenza della difesa toscana.1266-266-fibbi

Nella ripresa il Siena parte deciso nel tentativo di pareggiare ma la sfuriata iniziale dei bianconeri viene rintuzzato senza eccessivi problemi dalla retroguardia grigia.

Quando tutto sembra avviarsi sui binari di una normale partita di calcio, avviene un episodio che si è visto di rado nel mondo del pallone. O meglio, è capitato numerose volte che due calciatori si accapigliassero finendo la partita anzitempo. Mai, o quasi mai, questi giocatori appartenevano alla stessa squadra.

Cosa ha provocato la lite e l’espulsione dei due atleti grigi Ferruccio Ghidini e Arrigo Fibbi?

Probabilmente un sovraccarico di adrenalina, magari accentuato da qualche screzio nato in allenamento con Ghidini (foto sotto, a destra) che in fase di preparazione aveva dichiarato che questo sarebbe stato il miglior campionato della sua carriera e Fibbi che, invece, appariva in chiaro ritardo di condizione e a corto di fiato anche se nell’occasione aveva segnato il gol del vantaggio.1260-ghidini

I motivi esatti non si conoscono, si conosce però la successione dei fatti che lasciamo raccontare ad Andrea Canestri, così cone le riportò sulle colonne de “Il Piccolo”: “Ghidini, che aveva giocato in modo esemplare, s’irritò oltremisura constatando che Fibbi era ≪scoppiato≫ ed invece di incoraggiarlo lo redarguì bruscamente. I due si avvicinarono, Ghidini mise una mano in faccia al compagno e lo spinse, l’altro rispose istintivamente con un pugno senza vedere il bersaglio e colpì al viso Ghidini; quest’ultimo fatti alcuni passi e visto colare il sangue dalla fronte, rincorse Fibbi per sferrargli un calcio. A questo punto l’arbitro intervenne e senza indugio espulse i due giocatori.

L’epilogo della storia? Due minuti dopo l’espulsione il Siena pareggiò il conto e tentò inutilmente di vincere la partita contro un’avversaria ridotta in nove uomini. L’Alessandria sporse formale reclamo (puntualmente respinto) considerandosi danneggiata da una decisione arbitrale affrettata che aveva svantaggiato più la squadra che i giocatori. I due reprobi vennero poi fermati dal giudice sportivo per una giornata ciascuno. Una sanzione tutto sommato leggera che, probabilmente, riconosceva in parte le ragioni dell’Alessandria e non calcava la mano nella punizione.

Sergio Giovanelli

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