All’Olbia non è bastato un primo tempo sontuoso

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Dopo un primo tempo così l’Olbia ha creduto che l’impresa fosse possibile. Con il più bel Cossu mai visto con la maglia dell’Olbia, capace di insegnare calcio a ogni stop, a ogni cambio di direzione e a ogni pennellata per i compagni e con una squadra apparsa per un’ora di gioco un meccanismo perfetto e oliato in tutte le catene. Un peccato, un vero peccato, perché anche stavolta a cambiare l’inerzia della gara è stato il solito episodio sfavorevole: un tiro di Gonzalez che, nato senza grandi velleità, ha trovato la più classica delle beffarde deviazioni che ha mandato fuori ausa Carboni e riportato i Grigi davanti. È il 56′ di gioco e soltanto 8′ prima l’Olbia aveva sfiorato un meritato vantaggio con una girata volante di Geroni spentasi poco sopra la traversa.

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Il primo tempo, chiuso sul punteggio di 1-1, si è giocato su ritmi forsennati e dall’alto tasso di spettacolo per i 1700 spettatori (record stagionale) accorsi a vedere i bianchi contendere la vittoria alla capolista del girone. Pronti via e l’Olbia, al 4′, va vicina al gol con Capello che da ottima posizione non inquadra lo specchio. E come nella più severa applicazione della legge, a gol sbagliato corrisponde il gol subito: è il 7′ quando Branca raccoglie palla a 20 metri dalla porta e scocca un destro che Carboni non riesce a respingere con efficacia: 0-1. I bianchi però non si scompongono e iniziano a macinare gioco diretti da capitan Cossu che raccoglie applausi a scena aperta. Il forcing bianco trova compimento al 41′, quando proprio Cossu taglia il campo in diagonale servendo Ragatzu sulla sinistra, il cross del numero 10 al centro ritrova il capitano che si coordina e batte Vannucchi: 1-1.

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La ripresa si apre senza variazioni di effettivi e con l’Olbia determinata a ribaltare definitivamente il risultato. L’occasione di Geroni fa mordere le mani a tanti, ma il fortunoso gol di Gonzalez risveglia un’Alessandria sin lì impaurita e manda nel pallone i Bianchi. Che comunque ci provano, seppur in maniera meno fluida. Al 69′ Ragatzu ha l’occasione del pari, ma la sua violenta conclusione è anche troppo centrale e Vannucchi blocca a terra. Al 71′ Carboni dice no a Marras con un tuffo felino, mentre al 78′ arriva la terza rete dell’Alessandria con Celjak, che da pochi passi manda la palla sotto il sette. Nel finale c’è tempo per un bolide di Cossu su punizione che esce di un niente e per il poker di Gonzalez che chiude tabellino e partita.

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L’Alessandria vince al “Nespoli” per 4-1 e prosegue la sua corsa in solitaria in vetta alla classifica. L’Olbia, a testa alta, guadagna i meritati applausi del proprio pubblico. Cuore, coraggio e bel calcio hanno comunque contraddistinto una domenica di grande calcio.

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Così i due allenatori

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Avrebbe voluto commentare certamente un risultato diverso, ma dell’Olbia vista all’ opera contro la prima della classe Mister Michele Mignani può andare fiero e anche per questo, davanti ai cronisti, fa anzitutto i complimenti alla squadra: “I ragazzi hanno giocato un ottimo primo tempo, spendendo tante energie per recuperare il risultato. Abbiamo messo in difficoltà una squadra forte come l’Alessandria anche nei primi 15′ del secondo tempo, costringendola a cambiare modulo. Pensavo che potessimo opporci meglio al loro 4-3-3, ma il gol del 2-1 ci ha tagliato le gambe“. Da quel momento la squadra ha accusato una flessione: “C’è stato un calo psicofisico da cui sono derivate imprecisione e approssimazione nelle giocate. Ci siamo disuniti troppo concedendo il finale di partita all’avversario“. Affrontare questa Alessandria è davvero così difficile? “Abbiamo creato diversi presupposti per far gol e per un’ora abbiamo fatto la partita. Loro sono tosti, cinici ed esperti, una squadra forte fisicamente che sa aspettare i momenti giusti per far male. Del resto i loro risultati non mentono: hanno vinto 9 partite su 10, qualcosa vorrà dire“.

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“Cossu per un’ora ha cantato e portato la croce – ha ammesso il tecnico grigio Piero Braglia  alla collega Mimma Caligaris de “Il Piccolo”- Nell’ultima mezzora molto meno. Nicco? E’ entrato bene, ha giocato una buona gara. In quel momento ho pensato che si potesse passare a tre in mezzo, in fondo l’Alessandria ha giocato così per un anno e Gianluca è uno di quelli che si trova meglio in quella linea”.
La dimostrazione, per il tecnico, della qualità del gruppo. “Abbiamo venti giocatori, tutti di valore. Posso scegliere, è un vantaggio. Soprattutto, ho un gruppo di persone che si stimano. C’è competizione, ma c’è anche grande rispetto. Lo ripeto: in questa Alessandria ognuno sa di essere importante, e non dipende dai minuti che uno gioca”.  Ammette, Braglia, la fatica del primo tempo. “Sapevo il valore di questo Olbia: vivace, ma anche organizzato. Abbiamo sofferto, nella prima frazione avremmo anche potuto andare sotto: però, nella ripresa, siamo stati bravi a riprendere la partita e non è mai solo questione di singoli. Siamo tornati a giocare molto di squadra”.  Un altro esempio è Gonzalez. “Vi sorprendete? Io no, Pablo, prima di essere un grande giocatore, è una persona perbene. Che sa cosa fare, per la squadra”. Il vantaggio sulla Cremonese non cambia, cinque punti, ma la Viterbese cade e, dietro, le distanze si allungano. “Degli altri non ci interessa. Andiamo avanti per la nostra strada, arriveranno anche le sconfitte, spero tardi e molto poche, ma il cammino è questo. Senza guardare ai record, con il nostro passo“.

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