Archivio mensile:febbraio 2018

Serie C, il riepilogo della ventisettesima giornata nel Girone A

 

È successo quello che nessuno si sarebbe atteso solo poche settimane fa. Complice la pausa forzata del Livorno, che ha vista rinviata la gara contro l’Arezzo a causa delle vicissitudini societarie del club aretino, la Robur Siena ha messo la freccia e conquistato la prima piazza grazie alla vittoria di misura sull’Olbia (foto sopra) e ora guida la classifica con un punto sui labronici. Stecca invece il Pisa che cade in casa nel derby contro una Lucchese (foto sotto) che coglie tre punti pesantissimi in chiave salvezza.

Dietro le prime tre frenano Monza e Viterbese che non vanno oltre lo 0-0 nello scontro diretto, mentre continua la risalita dell’Alessandria che va a vincere 2-3 in casa del Prato (foto sotto).

Il Piacenza continua nel suo andamento altalenante cogliendo la vittoria in casa contro il Pontedera, mentre la Giana Erminio pareggio a Pistoia e tiene il decimo posto con un punto di vantaggio sull’Arzachena che batte il Gavorrano. A Cuneo infine non va in scena lo scontro diretto per la salvezza fra i padroni di casa e il Pro Piacenza a causa delle condizioni meteorologiche avverse (neve).

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Uno dei tipici esponenti della scuola piemontese di provincia

 

Giuseppe Gandini viene ricordato come un “tipico esponente della scuola piemontese di provincia che prima e dopo della Grande Guerra esprime un calcio grintoso, ruvido, molto concreto. […] Un combattente, sia pur con piedi discreti”. Nel corso della sua carriera rivestì diversi ruoli. Inizialmente, secondo Carlo Felice Chiesa, si affermò da attaccante interno per “notevoli doti fisiche e irruente agonismo”.

Figurine di tre protagonisti della Coppa Coni.

 

Quando fu spostato dall’allenatore dell’Alessandria Béla Révész sulla fascia sinistra nel 1923 e poi, dall’anno successivo, al ruolo di centrosostegno rivelò “il tocco nitido dell’attaccante e il piglio del grande trascinatore”.

Originario del sobborgo di Spinetta Marengo, iniziò a praticare il calcio nell’uliciana Liberi e Forti di Alessandria. In gioventù lavorò come operaio all’Ansaldo di San Pier d’Arena, per poi ritornare in Piemonte durante il servizio di leva e debuttare in massima serie con la Valenzana.

Giocò nell’Alessandria per oltre un decennio. Interrotta improvvisamente la carriera nel 1932 per un infortunio patito in allenamento, lasciò il mondo del calcio e divenne impresario edile.

Debuttò in Prima Divisione con la Valenzana nella stagione 1920-‘21; notato da Augusto Rangone, passò al termine di quel torneo all’Alessandria. Giocò la sua prima partita in maglia grigia il 2 ottobre 1921, a Casale Monferrato, nel derby Casale-Alessandria 0-0.

Il “Guerin Sportivo” del 2 maggio 1928. Le caricature dell’Orso Grigio e di alcuni giocatori alessandrini, tra i quali Gandini, tratteggiate dall’abile mano di Carlin.

 

Rimase tra i Grigi per Leggi >

I Grigi visti da “Il Tirreno”. “Il Prato lotta fino alla fine ma cede all’Alessandria”

 

Non è bastata una “papera” di Gianmarco Vannucchi, portiere pratese dell’Alessandria, per consentire al Prato di fare risultato contro la forte formazione piemontese. L’incontro, dopo il momentaneo pareggio di Carletti grazie a un’uscita improvvida di Vannucchi, è terminato sul punteggio di 3-2 per i grigi, che inguaia ancora di più il Prato, sempre più ultimo in serie C.

Il primo tempo, come detto, era terminato sull’1-1 con il vantaggio dei grigi al 5′ ad opera di Piccolo e il pareggio al 28′ di Carletti che di testa approfitta dell’errore in uscita di Vannucchi. Il Prato si presenta con Orlando al posto di Piscitella, per il resto lo schieramento di Catalano è lo stesso della domenica precedente. Nell’Alessandria in porta il pratese Gianmarco Vannucchi con la coppia Fischnaller-Gonzalez in attacco. Al 2′ subito pericolosa l’Alessandria con Nicco che calcia a giro di sinistro e colpisce la traversa di Sarr. Dopo 1′ è Fischnaller a trovarsi da solo contro Sarr che chiude lo specchio e devia in angolo. Al 5′ sempre da angolo di Gonzalez arriva il vantaggio dell’Alessandria con la spizzata di testa di Piccolo che si insacca alla destra del portiere Sarr. Sempre pericolosa la coppia Fischnaller e Gonzalez che al 9′ ha un’altra occasione. All’11 Rossini prova di sinistro dal limite e Sarr è bravo a distendersi alla sua sinistra e deviare in corner. Un’Alessandria che ogni volta ha palla si rende pericolosa mente il Prato deve inseguire gli avversari. Al 21′ su un altro … Leggi >

I Grigi vincono con il Prato, ma Mister Marcolini: “Non posso accettare che un primo tempo come quello finisca 1-1”

 

Mi sono arrabbiato perché, sempre con grandissimo rispetto per l’avversario che ci ha anche messo in difficoltà, non posso accettare che un primo tempo come quello finisca 1-1. Con così tante occasioni ed un tale predominio che, ad onor del vero, è stato agevolato dal vento che condizionava la partita. Nel secondo tempo siamo riusciti a creare problemi giocando palla a terra, ma è nel primo tempo che dovevamo fare almeno tre gol. Poi si rischia di vanificare tutto. Nel secondo tempo, poi, poteva succedere di tutto. Il Prato ha giocatori abili sul piano balistico. I ragazzi, però, hanno continuato ad offrire una buona prestazione e sono stati bravi ad imporsi”. Così si è espresso il Mister dell’Alessandria Calcio Michele Marcolini, dopo la vittoria per 3-2 contro il Prato.

La cronaca

Primo Tempo

2´ Gonzalez sfrutta il vento e con un tiro cross dalla destra sfiora l´incrocio. La palla sbatte nella parte alta della traversa e finisce sul fondo
3´ Alessandria pericolosa: Fischnaller servito in verticale si ritrova a tu per tu con Sarr che in uscita gli chiede lo specchio della porta e devia in corner
4´ Alessandria in vantaggio: Piccolo sigla di testa su calcio d´angolo battuto da Gonzalez
9´ Alessandria vicina al raddoppio: Gonzalez serve dalla destra l´accorrente Fischnaller che centralmente tutto solo manca l´impatto con la sfera
10´ Russini incrocia la volo di sinistro dal vertice sinistro dell´area di rigore. Sarr devia in corner in tuffo
20´ Gonzalez complice il vento forte mette in … Leggi >

Felice Piccolo, sempre a testa alta come un capo Apache

 

Della squadra scesa negli inferi in Serie B c’era qualche big che non se l’era sentita di scappare, qualcuno che era stato costretto a rimanere e una bella nidiata di giovani pronta a metterci faccia e orgoglio. C’erano – oltre a Buffon, Del Piero e Nedved, vecchi e nuovi protagonisti (seppur a vario titolo) delle vittorie di un tempo e dell’ultimo successo – i Trezeguet, i Camoranesi, ma anche i Marchisio, i De Ceglie e i Mirante, Palladino e Paro. Del Piero, forse nel giorno più bello della sua carriera, cioè quello dopo la vittoria dello scudetto della rivincita, si è ricordato di tutti loro e ha voluto ringraziarli pubblicamente: tra i destinatari, c’era anche Felice Piccolo.

Alla Juve con Del Piero.

 

Nella lunga carriera di questo difensore tecnico dai piedi raffinati (che all’occorrenza può fare anche il mediano come in realtà gli fece fare Deschamps) approdato in maglia grigia (sempre con quel numero 13 di cui non può fare a meno, perchè era quello di Alessandro Nesta il suo preferito di sempre) ci sono episodi che nonostante lui sia ancora in carriera, sono già confinati nella storia. E lì rimarranno per sempre.

Felice Piccolo all’Old Trafford di Manchester cerca di contrastare Javier “Chicharito” Hernandez in Champions League.

 

“Ricordo ancora i brividi davanti all’inno della Champions League, la musica che tutti i bambini che giocano a calcio sognano di poter un giorno ascoltare” racconta. Con la maglia dei romeni del Cluj fece Leggi >