Archivio della categoria: I Campioni di un secolo

I diari di Sergio Rampini

Una caricatura dell’epoca di Sergio Rampini, soprannominato “L’acrobata”
(archivio www.museogrigio.it)

Negli anni Settanta Sergio Rampini diventa allenatore delle giovanili dell’ Alessandria e, appassionato di disegno, crea questi autentici cimeli che il nipote Alex , grandissimo tifoso grigio, decide di donare a Museo Grigio. Quaderni e diari scritti e disegnati da Sergio, con schede personali dei giocatori, allenamenti da fare, statistiche e tanto altro…

Una bellisima copertina di un quaderno, con tanto di Orso e Orsacchiotto

In uno di questi quaderni ci sono la dedica ai ragazzi, il commento sulla stagione finita con consigli umani e la sua firma. Fu sicuramente realizzato come regalo di fine campionato per ognuno dei suoi giocatori.

Dedica con firma

Da calciatore grigio, Rampini visse la sua stagione più importante ad Alessandria nel campionato Misto B-C 1945-‘46.

… Riprende l’attività calcistica regolare ma il Paese è ancora distrutto: problemi di comunicazione e trasporti precari rendono complicatissimi gli spostamenti. Per questa ragione i vertici federali decidono di mescolare le carte. Al Nord le squadre aventi diritto alla Serie A giocano un torneo; al Centro-Sud analogo torneo composto dalle squadre di A e B con girone finale per il titolo.

Nelle regioni settentrionali si gioca anche un torneo misto di Serie B e C destinata a promuovere in Serie A la migliore. Nei tre gironi eliminatori prevalgono Alessandria e Vigevano (A), Cremonese e Pro Patria (B), Padova e Reggiana (C). Nel raggruppamento finale l’Alessandria prevale con autorità e … Leggi >

Addio a Sergio Tenente

Alessandria stagione 1963-’64 a Napoli. In piedi da sinistra: Carlini, Migliavacca, Bettini Sergio, Nobili, Sogliano, Tenente. Accosciati: Vitali, Verga, Soncini, Oldani e Bettini Renzo
(foto archivio www.museogrigio.it)

Sabato 1 agosto 2020 ci ha lasciati Sergio Tenente. Triestino, classe 1940, giocava da centrocampista.

Sergio Tenente


Crebbe nella Cremcaffè, una formazione minore del capoluogo giuliano, poi passò alla Roma. Dopo un anno in Serie C con l’Ascoli venne ceduto nel 1961 al Milan, con cui giocò quattro gare nella Coppa dell’Amicizia italo-franco-svizzera del 1962.


L’anno successivo debuttò in Serie B con l’Alessandria, con cui disputò due campionati cadetti totalizzando 62 presenze e 2 gol. L’esordio assoluto in Maglia Grigia avvenne il 9 settembre 1962, in Coppa Italia, quando l’Alessandria venne sconfitta al “Moccagatta” dall’Inter per 5-0. Il debutto in campionato sette giorni dopo: Alessandria-Lazio 2-2.

I Grigi 1962-’63. In piedi da sinistra: Migliavacca, Sergio Bettini, Fara, Nobili, Melideo, Tenente. Accosciati: Vitali, Bassi, Colondri, Vanara, Giacomazzi (foto archivio www.museogrigio.it)


Dopo due stagioni in Serie C con il Como, tornò al Milan per un breve periodo nel 1966, per poi passare al Siracusa, dove concluse la carriera.… Leggi >

Il tragico luglio 1970

Alessandria-Trevigliese 3-0, campionato 1967-’68. Invernizzi della Trevigliese
controlla Luciano Eco

Sono trascorsi cinquanta anni da quella terribile settimana di luglio nel corso della quale sono morti due giovani calciatori dell’Alessandria: Luciano Eco e Gigi Pisci.

Luciano Eco (foto a fianco), promettente centravanti nato calcisticamente al Don Stornini e cresciuto nell’ Asca (allora nota come Asca Roman) era entrato nelle fila dell’Alessandria. Il 13 giugno 1965 giocò a Trieste la sua prima gara di Serie . Nel torneo successivo raccolse altre due presenze. Per “farsi le ossa” fu ceduto in prestito all’ Asti Ma.Co.Bi in Serie D. Rientrato alla base nel 1967-‘68 giocò 12 partite senza mai segnare una rete.
Nel 1968-‘70 militò in Serie D nel Savoia di Torre Annunziata, in un crescendo di prestazioni.

La tragedia raccontata sui giornali dell’epoca

Rientrato ad Alessandria per le vacanze la sera dell’11 luglio presenziò alle partite del torneo estivo del Don Stornini, uno degli eventi principali dell’estate sportiva alessandrina del tempo.
Sul campo che lo aveva visto nascere giocava l’Asca che lo aveva allevato. Andò negli spogliatoi a salutare gli amici e lì fu colto da un collasso che gli costò la vita malgrado le tempestive cure mediche.
La scomparsa del giocatore ebbe vasta risonanza; e il torneo calcistico, diventato “Luciano Eco” ha contribuito a mantenere vivo il ricordo di questo sfortunato giocatore.

Visto che le cattive notizie non vengono mai sole, pochi giorni più tardi la città fu scossa dall’annuncio della scomparsa, a causa di un incidente stradale Leggi >

I Grigi vincono la prestigiosa Coppa Coni

La formazione dell’Alessandria che all’andata pareggiò a casa del Casale
(foto archivio www.museogrigio.it)

La grande paura della stagione precedente fa si che nell’annata 1926-’27, la compagine grigia, voglia prendersi delle belle rivincite su sè stessa. Mancato per un soffio il diritto a partecipare al girone finale del campionato i Grigi vincono la Coppa Coni affermandosi altresì come la squadra più giovane, più volitiva, più fresca. Ritornati da Napoli Carlo Carcano e Giovanni Ferrari, al primo viene affidata la conduzione tecnica della squadra mentre il secondo diviene il titolare della maglia numero 10 (in senso figurato visto che i numeri sulle maglie verranno introdotti solo nel 1939) che onorerà con prestazioni assai valide. Dalla Valenzana giunge l’ala destra ungherese Koszta. L’opera sagace e la preparazione altamente competente imposta da Carcano da’ frutti immediati. Terminato il girone eliminatorio del campionato al quarto posto dietro Torino, Milan e Bologna (le prime tre vengono ammesse al girone finale) i Grigi affrontano l’impegno della Coppa Coni

Nel campionato 1926-’27 la Fortitudo Roma disputò il suo ultimo campionato prima di confluire nella neonata A.S. Roma (dall’archivio di www.museogrigio.it)

Grazie a vittorie sonanti e a prestazioni mirabili l’undici mandrogno ottiene il lasciapassare per disputare la finale contro il Casale vincitore dell’altro girone. La finalissima è giocata con gare di andata e ritorno. Nella città del cemento i Grigi riescono a pareggiare su calcio di rigore, ma sul campo degli Orti la vittoria per 2-1 è degli alessandrini che conquistano in tal modo l’ambitissimo trofeo. … Leggi >

È davvero questo che vogliamo: allenamenti venduti per calcio vero?

Il corsivo di Mario Bocchio

Lo stadio “Moccagatta” al tempo del Coronavirus (foto di Ilaria Cutuli)

Ma come si farà a ricominciare? Almeno in Serie C. Il calcio sta dando il peggio di sé e per una volta tanto ci tocca dare ragione a Silvio Berlusconi che ha sottolineato come proprio il calcio non sia “un’ urgenza: meglio riparlarne dopo l’estate”. Noi tutti amiamo lo sport e quindi non saremo noi io a sottovalutare il valore del calcio, ma non crediamo che riaprire il campionato sia una soluzione, giocare a porte chiuse è triste e comunque c’è il contatto fisico dei giocatori. Il calcio è certamente una passione importante per gli italiani, ma anche un’attività economica che muove capitali e da lavoro a tante persone, non solo ai giocatori, ma adesso ci sentiamo di dire che il calcio non è un’urgenza. Ci sono molte attività più indispensabili del calcio che sono ferme. Se il Consiglio federale – che ha sancito un’evidente frattura tra i presidenti della Figc Gabriele Gravina e della Lega Pro Francesco Ghirelli – ha  deciso così, avrà i suoi perché, dettati dalle leggi di mercato dei profitti. Ma per noi non sta in piedi. Bisogna rendersi conto che ci sono società che fanno estrema fatica e che adesso dovrebbero ricominciare a giocare con calciatori da quasi tre mesi non si sono più allenati. Vogliamo vedere come si farà a rimetterli in forma quando mentalmente hanno già staccato. Poi vogliamo vedere come si faranno … Leggi >