Archivio della categoria: I Campioni di un secolo

Renate fermato dalla Lucchese

Lucchese-Renate 1-1 (foto La Gazzetta di Lucca)

Parità tra Lucchese e Renate: 1-1, succede tutto nei primi minuti con il vantaggio ospite di Rada e il pari locale di Marcheggiani: nerazzurri che salgono a 42, rossoneri a 13. Stesso risultato tra Pistoiese e Giana, ma qui le reti arrivano nel finale: la Pistoiese sblocca all’85’ con Valiani, pari di Ruocco in pieno recupero. Reti inviolate tra la Pro Patria, che si porta a 30 punti in classifica, e l’Alessandria, che sale a 30. Pareggio, 1-1, tra la Juventus Under 23 e Piacenza: vantaggio ospite di De Respinis, pari bianconero di Mosti: bianconeri che salgono a quota 29 in classifica. Il Como batte di misura il Novara: decide la rete messa a segno da Gatto al 33′ della prima frazione di gioco. Il Como consolida la seconda posizione a -5 dal Renate, mentre il Novara resta a quota 19 punti. L’Olbia batte 3-2 il Grosseto, 2-0 della Pergolettese sul Pontedera. Parità tra Pro Sesto e Livorno: Gualdi replica al vantaggio ospite di Braken. Pro Sesto che sale a quota 25, Livorno a 14. Vittoria della Pro Vercelli 3-1 sulla Carrarese: Zerbin, Comi e Della Morte per le bianche casacche che salgono a 32. momentaneo 1-1 di Pavone per la Carrarese. Reti inviolate tra Albinoleffe (che sale a 26) e Lecco (che si porta a 29).… Leggi >

Cosenza: 400 da “pro”

Francesco “Ciccio” Cosenza lo scorso campionato, mentre sta per segnare al Lecco
(foto © Mario Bocchio)

Giocando la partita con la Pro Sesto, Francesco “Ciccio” Cosenza ha raggiunto quota 400 partite da calciatore professionista celebrata portando al braccio la fascia di capitano dell’Alessandria. Un lungo percorso per il difensore centrale originario di Locri.

Il guerriero si prepara alla battaglia (foto © Mario Bocchio)

Tutto iniziò al “Granillo” di Reggio Calabria il 29 settembre 2004. Partita di ritorno del secondo turno di Coppa Italia. L’Atalanta, che aveva già vinto l’andata per 4-1 conduce 3-1. Ad un quarto d’ora dalla fine Mazzarri fa uscire Ungaro per immettere l’esordiente diciottenne Cosenza. La partita finì 2-3.La prima partita di campionato (sarebbe il caso di parlare di primo minuto) arriva il 14 febbraio 2005 in Novara-Giulianova di C1.

In allenamento con Andrea Arrighini (foto © Mario Bocchio)

Entrato al 89’ per Rubino giocherà per la prima ed ultima volta con la maglia azzurra dei gaudenziani. A seguire tanta gavetta prima del rientro alla Reggina con la quale giocherà due stagioni condite dall’esordio in Serie A (contro l’Inter, anche qui un quarto d’ora e partita persa 3-2). È a Vercelli e a Lecce che ottiene i risultati migliori: con i Bianchi vince i playoff e riporta la Pro Vercelli tra i cadetti dopo 64 anni di assenza.

Francesco Cosenza con la fascia di capitano dei Grigi (foto © Mario Bocchio)

In Puglia, dopo la delusione patita nel 2017 per l’eliminazione dai … Leggi >

Nasce il Centro studi telematico sul Quadrilatero

Il banner ufficiale

“Erano quattro cittadine tranquille ma che la fantasia immaginava come cinte da mura merlate e le colubrine puntate dall’alto delle torri. Fra Vercelli e Casale, Novara e Alessandria i tifosi sciamavano su biciclette e carrozzelle. Il pittoresco dialetto provinciale condiva le loro invettive già alle porte della città rivale, gli avversari li attendevano. Che pugni, Madonna mia”. Ettore Berra, giornalista vercellese con un passato nelle Bianche Casacche, l’aria dei derby piemontesi la conosceva bene. Partite maschie, di pallone più che di calcio. I Bianchi della Pro, i Nerostellati del Casale, i Grigi dell’Alessandria e gli Azzurri del Novara all’inizio del secolo scorso comandavano il calcio, vincendo scudetti e dettando legge. La legge del cosiddetto Quadrilatero piemontese. Una sentenza. Storie, sorrisi, vittorie e imprese che entrano a fare parte del progetto di Museo Grigio e del Nobile Calcio.

Il simbolo dell’iniziativa

“È così nato il progetto di studiare, diffondere e valorizzare la storia del Quadrilatero con l’obiettivo di tutelare i valori dello sport tramite l’utilizzo della ricerca storico-scientifica. Il nuovo impulso che daremo è prima di tutto caratterizzato dalla creazione di un apposito sito (spalmato sui social), un vero e proprio Centro-studi telematico, per preservare la conservazione delle informazioni sinora acquisite e poi sviluppare la ricerca coinvolgendo tutti gli stakeholder, partendo ovviamente dalle rispettive società calcistiche Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli” spiega Emanuele Bellingeri, presidente di Museo Grigio.

Il fascino di quelle lontane sfide

“Vogliamo essere sempre più parte attiva nel progetto di Leggi >

Grigi impalpabili, il Renate vince il big match e la vetta della classifica è sempre più lontana

Renate-Alessandria 2-1 (foto Ac Renate)

Un’Alessandria impalpabile cede l’intera posta al Renate e vede più lontana la vetta della classifica dopo il big match contro i nerazzurri allenati da Aimo Diana, una squadra tecnicamente valida che gioca con padronanza del campo e che ha sfruttato la poca personalità dei Grigi. Così anche le individualità dei singoli sono state annullate dalla grande fatica nell’imporre un gioco, che in altre partite comunque si era visto.

La punizione del vamtaggio nerazzurro con Francesco Galuppini

La bravura e la volontà di Eusepi non sono bastati per conquistare un risultato positivo. Un’involuzione preoccupante sia nei meccanismi di gioco che di carattere e personalità della squadra, una fragilità che trova riscontro in un’episodio accaduto nel primo tempo, poco dopo essere andati sotto nel risultato: un imbarazzante disimpegno in area tra il portiere Pisseri e Prestia con un fraseggio che ha rischiato di costare il raddoppio. Un’indecisione simbolo di una mancanza di sicurezza che invece dovrebbe proprio essere la caratteristica in positivo di questa Alessandria.

Il pareggio dei Grigi con Umberto Eusepi

Il Renate ha nuovamente messo a nudo il carattere poco incisivo dei Grigi, che solamente in alcune fasi del secondo tempo, dopo il pareggio di Eusepi (entrato dalla panchina a metà gara), hanno mostrato sprazzi di bel gioco sfiorando addirittura il vantaggio. La squadra di casa ha colpito proprio come avevano fatto altre avversarie dell’Alessandria in questo torneo, superando in velocità una difesa che, pur cambiando gli interpreti, fa sempre molta fatica se Leggi >

Il calcio piange Ettore Recagni

Il Mantova prima dello spareggio di Genova con il Siena del 1959: Recagni è il terzo in piedi

Nei giorni scorsi si è spento a Mantova, dove risiedeva, Ettore Recagni che ha indossato anche la maglia dell’Alessandria. Nato a Lodi il 6 novembre 1937, cresciuto nel Fanfulla e nelle formazioni minori del Lodigiano, passò al Mantova nel 1957-’58 e partecipò all’epopea del “Piccolo Brasile”, il Mantova guidato da Edmondo Fabbri che tra il 1957 al 1962 salì dalla D alla A.

Nel Mantova, sulle figurine

Dopo essersi messo in mostra in D e in C Recagni, nato calcisticamente come ala destra, venne ingaggiato dalla Lazio.  A Roma non ebbe fortuna: tra infortuni e scelte tecniche si esibì soprattutto nel torneo riserve raccogliendo solo due presenze in A.

Nella Lazio (foto LazioWiki)

Rientrato a Mantova (che, curiosamente, senza Recagni fallì la promozione) riprese il suo posto e contribuì al salto in Serie A.

Una formazione della Reggiana 1964-’65. Recagni è il primo in piedi a sinistra

Nella massima serie totalizzò altre 74 partite. Dopo Mantova Reggio Emilia e Savona.

Giocò nell’Alessandria (foto a fianco) nella sola stagione 1967-’68, quella dopo la retrocessione dalla B. Fu un punto fermo della squadra giocando 23 partite e segnando 10 reti, malgrado con l’età avesse arretrato il suo raggio di azione a centrocampo.

Appese le scarpe al chiodo diventò allenatore sedendo sulle panchine di Reggina. Salernitana e Potenza; fu vice di Giagnoni (suo compagno nel Mantova) alla Roma. Dal 1984 … Leggi >