Un destino maligno

giovedì, 14 Luglio 2022

Anno 1927, si riconoscono Carcano, Costa, Banchero I, Bertolini, Chierico, Curti e Viviano (foto archivio “Museo Grigio”)
Contrro Giuseppe Meazza

Nella storia dell’Alessandria spicca il nome di Andrea Viviano, uno dei difensori più validi mai espressi dal vivaio grigio.

Viviano, però, non ha mai potuto esprimere al massimo il suo potenziale perché un infortunio gli ha stroncato la carriera.  Dopo un esordio adolescenziale nelle file della Vogherese  Viviano diventò immediatamente un giocatore dei Grigi. Lentamente, ma inesorabilmente occupò il posto di terzino destro scalzando Armando Lauro che si spostò in mediana.  Con Costa, giocatore originario dell’astigiano, formò una coppia di terzini praticamente insuperabile.  Fino dal suo esordio avvenuto a Casale si dimostrò di classe eccelsa. Nel suo continuo crescere di rendimento attirò le attenzioni del Commissario Unico della Nazionale Vittorio Pozzo che decise di inserirlo nella rosa dei giocatori per le Olimpiadi di Amsterdam.

Ma il destino era in agguato: in una delle ultime partite della stagione Viviano si infortunò al ginocchio.  Andò lo stesso ai Giochi ma vide i suoi compagni vincere la medaglia di bronzo dalla tribuna perché inutilizzabile. Non rientrò più in campo, si fece operare in Ungheria inutilmente.  Un infortunio che oggi si sarebbe risolto in pochi mesi di inattività allora troncò un a carriera.

Viviano rimase nei ranghi dell’Alessandria con diversi ruoli e dopo la sua morte, avvenuta nel 1962, gli venne dedicato un torneo calcistico che caratterizzò per molti anni le estati alessandrine.

Sergio Giovanelli

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