Sarà il Lanciano l’avversario del Genoa nel terzo turno di Coppa Italia. Gli abruzzesi (che incontreranno in casa il Grifone) hanno battuto domenica l’Alessandria 1-0 con gol di Thiam.
Nelle fila grige parte Sabato, Cavalli e Sirri tutti gli altri erano a disposizione.
L’Orso ha giocato contro una squadra di categoria superiore che lo scorso anno non ha raggiunto i play-off solo per un punto che, tra l’altro, ha praticamente mantenuto lo stesso organico.
I rossoneri superano dunque il turno dopo una gara sostanzialmente dominata.
Il primo Lanciano di Roberto D’Aversa è bello e vincente. Contro l’Alessandria (Lega Pro con serie ambizioni di promozione) è stato calcio d’agosto fino a un certo punto. Missione compiuta, dunque, per D’Aversa, che è riuscito laddove non sono riusciti i suoi maestri di panchina: Gautieri prima e Baroni poi avevano entrambi fallito la “prima”, steccandola rispettivamente contro Crotone e Benevento. D’Aversa no, la prima non l’ha steccata grazie a un Thiam formato deluxe che si candida seriamente ad essere la rivelazione della stagione in B. Da 9, come recita sulle spalle il suo nuovo numero di maglia, l’attaccante senegalese ha giocato una partita da incorniciare, fatta di tanta corsa e innumerevoli scatti: quello decisivo è arrivato al 39’ del primo tempo, su un errore in disimpegno di Ferrani. Il destro a girare che lascia immobile Nordi è il giusto premio per una Virtus aggressiva e propositiva, schierata con il 4-3-3 da D’Aversa, che si mette in scia così ai suoi due illustri predecessori.
La Virtus poi ha avuto altre occasioni per raddoppiare e chiudere la partita e forse questa è stata l’unica pecca di una partita che è stata praticamente sempre saldamente nei piedi dei rossoneri. Da parte sua, la compagine di Luca D’Angelo ha saputo contenere e mantenere un assetto prudente senza più soccombere. Nel finale buona chance per Taddei (subentrato a Valentini) ma la conclusione è troppo debole. Nulla da fare per i Grigi, che hanno visto così sfumare il sogno di giocare contro il Genoa una sfida unica per pathos e blasone.
Mario Bocchio



