Silvio Sacco, il presidente che ci portò in Serie A

lunedì, 10 Gennaio 2022

Il presidente Silvio Sacco insieme a Giiorgio Tinazzi, uno degli “eroi” dello spareggio di “San Siro”

Ingegnere e assistente al Politecnico di Milano, Silvio Sacco, tortonese classe 1906, era presidente di una ditta di lubrificanti e oli per motori con sede nel capoluogo lombardo, l’ICEP.

Silvio Sacco con capitan Franco Pedroni

Le prime esperienze come dirigente nel mondo del calcio risalgono agli anni Quaranta, col Derthona.

Nel 1955 divenne presidente dell’Alessandria Unione Sportiva, ponendosi come obiettivo il rilancio della società, in quegli anni angustiata da difficoltà economiche e reduce da delusioni sportive.

Ad un’energica campagna di rafforzamento della squadra, che consentì ai Grigi di fare ritorno in Serie A dopo nove anni nelle serie minori (1956-‘57) e di condurre un tranquillo campionato nella massima categoria nella stagione 1957-1958, affiancò iniziative atte a rilanciare l’immagine della società, come le migliorie alle strutture dello Stadio Giuseppe Moccagatta (ampliato a 22.000 posti), la comunicazione attraverso i media (al 5 maggio 1956 risale la prima videofilmata dalla Rai al Moccagatta, Alessandria-Marzotto, mentre Alessandria-Padova del 10 gennaio 1960, commentata da Andrea Boscione, fu una delle tre partite scelte per il debutto della trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto) e in alcuni casi coinvolgendo in prima persona i tifosi, come nel caso della scelta della foggia delle maglie da gioco.

Durante la sua presidenza militarono in maglia grigia gli ex-nazionali Benito Lorenzi e Giovanni Giacomazzi, oltre a Carlo Tagnin e lo svizzero Roger Vonlanthen. Proseguì la tipica politica alessandrina di cura del vivaio, testimoniata dall’esordio di Gianni Rivera in prima squadra.

Il trofeo che il Consiglio direttivo dell’Alessandria e i tifosi donarono al presidente Silvio Sacco

Sempre negli anni Cinquanta finanziò anche la squadra di ciclismo fondata da Costante Girardengo.

Un’intervista a Silvio Sacco pubblicata su “Il Pungolo”

Impegni lavorativi lo indussero a trasferirsi stabilmente a Trieste; lasciò dunque la carica di presidente dei Grigi nel 1960, anno della retrocessione in Serie B. Morì a Pavia nel 1989, a 83 anni.

Tutte le immagini fanno parte dell’archivio di “Museo Grigio”

Condividi