Savoini bandiera del Lane ed ex grigio

venerdì, 14 Gennaio 2022

L’Alessandria nel campionato 1952-’53, promozione in serie B. Da sinistra in piedi: Savoini, Masperi, Testa, Borriero, Tagnin, Mazzucco. Accosciati: Bussetti, Generani, Vitto, Gabbiani, Bey

Nel 2015 se n’è andato Giulio Savoini, indimenticata bandiera del Vicenza ed ex giocatore dei Grigi. Nato a Cressa nel 1930, in provincia di Novara, fece il suo esordio tra i professionisti con l’Alessandria. Il suo nome, però, rimarrà per sempre legato al Lanerossi Vicenza, prima come giocatore, poi come allenatore. Vestì più di tutti la maglia biancorossa, collezionando tra il 1953 e il 1966 317 presenze e 32 gol.

Savoini nell’Alessandria 1951-’52
… e 1952-’53

Centrocampista (ala tornante) e poi terzino, mosse i primi passi nel mondo del calcio professionistico nell’Alessandria, con cui esordì in Serie B nel campionato 1949-’50, retrocedendo in Serie C, dove giocò poi altri tre campionati ottenendo la promozione nell’ultimo.

Arrivò al Lanerossi Vicenza col centravanti Testa nel 1953, grazie alla fusione della società vicentina con il colosso laniero di Schio che portò una buona liquidità nelle casse della squadra. Per il resto della sua vita legò poi il suo nome ai colori biancorossi.

Titolare nel primo campionato nel ruolo di ala sinistra tornante, giocò un ruolo da comprimario nel secondo, quello della promozione in Serie A, tornando ad imporsi come titolare fisso solo nel 1957-’58, quando gli viene anche affidata la fascia di capitano. Proprio in quell’anno fu protagonista di un episodio curioso che ne segnò la carriera. Il 9 febbraio 1958, in occasione della trasferta a Bergamo contro l’Atalanta manca il terzino titolare Capucci e Savoini si propone scherzosamente di sostituirlo. Sceso in campo, è fra i migliori del pesante 4-2 inflitto ai nerazzurri, con le sue incursioni sulla fascia, tanto da essere riproposto come terzino d’attacco fino al termine della stagione.

Con Luís Vinício

L’anno successivo segna ben 10 reti, tornato alla sua posizione originaria, ma continuò ad alternare i due ruoli. Guidò il Vicenza al ruolo di provinciale di lusso, conquistando non solo ripetute salvezze ma anche ottimi piazzamenti come due sesti posti (1964 e 1966).

Insieme a Paolo Rossi

Ma i tifosi biancorossi lo ricordano anche per lo storico spareggio di Ferrara, quando guidò dalla panchina il Vicenza nel vittorioso spareggio contro il Prato, evitando così al Lane la retrocessione in serie C2.

Mario Bocchio

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