Rien ne va plus

martedì, 05 Marzo 2024

Il Mocca rimane desolatamente vuoto come la postazione del mister in sala stampa. All’esterno i tifosi rumoreggiano. La rassegnazione lascia sfogo alla contestazione.
Si, perché dopo la figuraccia rimediata contro il Trento non ci sono parole per giustificare, né la debacle nel risultato, tantomeno la prestazione sia tecnica che soprattutto caratteriale di chi è stato chiamato a vestire una maglia che trasuda di storia e sacrificio, di lacrime lasciate su di un campo dove, solo a salire dalla scaletta, bisognerebbe tremare dall’emozione e dare tutto se stessi. In tanti però questo non lo hanno capito e l’Alessandria ormai è miseramente destinata a seguire un destino scritto tanti mesi fa e che attende solamente l’epilogo della matematica.
Un sottile filo al quale ci appigliamo da mesi e che si sfalda giorno dopo giorno per una squadra cui è mancata quella “fame” che poteva essere l’appiglio giusto per la salvezza..
E se questo campionato si concluderà con pagine e pagine di cronaca extra campo, ben poche saranno le note da ricordare, più per la statistica che per tutto il resto.
Sicuramente il rammarico di non essere riusciti a tenere il passo di un campionato modesto (per non dire peggio) che poteva essere riacciuffato per i capelli ad inizio anno.
Il resto lo abbiamo visto tutti. Come pure alla mezzora della ripresa contro il Trento con quel numero 4 dei bianchi solo in piena area (tal Trainotti) che non aspettava altro di essere servito (dall’angolo di Puletto) per colpire indisturbato di testa. Bravo Spurio a respingere salvo permettere a Satriano di battere a rete e mettere il sigillo al successo ospite e, con buone probabilità, al campionato dei Grigi.
La Pro Sesto è sempre più lontana, i play out ancor di più.
Le parole non servono più, cala il silenzio.

Mauro Bavastri

foto di Alberto Gandolfo

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