Mettiamo lo scetticismo all’angolo: tutti insieme verso la B!

sabato, 08 Aprile 2017

Il corsivo di Mario Bocchio

Braglia sguardo

 

Quella lettera che guarda a destra con la sua doppia pancia è, o non è, un’opportunità per tutti gli alessandrini?

Sfido chiunque a dire di no perché: sarebbe ben gradita dai tifosi che ritroverebbero un palcoscenico consono per le tradizioni della propria squadra del cuore, alla città che si riaffaccerebbe nuovamente alle soglie del grande calcio, ma anche a tutti coloro i quali a vario titolo vivono e lavorano tra le pieghe dei destini grigioneri.
Non si capisce allora l’ulteriore tensione alimentata da Mister Piero Braglia dopo la gara esterna vinta a Carrara. Quale l’utilità quando mancano solo cinque gare alla fine e si lotta per la promozione?
Chi gioca bene in questo girone? L’Alessandria, la Cremonese, l’Arezzo o il Livorno? Sinceramente credo solo la sbarazzina Giana Erminio, che non ha niente da perdere, ma tutto solo da guadagnare.
I Grigi. Già, i Grigi: tanti solisti ma lo spartito non è certo degno di un’orchestra? Il vostro cronista, che può vantarsi di aver visto calcio in questa professione ad altissimi livelli (non si tratta di autocelebrazione, ma oggi mi va di ricordarlo), crede che quando si persegue un obiettivo ciò che conta è fare di tutto per raggiungerlo e ad un certo punto per l’estetica rimanga davvero poco spazio; legge questa che da sempre è evidente in terza serie basti pensare a come giocano tutte le altre squadre di questo campionato, senza in precedenza aver mai espresso quella qualità e bellezza di trame che invece l’Orso di Gonzalez ci ha regalato per almeno cinque mesi. Già El Cartero! Scandalizziamoci e andiamo pure a cercare le streghe per capire i motivi dell’astio del Mister, ma non ci vuol di essere laureati in psicologia quando lo stesso è stato messo in croce per le sconfitte, maturate per altro su campi difficili e con evidenti errori personali dei calciatori come a Como e contro la Giana. Un allenatore che viaggiava alla media piena, è stato subito messo sulla graticola perché tutti chiedevano “i cambi” senza sapere fino in fondo se essi fossero o meno all’altezza; si è cominciato a gettare la croce addosso a Braglia: quest’anno è toccato a lui così come l’anno scorso toccò a Gregucci senza capire perché si deve cantare e contemporaneamente portare la croce. Lui, Braglia, nei rapporti umani non è sicuramente favorito da quel suo carattere burbero per non dire ineducato, ma va capito. Magari in cuor suo è un uomo dal carattere timido e insicuro che cerca di difendersi (per sopravvivere) andando sempre all’attacco per primo. Ha voluto blindare la squadra, lo testimoniano gli allenamenti regolarmente a porte chiuse. Ha sbagliato la società a non comunicare a sufficienza, per farci capire. Si sarebbero evitate tante congetture sbagliate e anche cattive.

Calendario grigi

A Braglia – nonostante con me lui non abbia un rapporto idilliaco – auguro davvero il successo finale perché forse è questo che paga…
È chiaro che, concetto abbondantemente espresso in precedenza, si può fare qualcosa di più quando occorre creare un’alternativa di potenza e prestanza atletica diversa al bravissimo Bocalon, non per metterlo in discussione ma perché in certe gare occorre gettare palla “in the box” senza tanti fronzoli, ma del nostro bomber ci fidiamo ad occhi chiusi.
In sostanza chi vi scrive non vuol partecipare per nulla all’indovinello in merito al fatto se la “crisi” grigionera sia passata o meno perché ciò che conta è dove saremo TUTTI il 6 maggio prossimo (solo allora se non saremo soddisfatti rivedremo i giudizi al ribasso) nella certezza che contro l’Alessandria ci sono sempre undici avversari, mai disposti a cedere la armi, anzi pronti a fare la gara della vita: teniamolo sempre presente questo concetto, scontato si, ma terribilmente reale.
Succederà anche oggi contro il Prato.

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