L’urlo del supertifoso Mario Balza, “Adoss Gris”, la carica vincente

giovedì, 10 Marzo 2022

7 luglio 1946: l’apoteosi finale, i Grigi tornano in Serie A. Il giocatore in primo piano è Gigi Cassano. Si notano pure il massaggiatore Bo (in tuta) e due supertifosi: Pino Mutti (vicino allo stendardo dell’Orso Grigio) e Mario Balza (dietro a Gigi)

Allora, ad un certo punto lo stadio ammutoliva per far sentire chiaro e nitido l’ urlo del supertifoso Mario Balza: “Adoss, Gris!”. Era come lo squillo del trombettiere del “Filadelfia” che suonava la carica: a quel punto, Valentino Mazzola si tirava su le maniche della maglia e dava inizio al mitico “quarto d’ora granata”.

Il supertifoso Pino Mutti

Ad Alessandria si metteva in moto una serie vertiginosa di attacchi condotti non da giocatori ma da giocolieri ed equilibristi, come Ginetto Armano che si “beveva” il suo terzino ad ogni fuga ed eseguiva diabolici centri, il forte albanese Lushta che si divertiva a dribblare e pure Stradella, Pietruzzi e Sotgiu che diventavano implacabili.

Difficile spiegare oggi, in questi tempi opachi, cosa fossero e quanto significassero per i giocatori in campo quello squillo e quell’urlo. Di fatto, da quel momento non c’era più scampo per qualsiasi avversario.

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