L’ultima ascesa nel paradiso della A (ultima parte)

lunedì, 14 Febbraio 2022

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Una formazione dell’Alessandria nella stagione 1956-’57. In piedi, da sinistra: Pedroni, Albertelli, Traverso, Stefani, Brotto, Nardi. Accosciati: Morbello, Castaldo, Tinazzi, Manenti e Vitali.

Come noto, al termine del campionato 1956-‘57 l’Alessandria si classificò al secondo posto in serie B e venne  promossa nella massima categoria al termine dello spareggio di San Siro contro il Brescia.

La lotta per l’accesso diretto alla A vide come maggiori protagoniste il Verona e l’Alessandria, alle quali si affiancano nel girone di ritorno Brescia e Catania. Fu un torneo denso di emozioni, come ad esempio lo scontro diretto Alessandria-Verona in programma all’ottava giornata, in cui il portiere scaligero Ghizzardi ancora imbattuto venne trafitto da Vitali al quindicesimo secondo di gioco.

Tinazzi

Per un calo di rendimento patito dai Grigi dopo l’inizio del girone di ritorno, viene allontanato l’allenatore Sperone e sostituito con il binomio Pedroni-Robotti. A  90 minuti dal termine del torneo la classifica era la seguente: Verona punti 43, Catania 42, Alessandria e Brescia 41. Grazie all’imprevista sconfitta rimediata dal Catania ad opera del Modena ad alessandrini e bresciani si aprì la possibilità di contendersi l’ascesa in serie A. In un incontro di spareggio. Proseguiamo la nostra presentazione dei giocatori grigi che scesero in campo a San Siro in quel lontano e mai dimenticato 23 giugno 1957.

Ercole Castaldo

Castaldo

Fu Castaldo a mettere la propria firma sul 2-1 finale dello storico spareggio di San Siro contro il Brescia, per l’immensa gioia alessandrina.
Classe 1926, cresciuto nella Torrese di Torre Annunziata, fu scoperto da Enrico Colombari. Giovanissimo partecipò alla Coppa della Liberazione, andando anche a segno nella vittoria contro la Salernitana che poi avrebbe vinto quel torneo. Prese parte anche al Campionato campano del 1945 e fece il suo esordio in serie C il 28 ottobre 1945 sempre con la squadra della sua città, divenuta nel frattempo Ilva Torrese, con cui ottenne la promozione in serie B. In serie cadetta debuttò il 22 settembre 1946, in Brindisi-Torrese 1-1, mentre la prima rete venne siglata il 6 ottobre dello stesso anno.
Nel 1947 passa alla Salernitana, ma Gipo Viani non ritenendolo all’altezza per l’esordio in massima serie lo spedisce in prestito all’Empoli in serie B, dove va a rimpiazzare Benito Lorenzi che nel frattempo è passato all’Inter. Ha disputato 6 campionati in serie A con le maglie di Udinese ed Alessandria, totalizzando complessivamente 130 presenze e 18 reti. Con 6 reti all’attivo in 25 incontri disputati, ha contribuito alla miglior stagione della storia dell’Udinese (annata 1954-‘55, chiusa dai friulani al secondo posto). Con la maglia dell’Alessandria, nel campionato 1958-‘59, fu compagno di squadra dell’esordiente Gianni Rivera. Ha collezionato una presenza con la Nazionale italiana under 23.
Ha inoltre collezionato 168 presenze e 47 reti in serie B nelle file di Empoli, Salernitana, Udinese ed Alessandria, centrando due promozioni consecutive in massima serie (Udinese 1955-‘56 e Alessandria 1956-‘57), e raggiungendo la ragguardevole quota di 17 reti all’attivo nella stagione 1948-‘49 con la Salernitana.

Michele ManentiManenti

Milanese, nacque nel 1928 ed è morto ne 1988; di ruolo fu un centrocampista.
Una sua descrizione è fornita dal nostro collega Ugo Boccassi: interno destro, «mezzala classica, regista dalle trame essenziali», non disdegnava «puntate a rete spesse volte risolutive» Mentre Marcello Marcellini lo dipinge come un calciatore «molto tecnico, ma anche molto lento […]. Non eccelle in niente, ma è sufficiente in tutto», sottolineandone anche alcuni limiti caratteriali («viene considerato un po’ lazzarone»). Gianni Pignata de “La Stampa” metteva in evidenza che, «sui terreni allentati», Manenti sapeva «mascherare l’handicap della lentezza e far valere le sue doti di efficace regista».
Ezio De Cesari sottolineò il ruolo dell’allenatore Piero Andreoli nella sua maturazione: «capì subito che aveva stoffa, sol che avesse eliminato il dannato difetto di tener troppo la palla avrebbe potuto arrivare lontano. Ci perse un anno a farglielo capire».
Giunse al Milan nel 1948, prelevato dal Magenta. Debuttò in serie A il 26 dicembre 1948 in Livorno-Milan 2-1; al 13 marzo 1949 risale il primo gol nel massimo campionato, segnato alla Fiorentina. Inserito nella formazione giovanile, vinse la prima edizione del Torneo di Viareggio nell’estate del 1949.
Fu ceduto nello stesso anno al Modena, in B, in cambio di Primo Sentimenti; malgrado un buon numero di gol segnati nelle prime due stagioni «non ebbe fortuna (o, forse troppo giovane, non seppero capirlo)».
Nella stagione 1951-‘52 Manenti perse il posto da titolare nel Modena; scartato, scese dunque di categoria e si accasò all’Empoli. In Toscana conobbe l’allenatore Piero Andreoli, che lo rivalutò e lo volle con sé quando ricevette, l’anno successivo, l’offerta del Catania, in B.
Manenti fu tra i protagonisti del campionato 1953-‘54, che si concluse con la prima promozione in massima serie della squadra siciliana: vinse la classifica dei cannonieri e il “Corriere dello Sport” lo indicò come miglior interno destro del torneo. Sempre De Cesari definì Manenti «la migliore mezz’ala del campionato», e scrisse della coppia formata da lui e Giovanni Marin come del «segreto di Andreoli […]: il gioco della squadra l’hanno trasformato loro».
Al termine del campionato 1954-‘55 nel quale Manenti giocò con regolarità contribuendo alla conquista della salvezza, una retrocessione a tavolino (per il cosiddetto “scandalo Scaramella”) e una difficile situazione finanziaria costrinsero la società rossazzurra a cambiamenti nella dirigenza e nell’organico: Manenti fu tra i calciatori destinati alla cessione.
Fu dunque tesserato, per una cifra «abbastanza considerevole», dall’Alessandria per la stagione 1955-‘56; per questioni burocratiche, poté esordire solamente nel mese di novembre, il giorno 6, sul campo del Brescia (che vinse 1-0). Nel corso di questo primo campionato in maglia cinerina ottenne la conferma. “La Stampa” ne sottolineò l’importanza per la manovra offensiva e l’incostanza: «giocatore di valore ma dal temperamente alquanto difficile, non ha ancora dimostrato di valere la somma spesa per ingaggiarlo. Al suo rendimento resta comunque legata l’efficienza del quintetto avanzato grigioazzurro». Nella stagione successiva formò una valida coppia d’interni con Alessandro Vitali e si dimostrò invece «determinante»: con l’Alessandria ottenne la seconda promozione personale in serie A.
Tornato nel massimo campionato negli anni della maturità risentì di qualche difficoltà e, con gli arrivi di Antonio Marcellini e Carlo Tagnin, giocò nelle due stagioni successive da riserva, con minor frequenza; disputò l’ultima gara in A il 12 aprile 1959 (Triestina-Alessandria 2-0). Giocò ancora alcune partite in C con la Salernitana, allenandola anche nel febbraio 1960, nel periodo intercorso tra l’esonero di István Mike Mayer e l’ingaggio di Pietro Piselli, lasciando in quest’annata le sue ultime tracce nel mondo del calcio professionistico.

Giorgio TinazziTinazzi

È purtroppo scomparso da poche settimane. Nacque a Milano il 21 giugno 1934, fece l’esordio in A con la maglia dell’Inter il 1 maggio 1955 in Inter-Catania (3-0). Ha fatto parte dell’Alessandria della storica promozione in A. Quando gli si chiedeva cosa avessero rappresentato per lui quella stagione, quelle sensazioni, quella gioia, vi raccontava sempre di quell’autentica muraglia umana dei tifosi che quasi sospinse il torpedone della squadra, di ritorno da Milano, dal casello autostradale sino in centro città.
Suo fu il primo dei due gol con cui l’Alessandria vinse proprio quella partita. Giocò come mezz’ala anche con l’ Hellas Verona, l’Udinese, il Modena e il Palermo. Curiosamente, è morto nel giorno in cui si è celebrato il 104° anniversario della nascita dei Grigi.

Sandro Vitali

Vitali

Conosciuto anche come “Bambi”, giunse all’Alessandria nel campionato 1956-‘57, voluto dal presidente Silvio Sacco che stava assemblando la squadra per il ritorno in serie A. Vitali proveniva dal Milan dove, al termine della stagione 1954-‘55, conquistò il titolo tricolore. L’anno dopo la storica promozione dei Grigi in A, segnò l’importante rete del successo, alla prima giornata del torneo, contro la Fiorentina. Messosi in evidenza, lo richiese il Napoli in cui giocò le due successive stagioni. Incontrò ancora i Grigi da avversario e fu proprio Vitali a mettere a segno il gol del pareggio partenopeo contro l’Alessandria nell’aprile del 1960 a Napoli, dopo il vantaggio iniziale di un giovane e promettente grigio: Rivera. In riva al Tanaro nel campionato 1960-‘61 in serie B, disputò ancora cinque campionati concludendo la carriera nel ruolo di libero.

Egidio Morbello

Morbello

Nacque a Balzola il 19 agosto 1936. Ala sinistra di grande efficacia attiva negli anni Cinquanta e Sessanta, approdò nel 1955 al Casale, in IV Serie, dopo la gavetta nella squadra del suo paese, l’U.S. Balzolese. Nella stagione 1956-‘57 esordì da titolare in serie B con l’Alessandria, contribuendo con 11 reti alla promozione in massima categoria della squadra grigia. La veloce ascesa di Morbello fu coronata dall’ingaggio da parte della Roma, con cui esordì in serie A nella stagione 1957-‘58 senza trovare spazio tra i titolari. Nel 1958 fu ceduto alla Spal come parziale contropartita dell’astro nascente Zaglio. Paolo Mazza lo schierò in prima squadra e le buone prestazioni fornite dal calciatore nelle stagioni 1958-‘59 e 1959-‘60 ne rilanciarono le quotazioni; con un’ingentissima offerta di 70 milioni di lire se lo aggiudicò l’Inter, che già negli anni precedenti aveva acquistato dalla Spal Costanzo Balleri e Armando Picchi, oltre agli ex Bugatti e Zaglio. All’Inter, con cui vinse lo scudetto 1962-‘63, fu messo in ombra dal mancino Mario Corso, da Lorenzo Bettini e Gerry Hitchens, oltre che da un altro ex spallino, Di Giacomo. Trovò comunque spazio anche in Coppa delle Fiere e in Coppa Italia. Nel 1963 passò al Messina neopromosso in A, rimanendovi per due stagioni. Ha disputato 145 partite in serie A segnando 33 reti e 34 con 11 reti in B.

Luciano Robotti (allenatore)

Robotti

Luciano Robotti – nato ad Alessandria nel 1914 e morto a Novi Ligure nel 1988 -, centrocampista, vanta 38 presenze e 9 reti in serie A con l’Alessandria nel periodo 1935-‘37. Esordì nella massima serie il 29 settembre 1935 in Alessandria-Sampierdarenese (1-1) e seguì poi la squadra grigia in B dopo la retrocessione; collezionò in totale 125 presenze (più i due spareggi-promozione contro Modena e Novara del 1937-‘38). Con 41 reti è ancora oggi l’ottavo cannoniere assoluto della squadra grigia. Giocò nuovamente in A col Modena nel 1941-‘42. Nel dopoguerra militò in Calabria con il Catanzaro. Al periodo in giallorosso risalgono anche le prime esperienze da allenatore. Negli anni Cinquanta entrò a far parte dello staff dell’Alessandria, in serie B. Promosso primo allenatore assieme a Franco Pedroni nel febbraio 1957 dopo l’esonero di Sperone, condusse la squadra alla promozione in massima serie (1956-‘57) e la allenò poi per tre stagioni in serie A. Morì a 75 anni.

Mario Bocchio

– fine –

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