Gianni Brera e il Quadrilatero

martedì, 28 Settembre 2021

Alessandria-Pro Vercelli nel 1925 (archivio www.museogrigo.it)

Dopo l’epopea del Genoa e la scuola britannica di Spensley, unendo i quattro poli tra Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli fu formato, dai cantori del calcio dei pionieri, il leggendario Quadrilatero, difficile da espugnare per gli avversari. Gianni Brera, maestro di giornalismo, descrisse le radici storiche delle sfide del Quadrilatero: “Siamo al miglior livello italiano, ma non stupisce che il calcio tecnicamente più valido si giochi ad Alessandria, dove l’ibridazione etnica è più recente, e anche a occhio nudo è possibile rilevare una maggior aitanza della gente comune. Per essere composito, l’etnos del quadrilatero giustifica avversioni municipali che la dicono lunga sul carattere di questi padani. Il calcio offre magnifici pretesti a faide collettive e ricorrenti. Scendere sul campo di questa o di quella città significa essere pronti a qualsiasi conseguenza, non escluso il ricovero in ospedale”.

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