Era solo un’illusione

domenica, 25 Febbraio 2024

Era solo un’illusioneIl successo contro la Pro Sesto aveva riacceso le speranze del Popolo Grigio, l’AlbinoLeffe ha rispedito nel baratro l’Alessandria, cartina tornasole di una sciagurata stagione che ha le sue origini ben prima del triste campionato che stiamo vivendo.
La partita andata in scena al “Mocca” (0-1 Gusu al 45’) passerà alla storia solamente per la statistica, nulla più, perché figure come queste (mister Banchini non ha usato mezzi termini per definirla) ne abbiamo viste a ripetizione, cercando sempre la scusante, l’episodio, la pochezza tecnica della serie, il fatto che il cuore portava sempre a crederci fino alla fine. Ma non è stato così.
Quante volte abbiamo detto “il cuore oltre l’ostacolo”. Beh, a dir la verità contro l’AlbinoLeffe il cuore non l’abbiamo visto anzi, tutt’altro.
L’atteggiamento in campo è stato quello di sempre povero di “attributi”, e per attributi sappiamo tutti a cosa ci si riferisce. E il dopo Pro Sesto imponeva di tirare fuori tutto.
Quando la stagione finirà (anche se ci crediamo sempre, sia ben chiaro) molti protagonisti di questo campionato si accaseranno altrove, qualcuno chissà rimarrà in Grigio ma se lo dovrà meritare, soprattutto per rispetto nei confronti di chi ha creduto e continua a credere in questa maglia.
A proposito! Quale maglia?
Contro l’AlbinoLeffe, l’Alessandria ha giocato con una casacca totalmente inedita, celebrativa (seconda maglia nel campionato 1965/1966) senza particolari logo (solamente quelli della Serie C e il distintivo sociale), senza sponsorizzazioni e non marchiata dallo sponsor tecnico, presente invece su calzoncini e calzettoni.
Una maglia per collezionisti ma non certo per appassionati perché da ricordare del match contro l’AlbinoLeffe non c’è proprio nulla.
Una maglia bianca come la bandiera che la squadra ha alzato da tempo.

Mauro Bavastri

foto di Ilaria Cutuli 

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