Il pianeta degli Ultras a Perugia, all’ombra del Grifo

mercoledì, 22 Settembre 2021

Curva-Perugia

In vista della sfida di domenica 26 settembre allo stadio  “Renato Curi”, grazie a Davide Ravan andiamo alla scoperta del pianeta-Ultras del Perugia.UltrasPerugia

La stagione 1978-’79 a Perugia non si può dimenticare: in quella stagione il Perugia è allenato da Castagner e la sua rosa è composta da giocatori del calibro di Paolo Rossi, Casarsa e Vannini, termina il campionato imbattuto e sfiora lo scudetto (che in quell’anno andò al Milan). In quello stesso anno nasce il primo gruppo ultrà perugino, l’ “ Armata rossa”, che nasce nel cuore della vecchia Perugia, più precisamente davanti al bar “Turreno” che allora era il luogo di abituale ritrovo dei tifosi del Grifo. Prima di allora le gradinate dello stadio Curi erano colorate da due piccoli gruppi che non potevano ancora definirsi ultras: i Venceremos e la Fossa dei Grifoni.

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Viene scelto il nome Armata Rossa per manifestare palesemente la propria inclinazione ideologica di estrema sinistra, specie in quegli anni in cui l’impegno politico era cosa importante tra i giovani (qualche anno prima un idolo della curva perugina è un tale Paolo Sollier, piemontese di origine, che saluta i suoi tifosi con il pugno chiuso e diviene per questo l’idolo di tutti i tifosi umbri). Simbolo del gruppo è la stella rossa. L’Armata, dalla sua nascita nel 1978 sino ad oggi, non ha mai abbandonato la squadra diventando così indiscutibilmente il gruppo storico del tifo biancorosso.

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Nati ai tempi d’oro del Perugia targato D’Attoma e Castagner e del “quasi scudetto”, hanno saputo resistere alle vicende legate al calcio scommesse e al doppio salto mortale a metà anni ’80 dalla B alla C2. Un periodo in cui l’Armata ha vissuto periodi bui dove l’entusiasmo non c’era e le vicende societarie e l’andamento della squadra non contribuivano certo a crearlo. PAOLO_SOLLIER_1Ciononostante l’Armata non ha mollato e negli anni ’90, grazie all’avvento di Gaucci, il gruppo (come del resto tutti gli amanti del Perugia Calcio) si è potuto infiammare di nuovo col ritorno nella massima serie. Nell’anno del centenario e del nuovo periodo buio che ha visto nuovamente precipitare in un anno il Grifo dallo spareggio per il ritorno immediato in serie A agli abissi della terza serie nazionale, ha mostrato una grande maturità di fronte alle situazioni societarie difficili del momento, mantenendo sempre una posizione tollerante sui primi insuccessi sportivi della nuova ed inesperta dirigenza Silvestrini.

Nel 1997-’98 il Perugia ritorna in serie A sotto la guida di Serse Cosmi. Un mister che pratica un “calcio garibaldino” e valorizza giocatori e giovani pescati nelle serie minori o stranieri sconosciuti ai più. Cosmi diviene il nuovo idolo della curva nord biancorossa e il suo calcio dinamico ed aggressivo conduce nuovamente il Perugia sino al ritorno in Europa. Prima di lui un altro tecnico sanguigno, Carlo Mazzone, aveva ottenuto salvezza ed Intertoto. E’ il periodo delle coreografie nelle curve Italiane e anche la Nord del Grifo ne organizza di indimenticabili: tra le più riuscite una dedicata al tecnico Galeone, raffigurante un antico vascello al centro della curva nord, ed un’altra meritevole di ricordo fu quella raffigurante un enorme maglia biancorossa con il numero 12 sulle spalle e la scritta “Facce entrà”.

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Nella seconda metà degli anni ’90 i numeri al seguito della squadra aumentano esponenzialmente e ciò porta alla formazione di nuovi gruppi o al ringiovanimento di quelli già esistenti. Altri gruppi trainanti della curva sono gli “Ingrifati”, nati nel 1987 e provenienti perlopiù dal quartiere di San Sisto, con il loro caratteristico striscione raffigurante sullo sfondo il panorama di Perugia. Nati con il nome “Inkazzati”, lo cambieranno nel 1989 per rimarcare con più convinzione il loro amore per il Grifone. Anch’essi su posizioni della sinistra estrema ed antagonista, pubblicano anche una fanzine che riscuote un discreto successo (Profondo rosso). In questi anni il gruppo stringe il fraterno gemellaggio con gli empolesi dei Desperados e con i genoani dei Vecchi Orsi – Ottavio Barbieri. Nel 1991, con l’arrivo di Gaucci, seppur ancora il Perugia si trovasse in serie C1, il ritrovato entusiasmo della piazza porta alla nascita di molti gruppi e, benché gli Ingrifati potessero avvalersi di due anni di esperienza, ci furono diversi tentativi per metterli in disparte parte, fino al punto che ogni domenica si discuteva animatamente su quale striscione appendere in curva e dove. Alla fine gli Ingrifati hanno dimostrato di meritarsi quello spazio che si erano ritagliati all’interno della Nord e quindi la loro posizione e la loro importanza non vennero più messe in discussione.

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Sempre nella seconda metà degli anni 90, con i biancorossi in A, nasce un nuovo gruppo nella nord:la “Brigata Ultrà”, gruppo che nasce dalla fusione nel ’94 di “Brigaden” e “Doddy Boys”. Il periodo è quello della risalita dalla serie C1 e quindi all’inizio del periodo d’oro dell’era Gaucci. Si è sempre contraddistinto per le idee dichiaratamente di destra dei suoi componenti, a differenza degli altri due gruppi storici già menzionati o dall’apoliticità dei 3M. Nonostante la predominanza del colore rosso sia nella curva che nella città, la Brigata ha mantenuto per 15 anni una propria identità e un buon numero di esponenti. La sua presenza in curva è sempre stata l’ovvia causa di alcune fratture con gli altri gruppi, in quanto la Brigata è un gruppo di stampo nazionalistico, sostiene la cultura italiana ed è tra i primi a seguire costantemente le partite della Nazionale. Possiede anche una buona struttura organizzativa, può contare su una bella sede e, novità assoluta per l’epoca, un pullman di proprietà con il quale la Brigata si muoveva al seguito della squadra in tutte le trasferte. Un bus personalizzato sul quale era impresso, sulla fiancata, l’effige del Palazzo dei Priori, monumento storico di Perugia. La “Brigata ultrà” si è sciolta nel luglio 2009, lasciando quindi in gradinata solamente i 2 gruppi più longevi.

Altra realtà della Curva Nord perugina è quella del gruppo 3M, nato nel 1991 all’inizio dell’era Gaucci col Perugia in serie C1. Si sono sciolti qualche anno fa per un mancato ricambio generazionale. Il curioso nome deriva da una via del quartiere di Madonna Alta, situato tra il centro e il Curi, ovvero via Magno Magnini, vicino alla quale sorgeva il manicomio cittadino. Da qui il nome: Manicomio Magno Magnini, ovvero 3M. A differenza delle altre fazioni presenti in Curva Nord, i 3M hanno sempre fatto dell’apoliticità la loro linea guida, presentando al proprio interno persone provenienti da entrambi gli schieramenti politici.

Scomparsi da qualche anno anche “I jacobins” che è stato indiscutibilmente uno dei gruppi che più hanno lasciato il segno nella curva nord. La passione di questo gruppo, la determinazione e la propria fierezza hanno contraddistinto sempre questi ragazzi fino al momento del loro scioglimento. Come l’Armata Rossa, anche i Jacobins hanno portato nel nome un’identità precisa che non nascondeva anche un certo orientamento politico. Degli innumerevoli gruppi che si sono succeduti con alterne fortune negli anni passati questo rimane tra quelli più ricordati dal popolo biancorosso.

Fino a metà degli anni ’90 la curva perugina poteva essere considerata una delle più “rosse” a livello nazionale. Il gruppo storico trainante è sempre stato l’Armata Rossa, che nel lontano 1978 prese le redini della Nord. C’erano altri gruppi che si potevano catalogare come satelliti, ovvero indipendenti dall’Armata, ma che comunque condividevano la stessa linea di pensiero. L’ideologia politica era presente nei cori, nel materiale dei gruppi e negli striscioni (per esempio il famoso striscione dell’Armata in cirillico). Con l’avvento dell’era Gaucci e con i successi sul campo, il bacino dei tifosi interessati alle sorti del Perugia Calcio aumentò parecchio e gioco forza questo comportò l’entrata in Curva di persone che non condividevano la stessa ideologia politica dell’Armata e degli Ingrifati (la Brigata Ultrà nel caso specifico perugino). Si passò naturalmente attraverso tensioni più o meno velate e/o nascoste ma alla fine si riuscì comunque a convivere senza problemi eclatanti.

La Curva Nord negli anni si è contraddistinta per l’impegno umanitario ed extracalcistico che l’ha fatta balzare agli onori delle cronache nazionali. Si ricordano le “gradinate antirazziste” in occasioni di alcune partite di serie A (un modo coreografico per bandire ogni forma di razzismo) e alcune sottoscrizioni che a seconda delle situazioni andavano ai più bisognosi. Il gruppo più impegnato nel sociale sono forse gli Ingrifati, che portano avanti un progetto umanitario per le popolazioni dell’America Centrale, gestiscono una palestra popolare e da anni sono contro la privatizzazione dello stadio Curi, vedendo in esso un mero progetto commerciale.

Dopo lo scioglimento della Brigata Ultrà, la Curva Nord è tornata alla composizione “originaria”: Armata Rossa e Ingrifati.

Questa che sta per iniziare sarà per il Perugia la terza stagione consecutiva in serie B e l’entusiasmo che si era un po’ perso negli ultimi anni di ex serie C ora sta tornando a farsi sentire e vedere. Sicuramente Perugia è una delle realtà di curva più importanti nel panorama italiano, un patrimonio che non va sperperato.

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La tifoseria perugina ha un gemellaggio attivo con tifosi genoani ed empolesi, (dalle connotazioni fortemente politiche), e nel passato anche con Ischia, Montevarchi e Fasano con cui rimane ora una bella amicizia. La rivalità più accesa è quella con la Ternana, cosa questa che va ben oltre i motivi calcistici, subito a seguire anche con Arezzo e Sambenedettese. Da non dimenticare poi i rapporti poco idilliaci con Siena, Salernitana (ex gemellati), Torino, Lazio, Verona, Fiorentina, Sampdoria e Atalanta.

Davide Ravan

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