L’ultima partita vista dal Campionissimo Coppi: Genoa-Alessandria 1-0, con Arbizzani in porta

Arbizzani (1)L’ Alessandria sui gettoni Vav del 1959-’60. Sono raffigurati: Snidero, Raimondi, Migliavacca, Rivera, Arbizzani, Girardo, Maccacaro, Tacchi, Giacomazzi, Filini, Pedroni

 

Nato in Libia (all’epoca colonia italiana) da famiglia veronese, Luciano Arbizzani ha giocato negli anni Cinquanta e anni Sessanta come portiere.

Arbizzani (3)Ancora tagione 1959-’60, i Grigi a Bari.

 

Arbizzani (4)L’Alessandria nel campionato 1961-’62. Da sinistra in piedi: Soncini, De Angelis, Sergio Bettini, Schiavoni, Melideo, Arbizzani. Accosciati: Migliavacca, Vitali, Bassi, Giacomazzi, Cappellaro.

 

Ha disputato il campionato di serie A 1959-‘60 difendendo i pali dell’Alessandria (con la quale ha esordito in serie A il 20 settembre 1959 in Alessandria-Milan 3-1) e, alternandosi in porta con Ideo Stefani, totalizza 18 presenze in quella stagione, l’ultima finora disputata dai Grigi in massima serie.

Arbizzani (6) Luciano Arbizzani con Sarti della Fiorentina.

 

Arbizzani (2)L’Alessandria sulle figurine Sidam del 1959-60. Sono raffigurati: Arbizzani, Raimondi, Giacomazzi, Boniardi, Snidero, Pedroni, Girardo, Maccacaro, Filini, Rivera, Migliavacca, Tacchi, Dorigo, Stefani e la formazione.

 

Resta in Piemonte anche per le due successive stagioni fra i cadetti,  senza essere titolare fisso (24 presenze in 2 annate), quindi si trasferisce sempre in B al Como, dove però, chiuso da Gianvito Geotti, non scende mai in campo, nel 1962-‘63 gioca in serie A nel Mantova due partite, Mantova-Napoli (2-1) e Catania-Mantova (1-1), qindi nel 1963 passa al Padova, dove disputa due anni come riserva (15 presenze complessive) in altre due stagioni in cadetteria.

ArbizzaniArbizzani al “Moccagatta”. Ha giocato con i Grigi anche nel campionato 1960-’61.

 

In carriera ha totalizzato complessivamente 18 presenze in serie A e 39 in serie B.

Il 20 dicembre 1959 ha giocato insieme al sedicenne Gianni Rivera l’ultima partita che vide il grande Fausto Coppi poco prima della sua prematura morte (Genoa-Alessandria 1-0).

Arbizzani (5)Un undici dei Grigi nel campionato di serie A 1959-’60. In piedi da sinistra: Arbizzani, Migliavacca, Rivera, Pedroni, Filini, Girardo. Accosciati: Giacomazzi, Maccacaro, Raimondi, Snidero, Tacchi.

 

L’ultima partita vista da Fausto Coppi: Genoa-Alessandria 1-0

Coppi calciatoreFausto Coppi durante una partita di calcio disputata a Milano nel 1950 a scopo benefico. Le due squadre, composte esclusivamente da corridori ciclisti, erano capitanate rispettivamente da Fausto Coppi e Gino Bartali, arbitro Peppino Meazza, segnalinee Girardengo, Guerra e Binda. (Gazzetta del Popolo – archivio fotografico).

 

Così ha scritto Marco Liguori su www.pianetagenoa1893.net:

Il 20 dicembre 1959 il Genoa e l’Alessandria, al termine del Campionato 1959-‘60 ultimo con 17 punti (e una penalizzazione di 27 per la partita di Bergamo del 17 aprile 1960, poi ridotta di tre, tanto che nel successivo campionato cadetto i 35 punti nella classifica finale dei rossoblù corrisposero a 42 conquistati sul campo) e penultima con 25 (con una massima serie da allora mai più riconquistata), si affrontarono al “Luigi Ferraris”. I rossoblù riuscirono dopo un caparbio assedio alla porta dell’italo-libico Luciano Arbizzani a trovare l’unica rete dell’incontro con l’uruguayano Gismero Júlio César «el Pardo» Abbadie a 14 minuti dal termine e a conquistare dopo le quattro sconfitte iniziali (per 0-2 con il Bologna, il Milan e il LaneRossi Vicenza e per 1-2 con la Sampdoria) e il successivo pareggio (per 1-1 con l’Atalanta) la prima vittoria interna stagionale.

Quell’incontro può essere ricordato per due motivi: per la prima volta si esibì a Genova il «Golden Boy» Gianni Rivera (il numero 10 dei grigi non aveva allora ancora 16 anni e mezzo) e per l’ultima volta nella sua vita, che sarebbe terminata tragicamente (stroncata dalla malaria contratta durante una battuta di caccia in Alto Volta da cui aveva fatto rientro il 15 dicembre) 13 giorni dopo all’Ospedale di Tortona, assistette a un incontro di calcio uno dei più grandi campioni dello sport italiano di tutti i tempi, il ciclista Fausto Coppi I, deceduto il 2 gennaio di mezzo secolo fa. Proprio alla sera, dopo il ritorno da Genova a Novi Ligure, dove Coppi I risiedeva in una villa con la compagna Giulia «la Dama Bianca» Occhini e il figlioletto Angelo Fausto «Faustino» di quattro anni e mezzo, si iniziarono a manifestare con febbri intermittenti i primi sintomi della malaria.

 Mario Bocchio

 

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