I Grigi in punta di matita

Caricatura Alessandria 2015-16L’Alessandria 2015-’16 vista da Carlo Dossola.

 

Museo Grigio estende sempre più il suo raggio d’azione. Per completare la sua mission, e per offrire maggiori servizi a chi è innamorato dell’Alessandria. La nostra è infatti una storia in continua evoluzione, che va conosciuta e raccontata.
Personalmente la prima volta che vidi un disegno del famoso Carmelo Silva ero un bambino di soli otto anni; un regalo molto desiderato, l’Almanacco del calcio Panini era l’astronave dove stavo per salire per entrare in un viaggio nella fantasia del calcio, fatta di eroi, racconti, imprese leggendarie. Casualmente sul finire del libro vidi i piccoli disegni tracciati da una mano esperta; con pochi tratti si rivivevano le grandi emozioni.
L’altro giorno Carlo Dossola da Tortona ci ha fatto avere la “rosa” dell’attuale Alessandria che ha interpretato con l’ausilio di pastelli a cera per i volti, dei pennarelli e dell’evidenziatore per tutto il resto.
Nativo di Villaromagnano, 62 anni, un lavoro di prestigio come dirigente di un importante gruppo, Dossola si diletta a dipingere e a fare caricature.
Il suo è sempre stato un amore viscerale per i Grigi: tifoso autentico di lungo corso, ha ancora il groppo in gola per lo spareggio perso contro il Prato a Modena nel 1985. Negli ultimi anni le sue presenze al “Moccagatta” si sono diradate, l’ultima volta è però stata in occasione del recente incontro con il Bassano.

DossolaCarlo Dossola, autoritratto.

 

Ha accettato di collaborare con noi per uno spazio tutto dedicato a raccontare i Grigi attraverso sapienti colpi di matita.
Il suo non è però un debutto, piuttosto un ritorno. Il suo infatti, era un appuntamento settimanale su “Il Piccolo” nella prima metà degli anni Ottanta. Dopo la partita della domenica, nel suo studio, fra appunti, lapis, gomme da cancellare e inchiostro di china, si compiva la creazione artistica. I bozzetti diventavano giocatori grigi dal dribbling proibito e dalla tecnica eccezionale, visi affaticati alla ricerca di palloni dalla traiettoria imprendibile. I lettori seguivano con attenzione la vignetta di Dossola, il tutto in un mondo dove il calcio tutto sommato si sentiva ancora alla radio. In un periodo in cui questo modo di fare televisione non esisteva e la paytv era inimmaginabile anche per la fantascienza, le partite erano per pochi eletti che andavano allo stadio; per tutti gli altri solo le dirette di Radio Cosmo con Tino Pastorino, qualche servizio su Telecity con Capone e Pilotti, gli scritti di Marchiaro, Gelato e del “Gattopardo” Zerbino ma soprattutto il grande appuntamento con “Il Piccolo”, con le cronache di Roberto Gilardengo e con un giudizio da vivere attraverso la saggezza della china di Dossola. Al tempo molto apprezzato da due amici purtroppo già scomparsi, Paolo Zoccola e quel Corrado Testa legato a filo doppio all’Alessandria, perché figlio dell’avvocato Gino che ne fu addirittura presidente. Il fascino delle sue realizzazioni – che il suo amico Ettore Piraccini, il corrispondente de “La Stampa” da Tortona innamorato di Coppi si premurava di recapitare a destinazione a mano quando a metà settimana veniva ad Alessandria – erano frutto della sua esperienza come vignettista e caricaturista.

MarescalcoLa vignetta dedicata a Franco Marescalco, “Cicciogol”, il 13 ottobre 1984.

 

Chi disegna i visi di personaggi ha la sapienza di capire, catturare e riprodurre anche la personalità del protagonista. Ecco sul foglio non un viso, non un disegno, ma il volto di un personaggio che racconta la sua personalità. Questo aspetto psicologico, che allora affiancava Dossola ad un novello Silva o Carlìn Bergoglio, era la differenza che si notava nei suoi lavori. Infatti non solo semplici schizzi, ma in pochi tratti riusciva a trasmettere l’emozione del gioco del calcio interpretato dai Grigi. Ecco il difensore in difficoltà, ecco il centravanti che stanco per la lunga fuga sta per scoccare il tiro, ecco il portiere battuto nonostante un plastico tentativo di parata.
Da adesso in avanti Dossola continuerà a raccontare con lo stesso entusiasmo e passione dei primi giorni le grandi avventure dei Grigi. Come le vecchie favole che rinascono negli occhi dei bambini che le ascoltano per la prima volta.

Mario Bocchio