“Non è importante chi, ma come porta la maglia dei Grigi”

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Mister Angelo Gregucci lo aveva chiesto già negli spogliatoi di San Siro: finita la favola della Tim Cup, bisogna ritornare subito con la testa nel campionato di Lega Pro. E la trasferta di Renate dovrà essere l’occasione per il riscatto, per ripartire con quello ce abbiamo definito il campionato 2-0. Così è stato.

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“Siamo scesi di nuovo nel nostro scenario abituale, con il quale dovremo avere sempre grande confidenza. E lo abbiamo fatto nel modo migliore, con tutto quanto serve in Lega Pro: con l’aggressività, con l’intensità, con il calcio che serve nella nostra categoria per fare risultato – ha sottolineato Gregucci dopo il 4-0 di Meda, così come evidenziato dalla collega Mimma Caligaris su “Il Piccolo” -. Ho sempre detto che la stanchezza era negli occhi degli altri, ma avevo bisogno anche della verifica sul campo. Anche questo serve, in un campionato dove sarà battaglia, perché sono tante le squadre che vogliono arrivare in alto. Penso, ad esempio, al Padova, che con 38 punti vuole vincere. Siamo tutte lì a sgomitare: bisognerà avere gambe buone, testa buona, consapevolezza della forza e del ruolo. E tutto questo la squadra ha dimostrato di possederlo”.

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“Gli atteggiamenti fanno la differenza e sono il valore aggiunto, perché sono di tutti, di chi gioca 5 minuti, 30, 90 o 105. Perché questo deve essere sempre l’approccio: se sono chiamato a dare il mio contributo per otto minuti, io per la squadra mi ammazzo. Non è importante chi, ma come porta la maglia dei Grigi. Questo è il calcio che io amo” ha concluso Gregucci.

Red

 Le fotografie sono tratte dal profilo Facebook dell’Alessandria Calcio e sono di Serena Russello.