Le maglie dei Grigi, la nostra nuova rubrica

CassanetiCassaneti (a destra) con Luca Mattei e la maglia di Maradona.

 

Abbiamo creato la nostra ultima (in termini di tempo) novità. In sintonia con la nostra fede grigia e con la passione per tutto ciò che, calcisticamente  parlando, sa di vintage, di retrò.

Il collezionismo è una “brutta malattia”: se ti fai contagiare ti fa vivere momenti fantastici, dove la mente vola via, altissima. Lele Bellingeri – il patròn di Museo Grigio – per tanti anni ha inseguito e acquistato le maglie dei Grigi usate in tanti e tanti campionati della nostra ultracentenaria storia.

Autentica  Maglia Maradona  La maglia di Maradona è autentica.

 

Adesso è giunto il momento di documentarle per tutti, e a farlo è il nostro nuovo collaboratore Ciro Cassaneti.

Alessandrino, è un grande appassionato di maglie, conosciuto per la sua competenza  in ambito collezionistico a livello italiano ed internazionale.
Curerà la nostra specifica sezione dedicata alle divise di gioco dell’ Alessandria.

Maglia Maradona (1) Maglia Maradona (2) Quella di Cassaneti è proprio la maglia immortalata in queste immagini.

 

Conoscitore delle differenze, ha accettato di mettere la sua professionalità al servizio di Museo Grigio,una realtà sempre più in espansione.

Maglia grigiaLa maglia dell’ultima serie B dell’Alessandria, nel campionato 1974-’75.

 

Sarà il responsabile dell’apposita rubrica, dove pubblicheremo la storia delle maglia grigie dagli anni Cinquanta ai nostri giorni.

Grigi 1974-75Campionato 1974-’75 serie B. In piedi da sinistra: Pozzani, Di Brino, Colombo, Maldera II., Franceschelli. Accosciati: Barbiero, Volpato, Manueli, Dolso, Baisi e Vanara.

 

“A parte qualche pezzo storico dell’Alessandria,  l’unica maglia che conservo per me gelosamente è quella di Maradona – racconta con orgoglio Cassaneti -.  E’ la maglia del primo scudetto del Napoli al termine del campionato 1986-’87 . Fu usata dal Pibe de Oro in Como Napoli 1-1; al termine della partita fu scambiata con il giocatore Luca Mattei, che poi me l’ha venduta”.

Mario Bocchio