
La scomparsa di Emma Camagna chiude un’epoca nel costume e nel giornalismo alessandrino. Cronista poliedrica ha spaziato in tutti i settori: dalla cronaca nera allo sport tranne cucina e moda – “le uniche cose di cui non scriverei mai” disse una volta – ed era figlia d’arte: suo padre Giovanni fu, a partire dal 1919 impegnato a raccontare le gesta dell’Alessandria.
Noi di Museo Grigio la vogliamo ricordare in veste di giornalista sportiva: siamo andati a sfruculiare nel nostro archivio (disponibile on-line su www.museogrigio.it) ed abbiamo trovato due partite del campionato di Serie B 1965-66. Finale di stagione: Grigi alla ricerca, raggiunta della salvezza, l’8 maggio noioso 0-0 al Moccagatta tra Alessandria e Padova, il 12 giugno vittoria con il Pisa per 2-0.
Cosa c’è di importante in queste due partite?
L’ideale passaggio di consegne tra padre e figlia: sulle colonne del Corriere dello Sport il primo articolo è firmato Giovanni Camagna, mentre il successivo indica in Emma l’autrice del pezzo.
Quelli che riportiamo non rientrano certamente tra i 10 articoli più importanti della “Camagna Dinasty” ma, intervallati dalla cronaca di Alessandria-Lecco – pubblicato senza firma – e di Alessandria-Reggiana – ignorato dal quotidiano romano -, certificano la continuità del lavoro di due giornalisti ormai entrati nella leggenda del giornalismo locale e non solo.
08.05.1966 Alessandria – Padova 0-0
SOLTANTO UN BRIVIDO
Contro un modestissimo Padova, i grigi alessandrini non sono riusciti a far loro l’intera posta in palio, nonostante l’impellente necessità di vincere. Il mancato successo odierno potrebbe costare infatti all’Alessandria la retrocessione in Serie C. Se l’Alessandria è stata quasi nulla all’attacco, ove ha vissuto solo sugli spunti, a volte notevoli di Lojacono e Pasquina, altrettanto si può dire per il Padova, tanto è vero che Nobili ma ha toccato un pallone.
La partita avrebbe potuto prendere una svolta decisiva all’9’ della ripresa, se De Cristofaro non avesse sbagliato una facilissima occasione. Su un cross di Pasquina, l’attaccante grigio riusciva a fermare con il petto il pallone in piena area: se lo aggiustava e lasciava partire un gran tiro da non più di cinque o sei metri, ma anziché infilare la rete di Pontel, alzava il pallone alle stelle.
Il portiere del Padova è stato impegnato seriamente solo alla mezz’ora di gioco con Lojacono e con Pasquina.
Allo scadere dei quarantacinque minuti forse gli ospiti avrebbero potuto andare in vantaggio ma Nobili ha sventato la minaccia con una uscita ardita sui piedi di Pace. Nel secondo tempo, con il gol fallito da De Cristofaro, si è avuta la più bella azione della giornata, autore Lojacono, il quale dopo uno scambio con Pasquina si districava in area patavina, ma il suo tiro era parato dall’estremo difensore uscito a valanga. Al 40’ un gran tiro di Lojacono su punizione dal limite usciva a fil di palo facendo naufragare l’ultima speranza per l’Alessandria oggi veramente in giornata nera. (Corriere dello Sport – Giovanni Camagna)
12.06.1966 Alessandria – Pisa 2-0 (1-0)
Alessandria in salvo, Pisa in estremo pericolo
CASTELLANI FALLISCE IL RIGORE
Le pene dell’Alessandria sono finite. Con la odierna vittoria sul Pisa i Grigi hanno raggiunto la matematica sicurezza di rimanere in serie B. La conquistata salvezza è principalmente dovuta al forcing finale della squadra, la quale nelle ultime 5 partite ha messo all’attivo 9 punti, 4 dei quali in trasferta. Sotto l’egregia guida di Szekely un allenatore che sa il fatto suo, i grigi hanno raggiunto un buon grado id forma e quello che più conta si sono ritrovati, hanno acquistato grinta ed un modulo di gioco assai redditizio per cui i risultati utili sono stati la diretta conseguenza. Comunque oggi, sotto un sole canicolare, Pisa e Alessandria si sono entrambe date battaglia. Entrambe le squadre navigavano nei bassi fondi della classifica cosicché la vittoria dell’una poteva anche significare la condanna dell’altra.
Il risultato è stato in forse fino a dieci minuti dal termine, quando su corner di Pasquina, Oldani, con un magnifico colpo di testa, infilava, per la seconda volta, la porta pisana.
Tre minuti prima, però, l’ala destra alessandrina aveva sbagliato una facile occasione, mandando fuori un pallone d’oro passatogli da Nicolè quando era solo in area nerazzurra a non più di cinque metri da De Min.
La pronta riabilitazione di Oldani ha fatto scattare i seimila e più presenti, consci ormai della raggiunta salvezza. Ma il primo tempo era stato molto equilibrato, anche se i locali, causa la tattica guardinga degli ospiti, avevano segnato una leggera supremazia. Infatti, a un colpo di testa di Mascetti, appena dopo 4 minuti di gioco, finito di poco alto sulla traversa, l’Alessandria replicava con Pasquina, il quale obbligava De Min ad una difficile parata a terra.
Poi al quarto d’ora l’Alessandria andava in vantaggio: Trinchero, spintosi all’attacco si disimpegnava egregiamente in area pisana, folta di giocatori, e poi stangava a rete. Il pallone picchiava contro la base del palo ed entrava in rete rendendo vano il tuffo del guardiano ospite. Era quindi Cervetto ad obbligare Nobili con un fortissimo tiro da trenta metri a salvarsi in corner.
Al 32’ i nerazzurri perdevano l’occasione migliore per pareggiare le sorti della giornata, fallendo un rigore. Trinchero tratteneva vistosamente in piena area di rigore il pallone con le mani: Castellani batteva la massima punizione con un forte tiro che mandava il pallone a picchiare sullo spigolo dell’incrocio dei pali. Il pallone ritornava in campo intercettato da due pisani che non riuscivano ad infilarlo nella rete alessandrina. Nella ripresa, oltre le due descritte azioni di Oldani, vi è solo da segnalare una legnata di Lojacono che De Min ha neutralizzato in corner con un gran volo. (Corriere dello Sport – Emma Camagna)
Sergio Giovanelli
Foto di Albino Neri – La Stampa Alessandria
