Un acrobata nel fango, Sergio Rampini

Alessandria 1945-1946Alessandria campionato 1945-’46. Da sinistra in piedi: l’allenatore Cattaneo, Frugali, Rosso II, Arezzi, Cassano, Stradella, Rosso I, Diamante e il massaggiatore Bo. Accosciati: Bassi, vitto, Rampini, Ellena.

 

Il 7 luglio 1946 è ricordato come il “Grand dì”, ovvero il ritorno dell’Orso Grigio in A. L’Alessandria batte la Reggiana. Nella squadra giocano Mario Pietruzzi e Gigi Cassano. Ma c’è spazio per le imprese dell’ “acrobata”, Sergio Rampini, le cui doti nello stacco di testa e nell’abilità nel fare i gol spiccano soprattutto nel fango, perché è sul campo pesante che la squadra si trasforma.

RampiniUna bella caricatura dell’ “acrobata”.

 

Sergio Rampini approdò nell’Alessandria nel 1939 a 23 anni, voluto dall’allenatore grigio Otto Krappan e subito si mise in evidenza per le sue doti di generosità, per il suo gioco a tutto campo e per i suoi improvvisi spunti in acrobazia. Rampini, tipica mezzala, giocatore di non elevata statura, sapeva, grazie al suo tempismo, elevarsi e superare di testa in area i giocatori che fisicamente lo sovrastavano. Rampini 1Oppure in situazioni impossibili riusciva in acrobazia, con improvvise sforbiciate, a colpire il pallone sorprendendo in controtempo le difese avversarie. La sua fu una carriera che lo portò, per quasi vent’anni, a peregrinare dal nord al sud dell’Italia, dalla serie A alla serie C. Esordì in A con la maglia dell’Alessandria il 22 settembre 1946 in Alessandria-Modena (1-3). Con la maglia del Palermo ha giocato in B nella stagione 1947-‘48 (17 presenze) e in A nella stagione 1948-‘49 (2 presenze). Ha chiuso la carriera giocando per tre stagioni nel Piacenza, squadra che poi ha allenato nella stagione 1957-‘58 (subentrando a gennaio 1958 a Oreste Barale), nel 1958-‘59 (alternandosi a Alfredo Notti) e nel 1960-‘61, subentrando nel finale di stagione a Dario Cozzani.

Mario Bocchio