Bettoni, la maglia grigia come quella del Real Madrid!

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Dal mito grigio a quello blanco. Dal cosiddetto “Bernabeu dei poveri” a quello vero. È la parabola ascendente di David Bettoni, ex centrocampista francese che giocò nell’Alessandria nei campionati1997-’98 e 1998-’99, e che oggi è finito a lavorare niente poco di meno che al Real Madrid, una delle squadre più blasonate al mondo. Come dire: come ti cambia la vita (e anche il conto in banca) in pochi istanti!

Bettoni GrigiL’Alessandria nella stagione 1997-’98. In piedi da sinistra: Toccafondi, Costi, Fantini, Giraldi, Orocini, Lizzani. Accosciati: Bettoni, Biagianti, Vivani, Gasparini e Ferrarese.

 

Il flop di Rafa Benitez alla fine ha costretto il presidente merengue Florentino Pérez a chiamare Zinédine Zidane – esempio di madridismo certificato – nell’intento di mettere ordine in uno spogliatoio che sa diventare polveriera. Se è vero che sarebbero stati CR7 e compagni a decidere le sorti dell’ex tecnico di Inter e Napoli.

Bettoni Grigi (1)I Grigi nella stagione 1998-’99. In piedi da sinistra: Lafuenti, Giraldi, Scaglia, Melara, Lizzani, Fornaciari. Accosciati: Romairone, Giannoni, Montrone, Bettoni e Catelli.

 

Zidane – che all’esordio ha vinto 5-0 contro il Deportivo La Coruña – ha subito voluto come suo vice Bettoni, che lo aveva già affiancato nel Castilla, la storica succursale dei Blancos.
D’altronde Zizou ha sempre considerato il “Dav” la sua mano destra nell’ombra. I due sono amici insuperabili, da quando l’ex grigio aveva fatto da fratello maggiore alla futura stella francese nel Cannes. Come nei film romantici, scoppiò il colpo di fulmine.

l-bettoni-zidane-176Bettoni e Zidane: rimpatriata a Cannes.

 

“Io viaggio molto per vedere ciò che viene fatto altrove. Voglio imparare, ho questo desiderio di imparare” dice con umiltà Bettoni.
Alla Ciudad Deportiva si aggira sui campi di allenamento del Real per osservare, imparare, imparare. D’altronde lo ha sempre fatto: in Francia, come in Italia. Ad Alessandria ricorda gli allenatori che ha avuto, Zoratti e Maselli, ma sa vedere i lati positivi anche in Orrico.
Oggi Bettoni si sente pronto ad allenare ad alto livello.

Zidane-et-son-adjointBettoni e Zidane al Castilla.

 

“In tutti questi anni ho avuto modo di lavorare con calma, di guadagnare un po’ più di fiducia in me stesso”.
Come dicevamo, l’amore a volte ha bisogno di un clic.
Il suo è l’amore anche per la maglia grigia, “che per i valori che sa trasmetterti è come quella del Real. Non la potrò mai dimenticare”.

1016-Bettoni“Mi ricordo il giorno in cui Guy Lacombe mi predisse una carriera da allenatore”.
Da sempre Bettoni ovunque è andato ha posto due condizioni:“Ho bisogno della cultura del gioco e dell’ avventura umana. Il contatto è molto importante per me”.
È sempre stato attratto dalla Spagna e dall’Italia, gli piacciono Marcello Lippi e Carletto Ancelotti.
A volte sembra che gli uomini siano tutti uguali. Bettoni non è come gli altri. Bettoni

“Devi sempre ricordare da dove sei venuto. Ho iniziato in piccoli club e ho lavorato duro. Sono consapevole di avere la fortuna oggi di vedere la mia piccola carriera premiata, ma – sia chiaro -, io non ho mai rubato nulla“. Ha una propria definizione di “un buon allenatore”: “È certamente quello che sa come mostrare adattabilità, intelligenza, abilità e fortuna, ma io voglio aggiungere prima di tutto il quinto elemento mancante: la passione”. Senza passione, l’amore è niente: “Sì, è vero. Beh, se riesco, sarà il mio motto”.

Zizou BettoniBettoni alla Ciudad Deportiva del Real.

 

Riassumendo: Bettoni a Cannes incontra e influenza profondamente e positivamente un diciannovenne Zidane. Da allora sono inseparabili. Quando Zidane va alla Juve nel 1996, il suo amico lo segue in Italia, giocando prima ad Avezzano, poi ad Alessandria, quindi nel Brescello e nella Lucchese.Castilla
Ha esordito in maglia grigia in Coppa Italia il 6 dicembre del ’97 in Alessandria-Modena 0-0. Otto giorni dopo il debutto in C1 contro il Prato.
Confermato nella “rosa” anche dopo la retrocessione, realizzò il suo unico gol in grigio esattamente un anno dopo il suo debutto in riva al Tanaro. Il 6 dicembre del ’98 l’Alessandria vinse 2-1 a Sanremo: andò in vantaggio con lo stesso Bettoni, raddoppiò Scaglia e poi accorciò le distanze Bifini su rigore.
Quando Zidane divenne il gioiello della corona della Galassia, firmando per il Real Madrid nel 2001, Bettoni lo raggiungeva molto spesso nella capitale spagnola. Quando la stella si ritirò nel 2006 dopo il Mondiale in Germania, Bettoni – che nel frattempo era ritornato al Cannes – aveva già chiuso con la carriera giocata.

RonaldoCristiano Ronaldo, il celebre CR7.

 

L’anno scorso, al suo ritorno a Madrid come assistente di Ancelotti, Zidane persuase il tecnico italiano a reclutare Bettoni come osservatore.


Oggi il grande calcio, quello che lui stesso all’inizio aveva solo sognato, lo vede addirittura sulla panchina dei Galacticos. In fondo è tutta una questione di un clic.

Mario Bocchio