Via Cammaroto, per l’Alessandria gli uomini giusti al posto giusto

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Tutti ci aspettiamo un’Alessandria competitiva, per dire la sua senza timori nella nuova serie C unica, un palcoscenico finalmente di prestigio. E per questo ha lavorato la società del presidente Luca Di Masi, che non ha mai fatto mistero di considerare percorribile la strada addirittura per la B. Se non subito, comunque a medio termine.
“Uomini scelti per lavorare per il bene dell’Alessandria”. Con queste parole lo stesso Di Masi aveva presentato il nuovo direttore sportivo Giuseppe Magalini, che dal canto suo si è detto orgoglioso di questa nuova prospettiva professionale, che considera “un’opportunità unica anche in relazione al prestigio e all’importanza” della sua nuova società.
Magalini è considerato molto esperto, alquanto astuto. Riconfermato il tecnico Luca D’Angelo, il primo colpo di mercato è stato l’ingaggio annuale del nigeriano Kenneth Obodo, classe 1985, di ruolo centrocampista. Fratello del più conosciuto Christian, lo scorso anno militava nel Grosseto, l’ultimo club dove ha operato proprio Magalini prima di giungere in riva al Tanaro. Fisico possente (182 cm di altezza per 82 chili di peso) tra i maremmani ha disputato 26 partite segnando due gol.

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Michele Marconi poi, vestirà ancora la maglia grigia per le prossime due stagioni. Il giocatore è stato rilevato a titolo definitivo dal Venezia .
Cristian Sosa, detto il “Chino”, classe 1985, 82 presenze in B, difensore uruguagio proveniente dallo stesso Venezia, arriva a titolo definitivo sottoscrivendo un contratto biennale. Nel suo curriculum ci sono anche 42 presenze in due anni col Cittadella in B.
Sosa ha esordito da professionista in patria con il Defensor Sporting, poi si è trasferito in Italia, “scovato” dal Taranto con cui ha disputato la Lega Pro. Successivamente il passaggio al Gallipoli, nella stagione per lui più prolifica in fatto di gol (tre in 34 presenze), poi una parentesi in Romania con lo sconosciuto club del Targu Mures. E ancora: ritorno al Taranto, due anni, come detto, al Cittadella nella cadetteria con un buon utilizzo da parte di mister Foscarini e l’ultimo campionato in C a Venezia, con sole 12 partite giocate e una rete.

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Difensore di sostanza, Sosa ha le caratteristiche del vecchio “stopper roccioso”, classiche per chi è cresciuto alla scuola uruguagia dove conta la cosiddetta “garra charrua”. Come ha avuto modo di sottolineare la critica, potrebbe essere abile sia in una difesa a tre, sia in una coppia di centrali con la linea a quattro. Buon marcatore e ottimo saltatore di testa, potrebbe colmare le lacune nel gioco aereo che l’Alessandria aveva palesato nell’ultima C2, con tante reti subite su palla inattiva.
Altro colpo grosso del duo Di Masi-Magalini è Adriano Mezavilla, centrocampista classe ’83, lo scorso anno capitano della Juve Stabia in serie B. Mezavilla ha sottoscritto un contratto biennale.

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Adriano Sartorio Mezavilla (Maringá, 14 gennaio 1983) è un calciatore brasiliano: nel calciomercato invernale del 2005 si trasferì al Catania, squadra che lo fa esordire in B, facendogli disputare 6 gare nel girone di ritorno. A luglio 2005 passò in prestito al Perugia in C1 dove ha collezionato 23 presenza andando a segno per due volte. Alla fine della stagione 2005-‘06, ritorno al Catania per fine prestito. Con gli etnei ha giocato soltanto il girone d’andata disputando 16 partite e segnando un gol.

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Nel luglio 2006 è stato ceduto in compartecipazione al Cesena, allora in B. Con i romagnoli ha all’attivo due campionati giocando 36 partite tra categoria cadetta e Coppa Italia. Nel gennaio 2008, con la formula del prestito, si è poi trasferito al Pisa: con i nerazzurri ha continuato a militare in B giocando 14 gare nel periodo di sei mesi, terminati i quali ritornò al Catania che intanto era stato promosso in A.

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Vincenzo Cammaroto: il valore di un uomo e di un giocatore lo si è visto anche nel momento dell’addio. Siamo in un’epoca dove il calcio sta sempre più perdendo il significato delle “bandiere”. Non si è però trattato di dare un taglio netto col passato, ma della constatazione di alcuni limiti d’età e tecnici per affrontare una categoria impegnativa come la C unica. Così il portiere Andrea Servili è passato nello staff tecnico come allenatore proprio degli estremi difensori, e l’ex Vado, l’ultimo dei “vecchi” rimasti, dopo sette anni ha concluso la sua avventura in maglia grigia.
“Ho 31 anni quindi anagraficamente non mi sento proprio da buttare. Se invece, il termine riguarda la mia militanza allora è diverso, sono effettivamente l’ultimo dei vecchi rimasti essendo qui da sette campionati”, ha voluto sottolineare il popolare “Camma”, arrivato in silenzio dal dalla serie D. Sembrava un rincalzo ma poco alla volta è diventato un guerriero, il leader della difesa e il capitano, con esaltanti prove in C1: con Sarri in panchina ha sfiorato persino la serie B. Poi l’inizio di una sorta di declino, reso evidente nel momento che gli è stata tolta la fascia di capitano.

CammarotoRagazzo molto serio, caratterialmente propenso a porsi come punto di riferimento per i compagni, Servili già nel corso dell’ultima stagione in panchina aveva fatto intendere di avere spunti validi per poter intraprendere la carriera di allenatore. Così la società non si è lasciata sfuggire l’occasione.
“Il mio nuovo incarico è il raggiungimento di un sogno, un obiettivo raggiunto e, quindi, vale ogni tipo di sacrificio. Mentalmente ormai sono concentrato su questa nuova dimensione professionale, anche se, in realtà, speravo che questa fosse la mia strada… Ora la è, per davvero e mi sento molto responsabilizzato” ha spiegato lo stesso Servili.
La campagna acquisti è stata dunque interessante. Gli ultimi arrivati sono il portiere Emanuele Nordi dal Trapani (le calde piazze del sud lo ha formato moltissimo. I suoi modelli: Handanovic e Peruzzi. Forse due portieri agli antipodi ma comunque due grandissimi atleti. Poi a me piace essere me stesso”) e il forte centrale Ferdinando Vitofrancesco, classe 1988, 106 presenze in B, tra i protagonisti della promozione del Perugia in serie cadetta, che ha sottoscritto un contratto annuale con la società di patron Luca Di Masi.
La preparazione nel ritiro valdostano di Brusson ha forgiato un organico in grado di poter andare ad abitare i cosiddetti piani alti del condominio. Il precampionato ci ha anche regalato l’emozione del match internazionale con i tedeschi dell’Eintracht Francoforte, club della Bundesliga, che ha vinto solo nel finale per 3-2. E un Julien Rantier già in ottima condizione.

 Mario Bocchio