Contro il Renate pensando a Cavalli

CavalliRenateGabriele Cavalli con la casacca nerazzurra del Renate.

 

La partita tra Alessandria e Renate riveste un significato particolare per Gabriele Cavalli: è un doppio ex avendo vestito la maglia di entrambe le squadre, ed è sceso in campo in ben sette degli otto confronti tra le due squadre, quattro volte con il nerazzurro del Renate e tre con il grigio dell‘Alessandria.

CapitanoGrigiCapitano dei Grigi.

 

Cavalli è nato a Lecco il 6 febbraio 1982, centrocampista centrale. Dopo tre stagioni nell’Olginatese in Serie D è passato al Lecco con il quale è arrivato secondo nel torneo di Quarta Serie. A causa della rinuncia della Canzese, vincitrice del girone il Lecco è stato ammesso alla C2. Cavalli ha esordito tra i pro il 28 agosto 2005 nella partita Lecco – Portosummaga 3-0. Dopo quel campionato lascia Lecco per tornare ad Olginate, poi si trasferisce a  Boario e Seregno. Approda al Renate nell’estate del 2010 per restarci tre stagioni. 96 presenze in campionato e 2 gol sono il suo bottino in maglia nerazzurra, di cui 4 gare giocate contro l’Alessandria. Proprio i Grigi diventano la sua nuova squadra nel luglio 2013: prima partita ufficiale in Coppa Italia di Serie C il 18 agosto di quell’ anno (Bra – Alessandria 1-1) e in campionato il primo settembre successivo (Pergocrema – Alessandria 1-1). Ha dato il suo contributo da ex in tre partite su quattro giocate contro il Renate. In totale Cavalli nelle due stagioni in grigio ha vestito 49 volte la maglia dell’Orso (46 in campionato, 3 in Coppa Italia di Serie C) con 8 gol segnati, tutti in campionato.

CavallinelRenateAncora con il Renate.

 

– Cosa ha rappresentato per te il Renate?

“Molto, perché è lì che sono maturato come professionista, visto che avevo già giocato nel Lecco in C2. Ricordo che nel campionato 2010-‘11, dopo sette giornate di campionato e con soli tre punti in classifica eravamo al penultimo posto, poi venne esonerato l’allenatore Giuliano Dell’Orto e arrivò Simone Boldini, che riuscì a qualificarci addirittura per i playoff, che poi perdemmo contro la FeralpiSalò. Al termine del torneo 2012-‘13 ottenemmo nuovamente l’accesso ai playoff grazie al sesto posto in campionato, ma venimmo ancora sconfitti in semifinale dal Venezia. Il Renate mi ha dato quindi tanto”.

– E l’Alessandria?

“La condizione per diventare un vero calciatore in tutto e per tutto, responsabilizzato anche dalla fascia da capitano. Non potrò mai dimenticare la promozione in Lega Pro, al termine di un campionato che mi vide segnare addirittura sette reti. Ma Alessandria purtroppo, mi ha lasciato anche tantissimo amaro in bocca, non solo per come è andato a finire il campionato scorso, ma per come alla fine sono stato trattato. Nel calcio la riconoscenza è ormai un valore sempre più raro. Sono stato vittima di un serio infortunio, eppure non mi sono mai tirato indietro. Ho sempre la sensazione che mi si sia voluto fare pagare il prezzo per non aver realizzato quel maledetto rigore contro il Como”.

Cavalli per sua natura è un uomo schietto, che rifugge dal “politichese”. Va sempre diritto al nocciolo del problema.

Como-AlessandriaIl rigore fallito contro il Como.

 

– Che cosa non ha funzionato, visto che siete andati veramente vicino ad un’impresa attesa da quarantuno anni, la serie B?

“Eravamo una squadra veramente forte, credetemi, ma sono state sbagliate le strategie. Mi fermo qui”.

– Oggi c’è il Cuneo.

“È una possibilità per me molto stimolante, in un ambiente che ti infonde sempre serenità, dove le eventuali tensioni non sfociano mai in esagerazione, in ossessione. Cuneo oltretutto, è una città a misura di famiglia. Ritorno a parlare di rigori, qui a Cuneo ne ho già messi a segno tre”.

– Un tuo pronostico per Alessandria-Renate?

“Non dovrebbe esserci storia, l’Alessandria è fortissima e per me ha un bell’ottanta per cento di possibilità di vincere. Anche se, come detto, sono particolarmente legato al Renate, spero possa vincere proprio l’Alessandria, perché è su squadre come quella lombarda che noi del Cuneo facciamo la nostra corsa per raggiungere la salvezza”.

Nel CuneoOggi a Cuneo.

 

– Un’ultima domanda: dove potrà arrivare quest’Alessandria?

“Spero, anzi voglio proprio che vinca e raggiunga il traguardo che a me è sfuggito. L’Alessandria ha un grande presidente che oltretutto ha ancora speso tanto, è come un Real Madrid in piccolo. Logico quindi che le tensioni di una piazza esigentissima siano sempre il rischio più concreto. Il tifo ti dà molto, ma fa anche presto a diventare irriconoscente proprio perché la piazza è calda. Al Moccagatta è difficile non solo per gli avversari, ho reso l’idea?”.

Mario Bocchio

Sergio Giovanelli