Casarini castiga la Pro Sesto, ora il Como è più vicino

Pro Sesto-Alessandria 0-1 (foto Ilaria Cutuli)

Punti pesanti per l’Alessandria al “Breda” di Sesto San Giovanni contro la formazione padrona di casa, che ha imbrigliato il centrocampo alessandrino nel primo tempo costringendo la squadra di Moreno Longo ad una partita di grande difficoltà. Ma nella ripresa i Grigi hanno fatto valere personalità e tecnica superiori, realizzando tre reti (due annullate): quel che più conta è il pallone decisivo in fondo al sacco al 59’, questa volta il direttore di gara ha indicato il centro del campo.

Mattia Mustacchio (foto Ilaria Cutuli)

Ad andare in rete è stato Federico Casarini, che dopo le superbe prestazioni delle passate partite meritava la soddisfazione del gol. Una rete che pesa come un macigno nell’economia di una classifica che vede ora il Como ad un solo punto (i lariani devono ancora recuperare contro l’Olbia) e con la sfida diretta già nell’obiettivo dei Grigi. In effetti a due episodi clamorosi da rete per i sestesi nel primo tempo, con la palla fuori di un soffio hanno fatto da contrappeso i tre gol grigi.

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Il primo al 50’ su incursione dalla sinistra di Arrighini, giudicato falloso nel contatto con Gualdi, palla a Casarini autore di una conclusione di pregevole fattura. Il secondo, sicuramente dubbio, ha scatenato le proteste di tutta l’Alessandria , con Arrighini a deporre la sfera in gol sul traversone di Mustacchio (54’). Fuorigioco?  Poi la rete vincente di Casarini, sporcata nella traiettoria, a superare l’estremo della Pro Sesto.

Federico Casarini (foto Ilaria Cutuli)

Dal 59’ in poi l’Alessandria sale in cattedra. In pieno recupero un brivido è corso sulla schiena dei giocatori alessandrini per una palla in area toccata col braccio, ma involontariamente. Le motivazioni della vigilia, opposte per le due squadre, sono stati i presupposti per una partita contratta e difficile. Il gioco della Pro Sesto a centrocampo ha fatto soffrire la manovra alessandrina. Poi i Grigi, spronati al punto giusto da Longo negli spogliatoi, hanno cambiato marcia.

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Mauro Bavastri