I pali salvano il Grosseto, chissà se salvano Gregucci?

I Grigi sconfitti in casa dal Grosseto (foto © Mario Bocchio)

Ancora una doccia fredda per l’Alessandria che potrebbe salutare Angelo Gregucci (il condizionale è d’obbligo) dopo la seconda sconfitta casalunga consecutiva, maturata in pieno recupero. La lezione Novara non è servita e anche questa volta i Grigi sono stati puniti due minuti dopo il novantesimo per una grave disattenzione difensiva nata da un errato disimpegno di Cosenza che ha messo tre giocatori avversari davanti ad un unico difensore alessandrino. Inevitabile il gol di Moscati che permette al Grosseto di sbancare il Moccagatta complici due pali che tremano ancora ora colpiti rispettivamente da Mora e Casarini. Se la sfortuna ci vede bene gli avversari sanno sempre leggere le situazioni e castigare una squadra comunque affidata alle giocate dei singoli più che a un gioco basato sulla collettività.

Davide Di Quinzio fermato così (foto © Mario Bocchio)

Un match casalingo amaro proprio nell’esordio davanti al pubblico amico per la squadra di Gregucci in gare ufficiali (322 spettatori paganti); una tifoseria che ha fame di calcio e dei suoi Grigi e lo si sente da subito quasi a scacciare il clima surreale cui eravamo abituati. L’Alessandria tiene alto il ritmo cercando con insistenza gli inserimenti sulle fasce, gioca semplice la squadra toscana sfruttando le ripartenze. Dal 25’, per una decina di minuti, i Grigi riescono a creare le occasioni migliori con azioni impostate sulla fascia sinistra prima da Di Quinzio (Arrighini fuori di testa) e Celia, ancora con lo stesso numero nove grigio che non ci arriva di un soffio. Poi Gazzi (29’) sulla battuta di un calcio d’angolo inquadra la porta ma Barosi gli nega la gioia del gol allungandosi per parare nell’angolo alto. L’ultima fiammata poco dopo con un bel fraseggio Arrighini-Celia-Eusepi che di testa non riesce a mettere in gol. Troppo poco per una squadra affamata di punti come l’Alessandria.

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Si torna in campo con i Grigi a testa bassa in avanti, ma sulle ripartenze il Grosseto è sempre pericoloso. Lo sa bene Crisanto chiamato all’intervento salva risultato dopo soli quattro minuti di gioco bravo a respingere di piede su conclusione di Moscati. L’Alessandria preme e va alla conclusione ma fuori dallo specchio della porta in più circostanze; i Grigi vanno a fiammate e quando alzano il ritmo di gioco riescono a rendersi pericolosi ma ci sono giocatori che, proprio in queste circostanze, peccano di precisione e anche le azioni più semplici si perdono. La più clamorosa al 64’ con Di Quinzio lanciato a tu per tu contro l’estremo avversario: il numero dieci dell’Alessandria tergiversa e viene rimontato dal difensore avversario che salva il risultato. Il palo poi aiuta il Grosseto con Barosi battuto su gran destro al volo di Mora. La squadra toscana lotta, gioca una partita semplice ma efficace approfittando dell’imprecisione dei Grigi. Quando non ci riesce ricorre alle maniere forti. A centrocampo manca quella fantasia che tutti si aspettano a supporto di Eusepi e Arrighini (prima), Corazza (poi). Con Casarini e Stijepovic in campo rispettivamente al posto di Gazzi e Di Quinzio, Gregucci chiede maggiore incisività.

Federico Casarini (foto © Mario Bocchio)

Ma ci sono ancora i legni a dire no ai Grigi: gran destro di Casarini su punizione e traversa a portiere battuto (85’). Poi tanta confusione alla ricerca della zampata vincente, difesa e centrocampo sbilanciati in avanti, Cosenza che sbaglia il disimpegno e la frittata è fatta. Ora la palla passa a Di Masi. I pali hanno salvato il Grosseto, chissà se salvano Gregucci?

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Mauro Bavastri